06 feb 2009

Giuseppe Gatì è morto!

Nella blogosfera geek, quella de "noantri" che parla di telefonini ultima generazione e barbabuccoli tecnologici, si parla pochino della vita reale.

Scrivo questo post perchè vorrei che provassimo a parlare, capire, raccogliere frammenti di informazione su Giuseppe Gatì.

Non so quasi nulla di questa storia, ma mi sconvolge e non riesco a non condividerla, per amplificarla, per provare a sciogliere una matassa che sembra intricata.
I fatti:

a) Contestazione a Sgarbi ad Agrigento



b) Il post di Giuseppe

c) La morte per incidente ?

Vorrei capire in che paese siamo!

4 commenti:

giowind ha detto...

In un paese dove un morto sul lavoro può valere più di un altro. E' questa l'unica considerazione da fare rispetto allo stillicidio di morti bianche cui assistiamo, e che spesso non arrivano in cronaca nazionale.

Spero non vorrai insinuare altro...

Gigi Cogo ha detto...

@giowind,
non ho nessun elemento per insinuare, posso solo leggere quello che si dice in rete.
Anche se son arrivato su alcuni gruppi di Facebook e alla fine sembra non ci sia collegamento.

Ma non ho nessuna prova, sono solo uno che legge e cerca di capire.

Però l'emozione è forte se metti in relazione le due cose.

mapik ha detto...

Gigi, condivido e apprezzo la tua posizione.
Spesso, per chi come noi si occupa di "altro", sembra che entrare nel merito della "vita" che ci circonda, oltre il lavoro o gli hobbies, sembra quasi uno schierarsi, un macchiarsi di chissa quali colpe. Di fronte a quello che è successo a Giuseppe, non c'è schieramento che tenga, non c'è questione territoriale o politica che tenga.
Ci troviamo di fronte all'evidente impossibilità da parte di qualsiasi cittadino, a maggior ragione se ventenne, di esprimere il proprio dissenso (più o meno condivisibile o fondato) nei confronti del potente di turno.

Questo, se ci si ferma riflettere un attimo è terribile ancora di più perché inserito in un contesto culturale e sociale che ha azzerato anche solo la capacità di pensare e riflettere con la propria testa...

... se questo trend non si interrompe... se non lo interrompiamo, quello che si rischia è qualcosa di tremendo. Qualcosa che in questo momento penso ma che non voglio neanche scrivere... sta a noi.

saluti
fabio

Gigi Cogo ha detto...

@fabio,

infatti, sembriamo tutti narcotizzati dalle tecnologie e parliamo, parliamo, parliamo, di cazzabubboli che cambiano la vita. Poi la vita se ne va!