09 feb 2009

Amministrare 2.0

Devo dire che l’accoppiata Gianni Dominici (vice direttore di ForumPA), Michele Vianello (vice sindaco del Comune di Venezia) funziona benissimo.

L’idea parte da lontano, dal Maggio del 2008 quando al Forum PA Gianni inizia a sperimentare una serie di “eventi non eventi” nel mentre continua a guardare con una certa insoddisfazione agli eventi tradizionali. Nasce infatti nel Maggio 2008 anche l’idea di andare oltre lo schema consolidato “esposizione + convegni” che ha contribuito anche ad alimentare certe polemiche.

E nasce in quei giorni la nostra idea di provare diversi momenti itineranti durante tutto il corso dell’anno e un grande evento non-formale in occasione del ForumPA 2009.

Ovviamente per passare dalle chiacchere all’azione ci vogliono anche temi concreti, esempi e provocazioni sui quali aggregarsi e costruire una rete. Un altra rete? Si, un altra rete di innovatori disubbidienti. E proprio questa l’idea di “eventi itineranti” durante tutto il corso dell’anno dove confrontarsi su temi e sfide concrete che tutti i giorni ci portano a combattere contro la burocrazia e il “non fare”.

Ed è grazie alla passione di Michele e Gianni e al loro modo di muoversi atipico e abbastanza fuori dagli schemi (ma in totale coerenza con le dinamiche del nuovo millennio) che nasce il Tavolo permanente di lavoro Amministrare 2.0.

Venerdì scorso
a Venezia, ci siamo trovati con diversi amministratori (molti davvero giovani) e operatori del settore per il primo incontro di questo tavolo permanente che, grazie al coordinamento di Gianni ha permesso di far emergere temi scomodi da “disubbidienti” come:
  • disintermediare
  • fare
  • servire
  • ascoltare
Ho avuto il piacere di conoscere diverse persone motivate e ostinate e un paio di assessori giovani e appassionati come Paolo Coppola di Udine e Mario Marini di Parma.
E’ grazie a queste persone che l’eGovernment può adottare le dinamiche del web 2.0 e diventare un servizio che parla ai cittadini con il loro stesso linguaggio.
Certo, la burocrazia delle rendite di posizione troverà mille modi per rallentare il cambiamento ma se i politici più illuminati (di qualsiasi schieramento) continueranno a battersi allora i disubbidienti non si sentiranno più soli.

Il mio ruolo, in questa fase, sarà quello di aiutare Gianni come “technology steward”, di promuovere le attività della rete convincendo anche gli ”amministratori” a contaminarsi con noi nell’evento di Maggio, e coinvolgere appena il tavolo porterà risultati concreti anche le Regioni, non tanto per il ruolo marginale che hanno nella “sussidiarietà diretta” ma, piuttosto, come facilitatrici per i comuni più piccoli che non hanno risorse per questa sfida.
Inoltre, questo tavolo mi servirà per l’Osservatorio Enterprise 2.0 nella PA che sto mettendo in piedi in collaborazione con VIU, e per un lavoro editoriale, tutto mio, che dovrebbe vedere la luce in autunno.


via


In appendice a questo post vorrei segnalare che a Venezia non abbiamo trattato solo problemi organizzativi della rete e/o visioni innovative, ma anche alcuni progetti concreti da attuare da subito.
Primo fra tutti uno molto semplice legato ai linguaggi, alla semantica e alla User Experience: Perchè non provare a presentare i portali pubblici con una visione condivisa e mediata dall’ascolto e dall’analisi dei fabbisogni?
Perchè non chiedere al cittadino come vuol chiamare quell’ufficio e come ci vuol accedere in digitale?

Lo so, la sfida è durissima ma perchè (ragionando per esempi paradossali) se abito a Venezia quell’ufficio lo chiamano Anagrafe, a Milano Uffico Anagrafe, a Roma Ufficio circoscrizionale dell’anagrafe, a Napoli Sportello Unico certificazioni personali, ecc., collocandolo, inoltre, sul portale cittadino negli angoli più disparati senza mai rispettare l’usabilità?
E perchè se abito a Venezia accedo con un interfaccia web a moduli, a Milano mandando una email, a Roma con un SMS e a Napoli via totem interattivo?

Proviamo una volta tanto a immaginare al cittadino nomade che ha diritto di cambiare città senza dover cambiare, per forza, abitudini?

Certo i player industriali continueranno a storcere il naso ma credo che, in un momento di congiuntura globale, sia ora e tempo di costruire servizi e applicazioni di eGovernment sfruttando gli stili e i modi di chi deve essere servito, e non solo offrendo continue opportunità a chi deve acquisire commesse dalla PA.

Michele Vianello si è sentito in dovere di citare e ringraziare Cisco, Sun, ecc. come partner industriali di Venice Connected, ed è un atteggiamento corretto. Ma il partner non è il "motore". Il vero motore dell'amministrare 2.0 sono proprio gli amministratori illuminati e gli innovatori disubbidienti. Son loro che fanno la differenza!

5 commenti:

Prof. Daniele Pauletto ha detto...

Sul tema
Ci sono città, comunità, territori, popolati da persone e istituzioni eccellenti. Che si mettono in relazione col mondo e che, confrontandosi, scoprono di essere al passo. E di essere avanti. E che potrebbero essere trascinatori di intere popolazioni. Se fossero comprese, integrate, riconosciute come eccellenze che si pongono al servizio di quelle società.

Quelle eccellenze non sono tali se restano isolate. Dovrebbero apparire come l'assicurazione sul futuro dei giovani, nelle società dove scelgono di vivere ...

http://urban.blog.dada.net/

Anonimo ha detto...

Sarebbe davvero il caso di ascoltare i cittadini. Ma sembrano solo proclami e poi nessuno lo fa e i cittadini pagano, pagano, pagano.
I servizi di Venezia sembrano fatti bene e con la testa, merito di scelte coraggiose, quanti li seguiranno?

Vincenzo Ardizzone

w2wai - luigi bertuzzi ha detto...

Come si fa a disubbidire alla chiusura dei commenti a innovatori disubbidienti su disubbidienti CERCAnSI ?? ;-)

stexbell ha detto...

Complimenti! E il modello nell'immagine è particolarmente esplicativo (per chi già ne sa), sono forse anche quelli concetti e risorse che vanno tradotti su più versanti. Mi pare che in scala diversa questo si tenti anche di promuovere a Voltago...

w2wai - luigi bertuzzi ha detto...

@stexbell
l'esempio di Voltago Agordino è solo (per ora) l'iniziativa di un cittadino; la promozione (credo) deve essere offerta a un livello superiore;

lo dico pensando a quanto avvenne prima che si costituisse il Centro Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell'Italia Nord-Orientale (CINECA); l'iniziativa di alcuni fisici trovò un promotore nelle Università che si consorziarono; nacque una realtà che iniziò ad evolvere "in anticipo" sulla tecnologia; quel tipo di realtà, come il CERN, che permette di soddisfare e anticipare i propri bisogni, senza dipendere dall'offerta del mercato.