17 feb 2009

Al lavoro!

di Claudio Marino

Era ora!

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Finalmente qualcuno ha messo la parola “FINE”, ha deciso di imprimere una svolta epocale, ha voluto fortemente introdurre un qualche elemento di novità.

Così, mentre il mondo cambia, e trascina (o tenta di trascinare) con sé la politica, l’economia, il pensiero alternativo, esiste una terra che dice NO al cambiamento senza se e senza ma, all’utopia, ad un modo di pensare e agire non sempre condiviso ma sicuramente originale.

La vittoria era probabile come l’eventualità che la neve rimanesse per quattro giorni sulle colline di Palermo, davanti casa mia.

Il nuovo Governatore della Sardegna ha detto che, adesso, è tempo di rimboccarsi le maniche. Quindi, come primi provvedimenti, potremmo attenderci:

  1. Una provvidenziale razionalizzazione (ma no, non una sanatoria, un aiutino, … una spintarella insomma … non vogliamo mica fermare l’economia!) per le costruzioni realizzate sulle più belle coste del mondo, per risolvere l’annoso problema di questa Natura malvagia che ha deturpato, nel corso dei secoli, le bellezze ideate dall’ingegno umano (ma non certo per far piacere al leader della coalizione);
  2. la sostituzione dei tristi e asettici telegiornali con un’edizione speciale del Grande Fratello girato in terra sarda (pare che un facoltoso magnate della TV abbia messo a disposizione una sua mega-villa), per stimolare le profonde discussioni sui talk-show e incentivare l’occupazione nel settore dello spettacolo (ma non certo per far piacere al proprietario del maggiore network televisivo nazionale);
  3. Una grande campagna pubblicitaria diretta a dimostrare i danni apportati dal precedente governo regionale e a dimostrare i miglioramenti concreti nella vita dei cittadini ottenuti dal nuovo governo già il giorno successivo all’elezione (ma non certo per far piacere al Presidente del Consiglio);
  4. Lo storno di ogni incentivo alla cultura, che ha il difetto di far pensare, per stimolare la diffusione dei canali TV che si occupano di sport, che ha invece il vantaggio di trasformare i cittadini in utenti-spettatori e di tenerli impegnati (ma non certo per far piacere al Presidente del Milan);
  5. Un decreto per limitare gli sprechi nella pubblica amministrazione favorendo il decentramento: per esempio, in attesa dell’autonomia in senso federalista che consenta di operare una organica riforma anche a livello regionale, verranno temporaneamente chiusi i Tribunali, le Procure, gli Uffici del Giudice di Pace nel raggio di 500 Km da altri uffici pubblici (anche quelli dell’anagrafe) (ma non certo per far piacere ad un politico fortemente imprenditorializzato perseguitato dalle leggi italiane).

    Quindi, dopo il bolscevico oziare, rimbocchiamoci le maniche. Ma non certo per evitare che si sporchino, insieme alle mani.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

La prima che hai detto
Marco Ardizzone

Gigi Cogo ha detto...

@claudio,

in questi giorni sto leggendo "Cesare Padrone di Roma" di Conn Iggulden e quando ho letto questa frase di Caio Giulio Cesare, mi è venuto in mente il tuo post:
"Questa è la nostra malattia: eleggiamo a governarci uomini indegni"