16 gen 2009

Social networking in azienda

Immagino sia abbastanza ovvio pensare a concetti come Corporate Social Networking (Reti sociali aziendali?) o Enterprise Social Networking (Reti sociali per gli ambienti di business?) o Enterprise Social Software (Software sociale per le aziende?) o ancora “Enterprise 2.0”, come a delle dinamiche, delle filosofie. Meglio ancora a degli “approcci”!

Però, diciamoci la verità: quanti manager riescono a capire cosa di cosa stiamo parlando?

Certo, il mercato dell’ICT è in pieno fermento e se l’anno 2008 è stato conclamato come quello dell’affermazione della Unified Communication, quello del 2009 (leggendo diversi blog tecnici americani) dovrebbe essere l’anno dell’Enterprise 2.0. Ibm, Sun, Microsoft, Bea, Oracle, e molti altri si stanno muovendo in questa direzione. Sembra che, nonostante la crisi economica, ci sia mercato.

Allora veniamo agli strumenti. Forse, elencando una serie di strumenti che potrebbero essere amalgamati e orchestrati, i manager potrebbero contestualizzare meglio questo paradigma. Provo a fare un elenco, aiutandomi con alcuni concetti mutuati direttamente da un indagine dell’Osservatorio del Politecnico di Milano a cui sto partecipando:

  1. Self provisioning: Sistema di approvvigionamento autonomo delle risorse aziendali. L’utente compila il proprio profilo on-line e chiede accesso alle diverse risorse aziendali;
  2. Blog personale: blog tenuto dalla singola persona che pubblica contenuti relativi alla propria attività lavorativa, progetti, esperienze e approfondimenti su alcune tematiche;
  3. Corporate blogging: possono essere di due tipi. Un blog interno all’azienda per veicolare informazioni di carattere istituzionale verso i dipendenti e ottenere feedback o promuovere discussioni. Un blog esterno pubblico per creare un canale di comunicazione diretto verso i clienti: di solito è utilizzato per annunciare nuovi prodotti o servizi, chiarire politiche aziendali e rispondere a particolari critiche;
  4. Wiki: sito web che permette ad ogni utente di aggiungere contenuti, come in un forum, ma anche di modificare i contenuti esistenti inseriti da altri utenti. L’esempio più noto sul web è Wikipedia;
  5. Videoconferencing e application sharing: possibilità di condividere audio e video in modalità sincrona condividendo le applicazioni su cui si sta lavorando;
  6. People search: sistema di indicizzazione e di ricerca basato sulla filiera organizzativa e quindi sulla filosofia del Directory, che permette di popolare i profili anche con campi non convenzionali, utili per aggregare skill, passioni, visioni, studi, ricerche;
  7. Social tagging/Folksonomie: categorizzazione collaborativa di contenuti e documenti mediante l'utilizzo di parole chiave scelte liberamente;
  8. Social Bookmarking: servizio di condivisione di segnalibri (bookmark) creati dagli stessi utenti per categorizzare pagine web e siti internet, tramite l’utilizzo di etichette (tag). In ambito web un esempio è delicious.com;
  9. RSS (Really Simple Syndication): uno dei più popolari formati per la distribuzione ed esportazione di contenuti Web. Gli aggregatori di feed RSS che permettono all’utente di scegliere le fonti informative da cui ricevere gli aggiornamenti;
  10. Podcasting: sistema che permette di scaricare in modo automatico documenti (generalmente audio o video) chiamati podcast, utilizzando un programma ("client") chiamato aggregatore o feed reader;
  11. Mercatino: ambiente di aste on-line (eBay interno) dove i dipendenti dell’azienda possono scambiarsi qualsiasi oggetto anche personale;
  12. Mash-up: un’ applicazione web ibrida che combina strumenti e dati da una o più sorgenti online sia dentro che fuori l’azienda;
  13. Personal aggegator: tipica dashboard web che permettono di personalizzare una homepage selezionando i contenuti desiderati da diverse fonti web interne ed esterne, incorporando anche applicazioni (tipicamente widget o business mas-up);
  14. Team aggregator: come sopra ma con l’idea di associarlo al workspace del team di progetto. E’ tipicamente l’aggregatore dei business-mashup del team, ovvero le applicazioni web 2.0 condivise dal gruppo di lavoro;
  15. P2P: ambienti di condivisione totale e disintermediata di qualsiasi risorsa utile ai progetti dell’azienda;
  16. Alerting: Sistemi di avviso on-demand basati sulla sottoscrizione volontaria. Permettono di ricevere un email quando viene aggiunto un contenuto, modificato un contenuto, ecc.
  17. Mondi virtuali: ambienti virtuali tridimensionali in cui gli utenti interagiscono attraverso avatar (come ad esempio Second life in ambito web);
  18. Social voting/ranking: classificazione dei contenuti e delle informazioni in base ad una valutazione da parte degli utenti;
  19. Prediction market: mercati virtuali in cui i partecipanti scommettono sull’accadimento di un certo evento. Secondo il principio dell’intelligenza collettiva la maggioranza tenderà a scegliere l’evento che effettivamente si realizzerà. Lo scopo dei mercati predittivi è di fornire informazioni utili agli analisti attraverso un meccanismo di incentivo (la scommessa) che stimoli i soggetti partecipanti su larga scala alla formazione delle previsioni;
  20. Idea management: piattaforme di social network per la generazione di nuove idee, prodotti e servizi a cui possono prendere parte non solo i dipendenti dell’azienda, ma anche attori esterni quali fornitori, partner, clienti...;
  21. Cooperative search: Possibilità di definire pattern di ricerca basati su contesti definiti (progetti, aree funzionali, temi) da mettere a disposizioen del team o dell’organizzazione;
  22. Real time communication: gli utenti condividono informazioni personali (interessi, preferenze, opinioni), informazioni sullo stato (disponibile, occupato, fuori ufficio…) e contenuti di diverso tipo utilizzando device mobili (cellulare o palmare);
  23. Microblogging: forma di pubblicazione costante di piccoli contenuti, sotto forma di messaggi di testo (normalmente fino a 140 caratteri), immagini, video, audio MP3 ma anche segnalibri, citazioni, appunti.
Ovviamente tutti questi strumenti/servizi sono in evoluzione e trasformazione. Alcuni si integreranno, altri cambieranno e forse scompariranno. Una visione utile sui prossimi scenari, potrebbe essere quella presentata da Emanuele su Social Enterprise.
Speriamo che questo aiuti. Altrimenti i manager, fortemente influenzati da Facebook, potrebbero pensare ad altro quando si parla di Enterprise 2.0
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1 commento:

Cristian ha detto...

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