08 dic 2008

Tesi mode on - L'evoluzione naturale del web verso un approccio costruttivista

Lunedì di festa e quindi di studio........con l'introduzione al capitolo 3, riguardante 'L'evoluzione naturale del web verso un approccio costruttivista (La sviluppo dell'intelligenza collettiva).

Un grazie a Gianni che mi ha dato diversi spunti utili.
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Il costruttivismo è un approccio teorico-filosofico molto antico che definisce la conoscenza come quel processo, essenzialmente interiore e soggettivo, che nasce dall'esperienza personale di ognuno di noi. La realta non viene più vista come qualcosa di oggettivo e la conoscenza non è più, dunque, una "rappresentazione" del mondo esterno ricavata dal mondo reale, ma la conseguenza diretta dell'esperienza soggettiva. E' l'esperienza individuale, quindi, che favorisce la creazione della conoscenza, partecipando in maniera attiva alla sua costruzione.

Si contrappone al paradigma del comportamentismo: "....Questa visione ha forti radici nella psicologia behaviorista nordamericana secondo la quale il comportamento di un essere vivente (animale o persona) è la risposta ad uno stimolo. Se, poi, la risposta è seguita dalla ricompensa, questa non è più casuale ma sistematica ed ha molte probabilità di essere data nel futuro: l’organismo ha appreso." (G. Marconato, Verso un paradigma d’insegnamento ed apprendimento “migliorato” dalla tecnologia, Treviso, 2003)

Ecco dunque che la conoscenza “trasmessa” si contrappone nettamente, almeno nella concettualizzazione derivata dalla ricerca teorica, alla conoscenza “costruita”. Infatti, oggi abbiamo maggior consapevolezza che la rappresentazione stessa del mondo nel quale viviamo è la conseguenza dell'organizzazione cognitiva delle nostre esperienze. E' dunque un mondo soggettivo, basato sulla somma delle esperienze individuali. Queste teorie già enunciate nell'opera di Piaget e nella teoria dei costrutti personali di Kelly, sono state sostenute anche nella concezione costruttivista della conoscenza formalizzata da von Glasersfeld. Per non dimenticare, infine che trova più specifiche elaborazioni nella cibernetica di secondo ordine di von Foerster, nella teoria dell'autopoiesi di Maturana e Varela, nel movimento del costruzionismo sociale avviato da Gergen, nella psicologia culturale di Bruner e nell'approccio discorsivo di Harré.

Con l'avvento del web partecipato ogni individuo porta le proprie esperienze individuali sulla rete e contribuisce a una rappresentazione della conoscenza basata sulla somma di tantissime costruzioni individuali. Il web 2.0 è semplicemente una dinamica che permette a tutti di dare il proprio contributo (leggere, scrivere e relazionarsi) nella costruzione di una nuova rappresentazione della conoscenza collettiva.

L'assunto principale del costruttivismo cognitivo si sposa perfettamente con il web 2.0 proprio perchè mette l'individuo, e la sua esperienza, al centro del paradigma della costruzione della conoscenza.

Anche se il costruttivismo esiste da prima delle tecnologie digitali, sono queste a renderlo più facilmente realizzabile (l'esplorazione, la collaborazione, la conversazione, ....). Il grande cambiamento che sta avvenendo con il web 2.0, è l'imporsi della consapevolezza dell'esistenza della dimensione informale dell'apprendimento e lo sviluppo di strategie e strumenti per sostenerlo. E' nell'ambito dell'eLearning 2.0 che l'approccio costruttivista dimostra il massimo della potenzialità perchè ogni attore, indistintamente (docenti e discenti), porta le proprie esperienze e contribuisce a costruire la conoscenza collettiva. In estrema sintesi, il costruttivismo dell'eLearning 2.0 si basa su alcuni elementi fondamentali:

• la modalità estremamente dialogica delle nuove dinamiche di apprendimento con cui si costruisce il sapere;

• l’importanza riconosciuta a tutti gli aspetti comunicativi e relazionali;

• il nuovo e determinante ruolo del discente che diventa quasi paritario al docente;

• la disintermediazione che favorisce l'apporto degli UGC (user generated content) con dignità paritaria agli LO (learning object);

• il coinvolgimento continuo in attività didattiche on-line con strumenti e servizi 2.0 (wiki, blog, tagging, rating, ecc.);

• la continua e determinante raccolta di feedback e sistemi di autovalutazione che sviluppa il senso di autonomia e consapevolezza del discente sul proprio processo apprenditivo;

• la collaborazione, cooperazione, interazione, partecipazione da parte dei discenti.

Tutto ciò definisce quell'ecosistema conosciuto anche come "informal learning" così bene definito da Stephen Downes (ricercatore canadese del in un artcolo che è considerato il manifesto dell'e-learning 2.0 e che definisce esattamente il principio costruttivista, la dinamica collaboratriva e il contesto ideale per l'applicabiulità di queste dinamiche che è la "comunità di pratiche": "In the world of e-learning, the closest thing to a social network is a community of practice, articulated and promoted by people such as Etienne Wenger in the 1990s. According to Wenger, a community of practice is characterized by "a shared domain of interest" where "members interact and learn together" and "develop a shared repertoire of resources." (E-learning 2.0,

Il ruolo degli strumenti 2.0 diventa centrale nella mutazione costruttivista dell'elearning. I docenti e gli operatori dell'eLearning sono infatti fra i più assidui utilizzatori degli strumenti di blogging. Grazie a questa loro abilità hanno allargato di molto il loro perimetro di collaborazione e oggi posso discutere con i colleghi di tutto il mondo. Aprondo il loro blog agli studenti e dialogandoo continuamente con essi rafforzano quel paradigma fondamentale dell'elearning 2.0 che non vede una netta distinzione fra questi due attori dell'informal learning.

Proprio per la sua connotazione "informale" il blog si predispone perfettamente alla dinamica conversazionale e, grazie al coinvolgimento degli studenti, i docenti possono discutere con gli stessi sui più svariati argomenti anche non strettamente di natura didattica. Tutto ciò favorisce la "relazione" e il senso di appartenenza a un progetto. Il percorso di apprendimento diventa condiviso e il programma didattico è solo una traccia attorno alla quale costruire conoscenza condivisa.

La costruzione può avvenire anche attaraverso l'uso dell'interoperabilità. I blog, infatti, sono ambienti ideali per creare mash-up con altri contenuti, siano essi certificati come i learning objects o le *pedie universitarie che con i contenuti generati dagli utenti. Questa modalità di syndacation permette lo sviluppo di ambienti talmente informali al punto di diventare veri e propri sistemi di aggregazione personale o di gruppo. I cosidetti "Personal Learning Environment", definiti anche "portfolio personale di apprendimento": "The portfolio can provide an opportunity to demonstrate one's ability to collect, organize, interpret and reflect on documents and sources of information. It is also a tool for continuing professional development, encouraging individuals to take responsibility for and demonstrate the results of their own learning" (E-learning 2.0,


Grazie a questa spinta anche gli LMS (Learning management system) si rimodellano per consentire a tutti gli attori della formazione on-line di dare il loro contributo. Attorno al "modulo formativo" si assiste alla crescita dei mash-up e di tutti quelli elementi laterali e federabili al modulo principale che tutti gli LMS mettono, oggi, a disposizione di docenti e discenti (blog personale, wiki, forum, valutazione, tagging, instant messagging, presence, videoconference, ecc.). In questo modo tutti costruiscono attorno al modulo la conoscenza collettiva liquida ma molto estesa e mai stagnante. Infatti, è proprio la possibilità di costruire continuamente e far evolvere l'ecosistema della conoscenza nel web che determina quel fenomeno innovativo dell'apprendimento permanente o longlifelearning.

Per fortuna, molti ambiti della formazione online si stanno evolvendo verso il modello costruttivista. L'elearning non è più una modalità per ricevere formazione on-line ma, piuttosto, per costruire "conoscenza collettiva". La spinta innovativa di questo paradigma è sotto gli occhi di tutti quelli che partecipano nel web e non sono più spettatori asettici. Questi nuovi attori, detti anche "abitanti della rete", costruiscono innovando, perchè hanno un grande talento nell'usare tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione ma, soprattutto, perchè sono maledettamente curioosi. Citando J. S. Brown: "innovare non è solo guardare avanti ma anche intorno …"

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