20 dic 2008

Facebook - Scelta definitiva.

 

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Sugli strumenti che facilitano il social networking non sono scettico. Probabilmente chi mi cerca mi trova un po' dappertutto, perchè la mia indole curiosa non mi abbandona mai. Sono su Orkut come su Netlog e su Myspace, ma anche su Linkedin, su Viadeo e moltissimi Ning (troppi).

In passato ho scritto fiumi di bit su questi argomenti, quando pochissimi sapevano cos'era Facebook, o vi entravano in modo scettico per uscirne quasi subito. Però io mi ci trovavo bene, avevo dei contatti veri, quasi tutti supportati da una conoscenza diretta o qualificati dalla relazione su altri servizi di social network. E' durato così per un paio di anni. Diciamo fino a questa maledetta estate del 2008.

Poi la marketta ha fatto il resto. Ne hanno parlato i giornali, le televisioni e ora Facebook è sulla bocca di tutti i comici, i calciatori, le veline e persino i politici e i cardinali.
Questo post nasce di getto dopo una mezzoretta passata su Facebook per leggere la messaggistica. Infatti, non attivo nemmeno l'alert automatico sul mio account e così mi son accorto che avevo fiumi di mail e oceani di spam e markette varie ancora da leggere.
Ovviamente ho selezionato, ho risposto e ho anche aggiunto un paio di contatti che conoscevo per davvero nella real-life.
Poi, ho iniziato un giretto "alla cazzo" facendomi guidare dallo spam, dalla pubblicità e navigando dentro una decina di bacheche per lurkare qualche discussione, le iscrizioni a gruppi o altri cazzabubboli.

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Bene, ne sono uscito nauseato. Se Facebook sarà il web. Io scenderò. Lo giuro!
Cosa mi fa presagire che Facebook sarà il web? Troppe cose. La marketta a cui si prestano tutti, dai giornalisti/guru ai sociologi agli stessi blogger sempre pronti a buzz e markette.

Dall’incremento di utenti che in soli tre mesi lo ha eletto Facebook come vera killer application del web. Dalle stuppidagini sulla prevenzione (aziende che lo vietano, parlamentari che fanno interrogazioni).

Ma la cosa che più mi impressiona è sentirne parlare negli ambienti della vita reale. Oggi a Mediaworld una signora stava chiedendo informazioni su un computer da acquistare e ha chiesto al commesso: "Ma dentro a questo computer c'è Facebook?"

Questi son segnali forti e inquietanti.

E poi: Chi lo governa Facebook? E' neutrale? E' democartico? E i contenuti di chi sono?
Avete letto cosa ho scritto qualche giorno fa sulla privacy?
e la mia reputazione ci perde o ci guadagna?

E ancora. Come la mettiamo con tutti i gruppi razzisti, xenofobi, maniaci, ecc? E tutti quelli che ingiustamente vengono cacciati e da chi? Siamo arrivati al paradosso e, forse, la Polizia Postale dovrà cerare una sezione dedicata a Facebook! Assurdo!

Alla fine, come potete immaginare, ho ripulito tutto, limitato al massimo l’interazione senza filtri, e applicato quel comportamento prudente e sobrio che Tamar Weinberg propone

clipped from www.techipedia.com
  • Forgetting that some individuals won’t network with you on a “personal” space like Facebook without knowing who you are, even with the proper introduction. If you’re looking to establish a professional relationship with someone, consider LinkedIn. Otherwise, consider building up a rapport with an individual before randomly adding them as your friend.
  •   blog it

    Ciò nonostante rimarrò curioso, nè seguirò le evoluzioni. Sosterrò Flavia che mi ha convinto a “bonificare il canale” per una buona causa, e si danna per dare a questo strumento un connotato professionale. Cercherò di mantenere un profilo ancora più basso perchè, il giorno in cui mi accorgerò che Facebook sarà l’unico strumento per relazionarsi in rete, allora sarò costretto a scendere. Perchè l’unico web in cui mi riconosco è quello basato sul pluralismo e sulla neutralità.

    facebook

    1 commento:

    Marco ha detto...

    Come come come?
    Gigi Cogo che scende dal Web?

    Non ci credo nemmeno se lo vedo ;-)
    A parte gli scherzi, Facebook ha annoiato pure me. Ma se ne usciamo cosa otteniamo? Niente. Meglio restare in qualche modo, e combinare qualcosa. Chissà che alla fine qualcuno di "essi" non rimanga folgorato dall'idea che possa esserci un altro Web. Di contenuti, per esempio.