3 dic 2008

Conflitto di disinteresse

di Claudio Marino


I.V.A.: una delle parole più odiate dagli italiani. Specialmente da alcuni, che ora vedono il proprio futuro in modo meno certo e non per colpa della crisi ma per quello che, ostinatamente, la sinistra italiana continua a chiamare conflitto di interesse e continua a combattere (almeno a parole).


Non per fare il difensore del Cavaliere (non sono deputato né inquisito), ma dove starebbe di casa, questo conflitto? Se si tratta di adeguare alla realtà europea, che è la nostra casa comune, una tassazione oggi troppo favorevole, perché bisogna sempre chiamare in causa il nesso di casualità/causalità tra il decisore ed il beneficiario delle decisioni? Io non me la prenderei troppo, neanche quando il Governo deciderà, per adeguarsi alla realtà europea (che rimane la nostra casa comune), di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie (dal 12 al 20%) e diminuire quella sui conti correnti (dal 27 al 20%): perché sicuramente lo farà, in nome dell’unità europea.


A pensarci bene, anche la tanto declamata democrazia americana sarebbe affetta, secondo la sinistra italiana, da paurosi e ben più gravi conflitti di interesse. Si pensi a Obama: alto, giovane e abbronzato, moderno, capace. Peccato che un’indagine dei servizi segreti americani, commissionata dai suoi avversari politici e mai divulgata per motivi di ordine pubblico, risulti che egli non sia abbronzato, ma NERO. E non è facile immaginare il gravissimo conflitto di interesse che quest’uomo potrebbe rappresentare, magari avvantaggiando un quarto della popolazione statunitense, nera come e più di lui? Le preoccupazioni in tal senso sono talmente fondate che, dopo essersi convertito all’Islam, Michael Jackson sta pensando seriamente a scurirsi la pelle.


E cosa si può dire del sindaco di N.Y. Bloomberg, che incarna uno spaventoso conflitto di interessi, avendo avuto la faccia tosta di amministrare la città ove hanno sede i suoi interessi? Berlusconi avrebbe mai osato candidarsi a sindaco di Arcore?


E ancora: se Swarzenegger non fosse governatore della California, gli abitanti di san Diego avrebbero il culto del corpo o piuttosto dell’hot dog con senape e onion ring?


Insomma, siamo seri: basta con questa minestra riscaldata di invidie, colpi bassi e mezzucci per screditare l’avversario politico. La battaglia lasciamola fare a chi ne ha veramente motivo, con i mezzi che ritiene idonei, come ha annunciato un geniale articolo.


Rifletta bene, ciò che resta della sinistra italiana, a cosa può fare in concreto per questo paese, adeguandosi alla necessità di ottimismo (predicato dal Governo) a attendere che passi la tempesta per poter dare risposte concrete. Per non alimentare il disinteresse dei cittadini verso una politica rivolta verso sé stessa, tutta impegnata a traghettarsi da una repubblica all’altra ed a riciclare idee, persone, ideali.


4 commenti:

Anonimo ha detto...

secondo me l'articolo di gramellini non l'hai neanche capito.
Ma probabilmente non hai capito neanche quello che hai scritto tu.
L'unica cosa chiara sono le tue simpatie per Al Tappone
sergio M

claudio70 ha detto...

Ciò che non capisco è come mai ci si dimentica sempre di firmare i commenti. Comunque, l'idea di ogni pezzo è quella di stimolare la discussione, far pensare e contribuire, se possibile, nel mio piccolo, alla informazione ed alla formazione di consapevolezza in ciascuno. Poi, ognuno pensi e faccia ciò che crede. Sputare sentenze è ciò che di peggio si possa fare, da parte di chiunque.

federico ha detto...

Fra l'altro vorrei sapere il tuo pensiero su quell'idiota di Tremonti che considera il credito d'imposta come Bancomat.
Senza sapere che grazie a quella strategia migliaia di azienda pagano l'IVA al suo stato mensilmente, mentre i detrattori d'impost alo fanno su 5 anni.

E' un co..........

claudio70 ha detto...

Personalmente, ritengo Tremonti molto più capace e intelligente di quello che sembra. Mi risulta difficile credere che non sappia come funzionino certi meccanismi. Purtroppo, mi pare che non sempre, per non dire mai, usi bene le sue competenze. Ma è un parere personale.