5 nov 2008

Quando c’era Lui …

di Claudio Marino

Finalmente rivediamo la luce. Le cassandre sono state puntualmente smentite, l’inversione di tendenza verso il positivo è imminente, la crisi sta per passare per diventare solo un brutto ricordo. La ventata di ottimismo infusa dai nostri organi di governo sta per sortire il suo effetto benefico, quindi tranquilli.

Purtroppo, però … c’è sempre qualcuno che non si arrende, che rema contro, che tenta in ogni maniera, anche la più becera, all’insegna del “tanto peggio, tanto meglio”, di tenere basso il morale dell’italica gente.

Giornalisti che hanno dimenticato il primo comandamento della loro professione, e cioè riportare la cronaca esattamente per come è e non per come si vuol fare intendere. Professionisti del disfattismo, più che dell’informazione, che sembrano soffrire per ogni buona notizia e rinfrancarsi nell’annunciare disgrazie. Uomini e donne intrisi di ideologia e di cinismo, che non esitano a calpestare o enfatizzare la realtà pur di fare notizia, di intrigare il telespettatore con il nulla condito dalla faziosità.

Conduttori televisivi che, in nome di ciò che osano chiamare “dovere di cronaca” o “informazione indipendente”, non esitano a violare in modo “criminale” il sacrosanto ed inviolabile diritto alla privacy di giovani che fanno pacifiche passeggiate ed esprimono molto liberamente le loro opinioni, con i mezzi da essi ritenuti consoni.

Ma per fortuna c’è qualcuno che ci aiuta, una sorta di frate Indovino moderno, elegante, arguto, raffinato, sempre attento alla lingua e un po’ meno all’uso che se ne può fare. Lui, difensore della verità, giudice obiettivo e autorevole, mai sfiorato da sospetti se non da parte dei soliti denigratori.

Lui che oggi, per sopperire all’assenza del Presidente della Commissione di Vigilanza RAI, ci mette in guardia da uno dei maggiori pericoli che la televisione rappresenta per il mondo moderno.

La notizia non è da poco: chi avrebbe mai immaginato che il malessere di oggi fosse dovuto al look dark di qualche militante infiltrato nella TV pubblica? Eppure li avevamo sotto gli occhi tutti i giorni … Ah, ad averlo saputo prima, con una opportuna “pulizia” in via Teulada avremmo evitato la crisi dei mutui sub-prime, il petrolio alle stelle, l’undici settembre, la guerra in Darfur.

Meno male che, per limitare i danni, c’è chi continua a diffondere ottimismo, alternando sapientemente il lavoro del suo dentista con l’arma della paura, in perfetto stile Colaninno, come uno degli ultimi giullari ha notato.

E secondo il nostro uomo, è proprio questa la ricetta: ottimismo, sorrisi, magari qualche botulino in più, qualche scollatura più generosa e anzi, perché no, un paio di stangone che fanno uno stacchetto tra una notizia e l’altra. Tutta un’altra storia, no?

 

0_21_061807_anchorwoman_laura_jones

 

Ma attenzione: le notizie, precisa sempre lui, si devono dare, altrimenti si torna al fascismo. Dai, dove sarebbe il rischio? Perchè se da un lato il ventennio ha portato degli errori, è anche vero che lo stato era più presente di oggi e che l’antifascismo è obsoleto. E se lo dice uno che tra le sue credenziali ha il salvataggio di un gruppo di amici (sembrano quelli dell’amaro: “bisognava riportare il vaso in tempo a casa”) e il sostegno ad una causa di beatificazione, ci si può credere. Resta solo la curiosità di spiegare la verve inquisitoria di una persona normalmente così propensa ad assolvere.

Vista l’autorevolezza delle affermazioni, solo i capipopolo di gente così triste potevano prendersela: per questo manifesteranno in piazza per il diritto di non portare divise, più o meno quello che saranno costretti a fare i piloti dell’ormai ex-Alitalia.

Sarebbe carino da parte dei giornalisti meno affascinanti andare in onda con un cappuccio in testa, per risparmiare ai telespettatori (sempre più spettatori e sempre meno decisori) la loro faccia triste e sgradevole. Mentre invece qualcun altro farebbe bene ad usare il cappuccio per la vergogna, qualora sapesse dove sta di casa. In mancanza di un tale gesto di responsabilità, spazio alla nuova informazione, con Paola Perego al TG3, Victoria Silvstedt che cura la nota politica, qualche simpatico tronista (tanto somiglia a cronista) agli approfondimenti.

Nessuno sarà licenziato, come va di moda dire di questi tempi: i giornalisti in esubero saranno riassunti da Endemol e Magnolia per altri format, dopo una rieducazione che passa per cast di isole dei famosi, talpe, grandi fratelli ed altri allegri, rilassanti, gioiosi e soprattutto positivi programmi del palinsesto nazionale.

Nessun commento: