03 ott 2008

Sharepointconferece 2008. The Day After

Ieri non sono riuscito a fare live blogging e me ne rammarico, vista anche la coda buffa a un mio twitt :-)

La giornata a Milano è stata davvero utile. Non si è parlato solo di tecnologie. Anzi, l’aspetto tecnologico che, indubbiamente, rappresenta un valore indiscutibile della piattaforma Sharepoint (o MOSS come è più corretto chiamarla) non è stato messo in risalto durante la conferenza stampa a cui ho partecipato.

Infatti, per i giornalisti, non era importante capire le potenzialità dello strumento ma, soprattutto, i modelli di deploy. Cioè dove e perchè un prodotto che gestisce la collaborazione e la partecipazione ha avuto successo. E soprattutto perchè nelle aziende, negli enti e nelle varie forme di aggregazione sociale o di business, una piattaforma di gestione diventa importante.

Si è parlato quindi di persone, di organizzazione del lavoro e di conoscenza liquida.

Il punto fondamentale è sempre quello dell’organizzazione e del rapporto con l’IT. Sembra infatti che il vento del 2.0 stia sconvolgendo letteralmente la vita dei CIO che stentano a capire se, in tutto questo bailame, possono ancora considerarsi strategici.

Secondo il sottoscritto (ed è una tesi che riaffermerò sempre) la gestione della conoscenza in un ecosistema perimetrato è fondamentale. Oggi ci rendiamo conto che se non riusciamo a governare queste dinamiche, gli “users” sono in grado di fare da soli.
E’ inutile illudersi. I giovani si relazionano con quello che il web offre. Se non gli diamo strumenti, utilizzano quelli che hanno a disposizione: Facebook, Ning, Linkedin, i loro blog, ecc.
Perchè quindi non dotarsi di una piattaforma che catturi la conoscenza liquida dell’organizzazione e la renda fruibile in un ecosistema perimetrato? Perchè non securizzare questo ambiente per non correre il rischio di perdere il know-how? (Internet è disponibile, ma non drena nulla. Esporre idee, brevetti e progetti sui network generalisti potrebbe essere un pericolo per le aziende).

 

Perchè non assumere la governance strategica (non certo quella operativa) degli user generated content e delle user generated application?
Per i CIO l’utente finale è sempre stato considerato come un pericolo. Ma se l’IT non risponde per tempo l’utente si arrangia e fioriscono mille isole (file sharing, document libraries, self-made application (Access è terribile vero?) :-D, ecc.
Perchè non offrire una piattaforma dove tutto questo si avvale degli asset strategici dell’IT: Architettura solida, sicurezza, back-up, business continuity e accounting centralizzato?
Perchè no!

E quindi la mattinata si è sviluppata sul dialogo attorno a questi temi.
Sharepoint, come piattaforma, è ormai considerata da Gartner come uno dei prodotti più facilmente governabili per dare potenza e valore alla conoscenza liquida e alle user generated application. E quindi i casi di successo srotolati durante la giornata hanno messo in evidenza un assunto assoluto. Meglio prevenire che curare.
Se gli utenti chiedono spazio per partecipare e collaborare diamoglielo subito. Prima che se lo scelgano da soli e che ci costringano a rincorrerli.

Per gli aspetti tecnologici, rimando ai tanti blog tecnici che sicuramente relazioneranno sul tema:

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