1 set 2008

Italiani popolo di allegroni

di Claudio Marino

Stavolta non sono d’accordo con Gigi: non mi sembra assolutamente il caso di polemizzare con la politica di un governo che, legittimamente e tempestivamente, interviene per operare scelte che possono essere si drastiche, ma risultano, allo stato dell’arte, assolutamente necessarie.

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Non sono tra quelli che pensano che l’affaire Alitalia sia un pasticcio. Non mi piace assistere alle alzate di scudi di un’opposizione senza argomenti, senza alternative, solo per pura contrapposizione ideologica.

D’accordo, forse sarebbe stato meglio accettare una dignitosa offerta di Air France per evitare migliaia di esuberi di personale e non cadere nella rete della trattativa ad oltranza con i sindacati. Ma ormai …

Si potrebbe obiettare che l’impegno di Intesa-San Paolo puzzi un po’ di interesse privato, ma qual è l’istituto bancario che si comporterebbe in modo differente? Diamo a Cesare quel che è di Cesare (che per una volta, non è Geronzi) e a Corrado quel che era di Corrado (prima che lo prestasse ad Air One) e pensate a cosa non fareste voi per la Passera!

Qualcuno storcerà il naso pensando che il debito della bad company ricadrà sulle spalle dei cittadini, ma la solidarietà dove la mettiamo?

Infine, l’UE potrebbe bocciare il prestito-ponte di 300 milioni di Euro, già sospettato di costituire un illegittimo aiuto di stato (peraltro ad un gruppo ormai privato), ma sappiamo bene che in Europa non sono quasi mai d’accordo con le scelte italiane, sono prevenuti, arretrati, hanno i paraocchi, sono razzisti, etc.

Alitalia è lo specchio dell’Italia: costantemente in difficoltà, sempre sul punto di cadere, sempre osteggiata e criticata ma, come evidenziato anche dal nome dell’operazione di salvataggio, capace di rinascere dalle proprie ceneri.

Quindi, perché essere pessimisti? Non si corre in questo modo il rischio di perdere anche l’ultima cosa che ci rimane, il buonumore, la capacità di ridere delle nostre disgrazie, la virtù di saper opporre un sorriso alla tragedia? Non scoraggiamoci, stiamo su. Il nostro governo ci esorta continuamente in tal senso, e la perfetta conduzione dell’operazione Alitalia ci rincuora e ci da’ nuove energie e nuove speranze.

Infatti, dopo la nomina del commissario per l’ex-compagnia di bandiera, un uomo in grado di interpretare il pensare comune, il nostro premier ci ha preso gusto e per i prossimi mesi sta preparando una serie di cambi ai vertici delle amministrazioni: così vedrà la luce il prossimo Direttore Generale della RAI, verrà nominato il nuovo Capo della Polizia, verrà proposto un nome autorevole per l’incarico di Alto Commissario ONU per i rifugiati, si tenterà di risollevare Enel e Trenitalia con adeguato management.

Siamo veramente un popolo di allegroni!

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