14 ago 2008

Lavarsi la coscienza

Don_Sciortino

Cambiare idea è sinonimo di intelligenza. Dice qualcuno!

Cambiarla troppo spesso è sinonimo di opportunismo. Dico io!

Sul caso Famiglia Cristiana mi torna in mente quel luogo comune “I vescovi stanno con la destra i parroci con la sinistra”, che tende a semplificare un quadro che, secondo me, è molto più complesso.

Gran parte delle gerarchie ecclesiatiche è indubbio che simpatizzino con la destra per un chiaro opportunismo economico. Sgravi fiscali, incentivi alle scuole cattoliche, sensibilità verso le economie familiari. Mescolato il tutto con una legislazione di destra più conservatrice sui temi etici, ecc. ecc.

A sinistra (escludendo radicali, socialisti e vetero-comunisti) i programmi politici non sono molto dissimili. Il PD, tutto sommato, non si discosta molto dalle proposte della PDL.

La diversità, secondo me, sta tutta sulle tematiche della solidarietà. Destra e sinistra, in questo caso, la pensano diversamente. E qui casca l’asino perchè per un cattolico non esiste nessuno di “diverso” al cospetto di Dio. Tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio. Quindi, Famiglia Cristiana che viene diffusa nelle parrocchie e non attraverso i bollettini di vescovi e cardinali, non fa altro che richiamare a questo principio.

Ora la domanda che sorge spontanea è: “Di quanta libertà gode Famiglia Cristiana in campagna elettorale?. Perchè quando i temi economici, così cari ai vescovi, diventano fondamentali, Famiglia Cristiana trattiene le sue bordate?

Sul tema delle bordate contrarie (ministri ma soprattutto GIORNALISTI DI REGIME) ho un crampo allo stomaco. Che sia rabbia?
La stampa italiana e la gran parte dei giornalisti/zerbino non sono degni nemmeno di un regime sudamericano!

Aggiornamento: Come volevasi dimostrare, il Vaticano cazzia Famiglia Cristiana!

clipped from www.repubblica.it

CITTA' VATICANO - A farsi portavoce della posizione della Santa Sede è padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, secondo cui il settimanale dei Paolini "è una testata importante della realtà cattolica, ma non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana".

blog it


Che a leggerla bene,bene (....."non ha titolo"....) significa: "zitti e statevene al vostro posto". Allora è proprio fascismo! La libertà di espressione non c'è più!

6 commenti:

chicca (ma) ha detto...

condivido in toto quanto hai scritto e mi chiedevo proprio ieri quanto tu scrivi:

“Di quanta libertà gode Famiglia Cristiana in campagna elettorale?. Perchè quando i temi economici, così cari ai vescovi, diventano fondamentali, Famiglia Cristiana trattiene le sue bordate?

verrebbe da fare una notazione molto melanconica, i soldi valgone ben di piu' del "tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio"!!!

chicca

[ral] ha detto...

è perchè, tuttavia, molto spesso, tanti uomini con la tonaca (tonaca? meglio forse gli uomini in nero -men in black?- ) pensano che gli uomini con i soldi son più uguali degli altri (che tristezza!)

maialino rosa ha detto...

Naaaaaaaaa, non ci credo.
Lo hanno fatto per essere smentiti. Per far sapere a tutti da che parte sta il tedesco.
Sei un illuso che le parrocchie possano ancora incidere su qualcosa.
Il Vaticano sta con il "Dio denaro".

Salvatore Valerio ha detto...

una volta quelli che dicevano le cose che famiglia cristiana ha detto
(e fatemelo dire, non ha detto ancora tutto. mancano ancora tutti i "nummeri", i fatti quantificabili che, si possono contare e misurare e che tutti possono capire)
venivano chiamati
"comunistelli da sacrestia"
adesso "criptocomunisti"
qualche mese fa "giustizialisti"
a settembre qualcun'altro si inventerà un altro nome,
anche se il vocabolo è un normale vocabolo della lingua italiana
questo sarà un nuovo insulto
e verrà affibbiato sempre
come una offesa.
verrà scagliato come una pietra.

io non sò che insulto sarà

MA, POSSO PREVEDERE
per esperienza che,
il vocabolo offensivo
finirà in isti o ismo
e che ci sarà un tipo curioso
con la evve moscia che
attorniato da un sacco di gente che lo guarda ammirata a bocca aperta
che dirà
"IO ABOVVO GLI ......isti!
Io Abovvo gli ......ismi".

viruzz ha detto...

Non è che la libertà di espressione non ci sia più, tanto è vero che tu, Gigi, su Internet puoi scrivere ancora quello che pensi (incrociamo le dita, visto il vento censorio che sta tirando, vedi il caso Pirate Bay degli ultimi giorni...).
Ritengo che il problema sia molto più grave perchè connaturato al modello di società attuale.
Il fatto è che stiamo vivendo in un periodo nel quale si è imposto principalmente tramite la televisione un pensiero unico globale che, essendo l'uomo un animale sociale, molti hanno bisogno di condividere per sentirsi parte del gruppo.
Chi ha vissuto come me gli anni '70 sa che a quel tempo ciascuno poteva immaginare il mondo in maniera del tutto diversa sentendosi nello stesso tempo parte di una comunità di persone.
C'erano persone di destra, persone di sinistra, i cattolici, i ciellini e così via. Ci si scontrava, si discuteva, insomma c'era la possibilità di arricchirsi culturalmente tramite il confronto anche aspro.
E le persone ragionevoli, che erano la maggioranza, riuscivano a farlo anche senza usare la scorciatoia della violenza che pure in quegli anni si praticava parecchio.
Oggi tutto questo è molto più difficile.
Il pensiero unico citato prima impera.
Tanto per fare degli esempi spiccioli i blogger che provano a distinguersi esprimendo scale di valori diversi dal mainstream sono dei "fichetti che se la tirano". Quelli che provano a gestire la propria vita in una maniera più rispettosa dell'ambiente eliminando sprechi e inutili consumi diventano subito dei micragnosi che non sanno godersi la vita.
Insomma, la pluralità delle idee non è più una risorsa e avere un punto di vista diverso è diventato motivo di esclusione e di rifiuto; se si è fortunati in maniera esplicita come in questo caso di Famiglia Cristiana che almeno genera una discussione; in molti altri casi invece tutto procede in maniera meno visible.
E' qui che Internet 2.0 secondo me dimostra tutta la sua capacità "rivoluzionaria".
Prima fra tutte la possibilità che chi fa parte della "coda lunga" degli orientamenti culturali possa esprimersi e possa riconoscere il proprio pensiero in un (se pur piccolo) gruppo.
In secondo luogo l'espressione di un pensiero critico non si esaurisce più nella scrittura di un pezzo giornalistico, di un libro, di un post ma vive nel nuovo ecosistema delle idee nato con il web 2.0.

Gigi Cogo ha detto...

grazie a tutti dei bellissimi commenti, in particolare il concetto di "pensiero unico" mi ha fatto riflettere non poco.