03 lug 2008

Telecom, si parte da 5000

Oggi, durante un incontro di lavoro, alcuni ex dipendenti Tim mi raccontavano del dolore di molti loro ex-colleghi che in questi giorni stanno ricevendo le lettere di licenziamento. Si inizia da 5000, ma si mormora che saranno 20.000 i dipendenti Telecom a dover lasciare.

Cito dal sito di Beppe Grillo:

clipped from www.beppegrillo.it

Telecom spiega in tre punti le motivazioni del licenziamento:

1. “sul versante tecnologico, dalla semplificazione dei processi produttivi che ha inciso sui profili tecnici e sulle funzioni di supporto specialistico, nonché sulle attività di provisioning di rete e servizi, con conseguente necessità di razionalizzazione delle strutture di indirizzo e governo e di quelle territoriali”

2. “per le strutture di mercato, dalla ricomposizione delle attività e delle responsabilità delle mansioni intervenuta nelle funzioni aziendali (quali, ad esempio, il pre e il post sales e la programmazione commerciale), dalla rilevante riduzione delle redditività nell’ambito dei business più tradizionali, dalla progressiva defocalizzazione delle attività di out bound e della semplificazione dei processi di back end”

3. “per le funzioni di Staff, dalle esigenze di razionalizzazione della struttura aziendale connesse al completamento di fusione societaria e organizzativa di Telecom Italia S.p.A. e di TIM S.p.A., nonché all’integrazione delle Staff centrali e di ex Opertions e Corporate”

L’ex dipendente Telecom potrà quindi spiegare ai suoi figli che è stato licenziato per “progressiva defocalizzazione delle attività di out bound e della semplificazione dei processi di back end” o, in alternativa, per “la semplificazione dei processi produttivi che ha inciso sulle attività di provisioning di rete e servizi”.


blog it

progressiva defocalizzazione delle attività di out bound??????

2 commenti:

viruzz ha detto...

Mah... ho paura che si tratti solo dell'inizio. A Telecom seguirà presto qualche altro...
Mi sa che stia cominciando un periodo di vacche magre e, come sempre, i primi che ne risentono sono alla fine quelli che hanno anche meno responsabilità della situazione.
I dipendenti!

Luigi ha detto...

Jeremy Rifkin aveva predetto questa situazione già con il suo "La fine del lavoro", edito nel 1995. Vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/La_fine_del_lavoro