Telecom spiega in tre punti le motivazioni del licenziamento:
1. “sul versante tecnologico, dalla semplificazione dei processi produttivi che ha inciso sui profili tecnici e sulle funzioni di supporto specialistico, nonché sulle attività di provisioning di rete e servizi, con conseguente necessità di razionalizzazione delle strutture di indirizzo e governo e di quelle territoriali”
2. “per le strutture di mercato, dalla ricomposizione delle attività e delle responsabilità delle mansioni intervenuta nelle funzioni aziendali (quali, ad esempio, il pre e il post sales e la programmazione commerciale), dalla rilevante riduzione delle redditività nell’ambito dei business più tradizionali, dalla progressiva defocalizzazione delle attività di out bound e della semplificazione dei processi di back end”
3. “per le funzioni di Staff, dalle esigenze di razionalizzazione della struttura aziendale connesse al completamento di fusione societaria e organizzativa di Telecom Italia S.p.A. e di TIM S.p.A., nonché all’integrazione delle Staff centrali e di ex Opertions e Corporate”
L’ex dipendente Telecom potrà quindi spiegare ai suoi figli che è stato licenziato per “progressiva defocalizzazione delle attività di out bound e della semplificazione dei processi di back end” o, in alternativa, per “la semplificazione dei processi produttivi che ha inciso sulle attività di provisioning di rete e servizi”.
2 commenti:
Mah... ho paura che si tratti solo dell'inizio. A Telecom seguirà presto qualche altro...
Mi sa che stia cominciando un periodo di vacche magre e, come sempre, i primi che ne risentono sono alla fine quelli che hanno anche meno responsabilità della situazione.
I dipendenti!
Jeremy Rifkin aveva predetto questa situazione già con il suo "La fine del lavoro", edito nel 1995. Vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/La_fine_del_lavoro
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