02 lug 2008

Te la do io la TAV!

Ieri mattina guidavo in autostrada accompagnato dal dibattito di Radio Anch’io. Il tema era “Accordo sulla Tav” che è ancora disponibile in Podcast sul sito della Rai.

Non mi dilungo sulle considerazioni relative all’accordo che, ancora una volta, dimostrano come in Italia per abbattere la sindrome di NIMBY si spendano troppi anni e, soprattutto, troppe energie: Penso che non si potrà mai conteggiare quanto ci son costati questi 15 anni in mancanza di competitività e in lievitazione dei costi.
Va premesso, inoltre, che l’accordo raggiunto, pur essendo un passo in avanti, non è un via libera al progetto definitivo.

Sulla trasmissione che ho ascoltato ieri, mi tornano ancora in mente alcune considerazioni appena, appena sfiorate. La prima riguarda l’obbligo, ormai non più procastinabile, di limitare il trasporto su gomma, in quanto il prezzo dei derivati dal petrolio è una componente di costo insostenibile. Ma la Fiat che dice? La maggiore azienda italiana ha obbligato una nazione intera a sostenere il trasporto su gomma negli ultimi 50 anni. Luca Cordero che ne pensi?

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Il tema delle infrastrutture di alta velocità è legato, oltre che al trasporto delle merci, anche a quello del trasporto passeggeri e qui si evince una netta fuga in avanti verso la soddisfazione delle classi più abbienti. Si continua, infatti, ad investire sugli Eurostar e si tagliano i treni per i pendolari. E lo si fa tutta Italia. Oppure, nei casi migliori, si lascia in cancrena l’infrastruttura e i servizi di supporto ai pendolari stessi.
Negli ultimi mesi le tensioni su questo tema sono state altissime in tutta Italia perchè da un lato si tende ad incentivare l’uso del treno e dall’altro non si offrono servizi che possano persuadere ad utilizzarlo.

L’altro ieri sono stato spinto anch’io a prendere un treno per pendolari, perchè l’uso della bicicletta, con 40 gradi all’ombra, non mi sembrava salutare. Dopo diverso tempo mi son recato alla stazione di Venezia-Carpenedo, una tipica stazione per pendolari del laborioso ed efficiente NordEst. Questa stazione, va precisato, è localizzata in città e non sulle montagne dell’Afghanistan!

Lo stato di degrado è questo:

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Solo per mostrare la macchinetta emettitrice di biglietti, logicamente scassata. Le scritte sui muri e le porte divelte (la sala d’attesa è abbandonata ai vandali). La macchinetta obblitteratrice rotta e, per rispetto di chi era al riparo dal caldo in sala d’attesa, non ho fotografato lo scempio dell’unico posto dove ripararsi per aspettare il treno.

Salito in treno ho prontamente chiesto al controllore di timbrare il biglietto che avevo preacquistato da un tabaccaio. Mi ha assicurato che ripassava ma non lo ha fatto, per cui ho viaggiato da “portoghese” su un treno TAF godendomi il display informativo, logicamente non funzionante.

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Questo è lo stato di abbandono e di degrado del ricco Nord Est. Questo è solo uno degli effetti dell’alta velocità. Tutto l’attenzione del bravissimo Mauro Moretti, osanato da tutti gli economisti va verso le classi abbienti, gli utilizzatori degli Eurostar.

Il prezzo da pagare è alto, altissimo. Oltre agli investimenti faraonici per la TAV e per tutta l’infrastruttura ad alta velocità italiana (molti giornali hanno denunciato come la Roma-Napoli alla fine sia costata il doppio delle previsioni), dobbiamo pagare il prezzo altissimo della distruzione e dell’abbandono della rete pendolare. Quella che con i prezzi degli abbonamenti permette a Trenitalia di incamerare milioni di Euro sicuri ogni mese.

Ma suvvia, siamo perfettamente consapevoli che è un prezzo giusto e obbligato. Perchè solo così ci risparmieremo lo smog, salveremo il pianeta, costringeremo gli arabi a ridimensionare il prezzo del greggio e romperemo il monipolio Fiat del trasporto su gomma. Sicuri?

Noi formichine lo facciamo per il sistema paese, mentre Luca Cordero e i suoi amici lo fanno per che cosa

Quindi italiani, stringiamo la cinghia, facciamo in modo che le nuove infrastrutture si realizzano per il sistema che poi, dalla Fiat alla Ntv il gioco è sempre lo stesso: noi paghiamo e loro ci guadagnano.

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Ha ragione il compagno e rivoluzionario Giulio. I finanzieri sono la vera peste di questo secolo.

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