2 lug 2008

Push o pull?

Hai voglia a dannarti. Qui non si tratta di aver a che fare con gli "abitanti" della rete ma con gli utenti più comuni. Quelli nativamente pull, per capirsi.
Ogni volta che insisto sul tema dei servizi push, e provo a persuadere sulla loro efficacia, trovo sempre difficoltà di comprensione. Eppure uso tutte le strategie possibili. Ma non è mai abbastanza.

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Quando, ad esempio, provo a convincere certa utenza ad usare il sistema dell'abbonamento in favore di un partcicolare servizio, già il termine "subscribe" diventa un limite. Intervistando gli utenti ho notato che la parola "sottoscrizione" tende ad allontanare invece che a persuadere. La scusa è sempre la stessa. E se non riesco più a recedere? Questo, secondo me, è un effetto indotto dal cattivo e perverso uso della posta elettronica e, più in particolare, dalla difficoltà di recedere dalle newsletter o dalle liste di distribuzione.

Mi succede infatti di stimolare all'uso di RSS, di alert o altri servizi come descritto in questo mio articolo (sigh, dicembre 2006). Dura, durissima. Ultimamente ho provato a spiegare la differenza fra push e pull illustrando le funzionalità della rete Blackberry e la comodità di ricevera la posta elettronica in questa modalità. Giuro che le nubi si sono squarciate all'improvviso.

C'è infatti molta più diffidenza sull'uso, e sul conseguente "dominio", delle applicazioni web mentre questo sentimento non si avverte verso quelle "mobile". Sul blackberry sei tu utente che decidi se spegnere il push della mail o sospenderlo per un certo periodo. Su web diventa maledettamente difficile. Don't you? Siamo infatti un popolo di patiti del cellulare e su questo strumento si possono spiegare meglio le modalità push. Son riuscito persino a far installare Yahoo go 3.0 su Blackberry e a persuadere sull'uso dei servizi push di Yahoo. Sarà ancora più facile con l'iPhone o con Android? Chissà!

E' su web che l'atteggiamento pull persevera e non si schioda, nonostante migliaia di servizi già in modo molto comodo possono aggregare informazioni e servizi e già interoperano per rendere l'utente meno schiavo dalla ricerca per keywords e dalla navigazione serendipica alla ricerca delle informazioni più utili.

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Mentre i miei amici blogger potrebbero sorridere su questi temi in quanto già abituati a queste dinamiche, ritengo che per il successo dei servizi web e la diffusione degli stessi a favore dei cittadini, il problema esista ed è serio. Non si può pensare che con una diffusa cultura pull venga percepito il valore di un servizio che devi cercare, capire e consultare spesso. Non può essere. Forse il cellulare può aiutare. Chissà?

La percezione che il mezzo web sia, mai come ora, abilitante è diffusa fra chi ne fa largo uso per passione o per mestiere, ma la maggior parte della popolazione usa il web in modalità pull e questo è limitante. Mentre all'estero si stanno chiedendo What's next?, noi dobbiamo ancora superare la timidezza e la destrezza con il mezzo e questo frena l'investimento sui servizi web.

Per chiudere, sdrammatizzando, vi invito a provare il servizio push di tracciatura delle tariffe aeree su rotte personalizzate offerto da http://www.kayak.it. Vorrei osare molto e immaginare servizi pull di eDemocracy costruiti in questa modalità. Ma quanti li capirebbero e li sfrutterebbero?

2 commenti:

Francesco Gavello ha detto...

Si, credo tu abbia ragione. C'è ancora una certa diffidenda dalla gente che usa il web come un qualunque altro mezzo intorno a se, rispetto a noi "heavy user".

La strada è in salita ma non sono così sicuro che lo sarà per sempre.

Ottimo blog !

dan zar ha detto...

Ciao,

Voglio segnalarvi su questo metamotore di ricerca - http://www.trabber.it

Magari lo trovi anche interessante.

Saluti.