14 lug 2008

La rete non ha età

di Claudio Marino

 

Negli ultimi anni, la rete non ha fatto altro che crescere: nelle dimensioni, nell’autorevolezza, nei membri. Ecco, i membri: sono loro, siamo noi, i veri mattoni del web.

Il web che ha una sua vita, per certi aspetti sganciata dalla vita reale-tradizionale-fisica.

Il web che è capace di creare, sviluppare e mantenere le sue leggi, le sue regole, la sua netiquette.

Il web: croce e delizia di psicologi e di chiunque altro tenti di analizzarlo, sviscerarlo, etichettarlo, catalogarlo con strumenti che non gli appartengono. Come se noi volessimo bere usando una penna, o una forchetta.

Il web, me l’ha fatto capire Gigi, esiste aldilà dei contenuti oggetto dei nostri down- o upload, aldilà del tempo che trascorriamo on-line, aldilà del piacere (o dal beneficio) stesso che ciascuno ne ritrae utilizzandolo, vivendolo, in due parole facendone parte.

Per motivi anagrafici e non, sono un immigrato digitale, lo dico sempre anche come monito personale. La cultura digitale, peraltro, non si apprende, ma si costruisce; non c’è bisogno di maestri, ma di ispirazioni; non serve la competenza informatica, ma curiosità; non è più una mera esigenza lavorativa, ma di vita (anche per quella reale-tradizionale-fisica).

E ho capito anche che non ci sono alibi, non la competenza, non l’età, non il tempo disponibile; nessuno può pensare di rimanerne fuori, a mano che proprio non lo voglia scientemente.

Quindi, ciao Olive: non ti conosco, forse non molti ti conoscevano e ti seguivano, ma poco importa. Spero che la tua lezione possa essere di esempio per tutti, affinché un giorno il web cessi di essere considerato un sostituto allucinatorio del mondo reale, e divenga invece strumento per far divenire quest’ultimo veramente globale e sociale.

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