17 lug 2008

Il Vangelo secondo Marco

di Claudio Marino

 

Tranquilli: lo so che il tenutario di questo benemerito spazio nel nome ha inserito il termine “conoscenza” e non “coscienza”: ma, contando sulla sua disponibilità (e anche sul fatto che è in vacanza), ne approfitto per fare insieme una riflessione e un saluto.

E allora mi chiedo: dov’è finita l’ora di religione? Chi è nato intorno agli anni ’70, quando il suo significato originario “istituzionale” già si avviava a trasformarsi in occasione di discussione, avrà conservato il ricordo di una sensazione particolare, quando a scuola si avvicinava questo appuntamento. A volte un’ora di cazzeggio, altre di riposo, un’oasi nella tempesta delle famigerate e temutissime interrogazioni. Raramente un momento di riflessione, di approfondimento personale e interpersonale, anche per via di come era organizzata e considerata.

Si parlava delle regole da seguire nella vita per meritarsi un posto in paradiso. Si narravano parabole, alcune chiare, altre molto meno immediate.

Una di quelle che mi è rimasta impressa parlava del padrone che torna a casa la sera e trova i servi addormentati, infuriandosi: la morale era che non si poteva sapere quando il padrone sarebbe tornato.

Ora, si sono sviluppate due interpretazioni di questa parabola. Quella classica, secondo cui conviene comportarsi in modo sempre irreprensibile, per evitare che qualcuno ci sorprenda “con le mani nella marmellata”. Una seconda, meno scontata, secondo la quale non vale la pena stare sempre sul chi va la, sempre ligi al dovere, sempre responsabili per sé e per gli altri, perché tanto qualcosa capita sempre aldilà di tutte le nostre precauzioni, precauzioni che alla fine contribuiscono solo a rendere la vita meno piacevole e più stressata. Meglio “cogliere l’attimo”, per vivere la vita sino in fondo, assaporarne ogni frutto.

 

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Capita spesso, nella vita, di oscillare tra queste due teorie. La maggior parte di noi, credo, in modo continuo, senza scatti. In ogni decisione che si prende esiste questa dicotomia tra ciò che si vorrebbe e ciò che si dovrebbe: personalmente ritengo che sia molto umano, niente di disdicevole.

A volte, invece, capita di avere delle certezze assolute, incrollabili, che nei più impegnati vengono vissute quasi come missioni. Sono queste certezze che segnano e guidano la loro vita e la loro condotta, senza pause, senza incertezze … almeno fino a quando non succede qualcosa. Qualcosa che non ti aspetti, che travolge ogni certezza e sconvolge con la forza di un tifone la scala dei tuoi valori. E allora ti trovi costretto a ripensare la tua vita, le tue priorità, a ridimensionare ciò che prima sembrava fondamentale per ridare tempo alle cose veramente importanti. Ti chiedi: “Perché proprio a me?”, ma non c’è un perché: può sembrare una disgrazia, ma a volte viene da pensare che sia una seconda occasione.

Marco è un mio amico, nei prossimi giorni dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico al cuore per un problema che un mese fa non avrebbe mai immaginato di avere. Sta ripensando la sua vita in funzione delle nuove priorità che si è dato.

Questo parole vogliono essere un augurio e un incoraggiamento per lui e per chi pensa che, più che aspettare una seconda occasione, sia meglio trovarla da soli. Tutti, giorno dopo giorno. L’ho invitato a leggere il blog: avete qualcosa da dirgli?

9 commenti:

Ruggero ha detto...

Ciao padrino, cerca di rimetterti in forma presto perché io ad agosto vado in Alto Adige... non vorrai forse perderti il PUZZONE che io, mamma e papà compreremo per te!!

Maurizio Salce ha detto...

E' sempre un piacere leggere questo blog e i suoi autori. Un grosso in bocca al lupo al tuo amico anche da parte mia.

capobecchino ha detto...

Beh! di solito l'unica cosa che faccio quando un amico, un bimbo, un malato in ospedale o semplicemente i miei amici disabili con cui vivo è la cosa che mi riesce meglio, donare un semplice sorriso.

La tua frase mi ha molto colpito perchè ho sempre creduto che sia vero "...ma a volte viene da pensare che sia una seconda occasione" ... infatti sia per chi presta servizio (e questo è ciò che intendo http://meemi.com/capobecchino/meme/26129) che per chi soffre ... è sempre una seconda possibilità per crescere, imparare ad amare, imparare a vivere la vita in ogni momento.

Auguroni al tuo amico da un naso rosso sempre pronto a sorridere ;)

saverio ha detto...

a marco un in bocca al lupo ed in culo alla balena...sono certo che tutto andra bene e che dopo l'avventura la vita la gusterai con piu piacere di prima!

gen 60 ha detto...

Caro Marco, non so chi tu sia, ma credo abbia bisogno delle nostre preghiere. Per i lettori di questo blog questo ed altro! In bocca al lupo e facci sapere presto com'è andata.

giovanna ha detto...

In bocca al lupo al tuo amico Claudio, sono sicura andrà tutto bene.

audela_desnuages ha detto...

Quando ogni giorno ti trovi ad affrontare la vita nella sua quotidianità e ti stressi soprattutto per le piccole cose da cui ti lasci sopraffare, non ti chiedi sempre se conduci la tua vita nel migliore dei modi, se quello in cui “credi” di credere in ogni momento , le tue “certezze”, i tuoi punti fermi siano
quello che veramente ti interessa e che consideri fondamentali. Non ti soffermi sempre a pensare che oltre alle “banalità” di ogni giorno esistono delle cose per cui vale la pena vivere e su cui spendere tutte le tue forze per renderle migliori.
Sì qualche volta ti fermi per qualche attimo a chiederti “Da dove veniamo, chi siamo, dove stiamo andando” e in quei momenti non ti soffermi molto sul “da dove vieni o sul chi sei”, ma soprattutto sul “dove stai andando”, cioè se la strada che stai percorrendo è quella che veramente vorresti percorrere. Ma a quel punto i tuoi desideri più profondi cozzano con il sapere da dove vieni e chi sei ed allora ritorni a percorrere quella strada che hai sempre fatto e che bene o male è fatta di cose per cui vale la pena anche “stressarsi”, perché ti danno sempre qualcosa anche di positivo, relegando i tuoi desideri nascosti nel mondo dei sogni. A meno che … senza che tu l’abbia mai prenotato ti capita di prenderti un “magico periodo di vacanza” dalla strada maestra e senza che tu l’abbia deciso ti ritrovi in una strada secondaria senza via d’uscita e che ti costringe prima o poi a ritornare sulla strada principale. In quella strada secondaria ti senti libero da ogni pensiero brutto, da ogni preoccupazione, da ogni pressione. Non dimentichi la realtà, ma la “posteggi” momentaneamente, in modo da averla sempre presente ma non sotto gli occhi, sai che c’è ma non ti assilla. Ti senti come in vacanza perché assapori ogni momento bello, ogni momento di relax, così come ogni cosa eccitante, divertente, cose che non si ha il tempo o la predisposizione mentale per fare normalmente. Ti senti in vacanza perché gli orari sono saltati, puoi fare una cosa che desideri quando vuoi., di vedere luoghi che non avresti mai pensato di poter trovare così belli, in cui l’atmosfera è di sogno, di scoperta, come tra le nuvole ma con il sole che splende. Ti senti come in un raid nel deserto, all’avventura, come il Santiago di Paolo Coelho che cerca qualcosa di cui sente il bisogno, qualcosa che non sa, per poi scoprire, una volta trovata, che la conosceva già, che era già dentro di sé, lo guidava da sempre. L’atmosfera di vacanza non ti fa dimenticare le nuvole che si possono ritrovare in una strada secondaria ma quel raggio di sole che si intravede ti riscalda e ti fa sentire vivo, ti fa pensare che se ti dovesse capitare qualcosa di brutto all’improvviso, almeno per una volta hai colto l’attimo. Ma riuscirai ad essere capace sempre di considerare tutto questo qualcosa di magico che appunto perché tale va al di fuori degli schemi del quotidiano,
della realtà? Forse à veramente magico finché lo vivi nella strada secondaria?
Credo comunque che vivere non significa aspirare ad avere una vita da sogno ma “vivere” pienamente ogni momento bello o brutto della tua esistenza come se fosse l’ultimo, non rimandare a domani quello che oggi potresti rendere migliore. Io credo molto nei segni e niente succede per caso tutto ha un significato anche solo quello di invitarti a riflettere, cosa per cui non trovi o non vuoi trovare il tempo.
Caro Marco, non demordere, andrà tutto per il meglio ! Sono sicura che da questo momento che consideri momentaneamente negativo trarrai sicuramente vantaggio. Considerala solo una pausa che non hai mai avuto il tempo di trovare. “Vedere l’erba dalla parte delle radici” anche solo per un attimo sarà servito per far decellerare quel treno sempre in corsa che è la nostra vita. Basterebbe che quel treno andasse meno veloce, che ogni tanto ci fermassimo a qualche stazione e vedremmo con altri occhi quello che ci capita di incontrare lungo il percorso.
In bocca al lupo!

Gigi Cogo ha detto...

quando leggo approfondimenti come quelli contenuti in questa coda di commenti, penso che un blog abbia molto senso.
Certo non serve a cambiare e migliorare il mondo, ma mi permette di sentirmi in armonia con gli altri.

claudio70 ha detto...

Grazie a tutti. Il tono dei commenti dimostra la forza di un mondo che, ancorchè virtuale, è capace di creare rapporti veri e profondi. E questo si che può migliorare il mondo. Marco voleva ringraziare tutti personalmente, ma l'intervento non è riuscito e deve ancora penare, così lo faccio io, facendo sapere a tutti che hanno contibuito a distrarlo dalle sue preoccupazioni. Per uno che non frequenta il web, ha rappresentato una grande emozione e sorpresa insieme sentire l'affetto di persone mai conosciute. Ora sa che, qualunque cosa gli accada in futuro, ha la possibilità di non essere solo.