31 lug 2008

Expo universale di Saragozza - Live blogging

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Se volessi fare il saccentone, il gne gne gne, il matusa rompi balle, direi: "che delusione". Ma sarebbe troppo sintetico e ingiusto.
L'Expo universale di Saragozza ha un tema e questo tema è "l'acqua e lo sviluppo sostenibile". Ma che palle! Occorreva dedicarci un Expo?
Siamo arrivati presto al mattino con l'intenzione di passarci tutta la giornata per poter visitare più aree tematiche e più padiglioni nazionali possibile.

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L'impatto architettonico e urbanistico non è male. I visitatori ci sono ma non c'è il pieneone.
Torniamo al "tema". L'acqua è vita, l'acqua è parte dell'uomo, l'acqua è indispensabile, l'acqua è inquinata, l'acqua è un diritto, l'acqua è il 70% del nostro corpo, l'acqua.......l'acqua, l'acqua. L'acquaà è tutto!

Ok, ma serviva farci un Expo? Il tema è importantissimo ma, quando è ridondante e ripetuto all'infinito sembra quasi che serva solo da riempimento. In effetti molti padiglioni tematici non erano altro che enormi contenitori di LCD o proiettori che sparavano immagini e slogan sull'argomento dell'Expo.

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Alla fine ci siamo sciroppati quasi 11 ore di markette nei vari padiglioni nazionali e questo non giustifica 35 Euro di biglietto d'entrata. Primo perchè la marketta diventava quasi un obbligo tanta era la ridondanza sul tema, che i vari padiglioni dovevano virare sul turismo e sulla cultura e sulle arti. Ma ciò non giustifica il fatto che alcuni padiglioni erano SOLO delle scandalose botteghe di souvenir.

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Ho voluto visitare i padiglioni dell'America Latina e dell'Africa dove più alto si è innalzato il grido di dolore e di denuncia: L'acqua è un diritto! Ma sappiamo tutti che in molti paesi di que due continenti i diritti non sono negoziabili e quindi vengono derisi da chi distribuisce l'acqua per trarne profitto.

Ovviamente non ho potuto (per scarsità di tempo) assistere ai convegni. E, spero che proprio da questi parta un segnale "politico" sull'argomento, perchè non basta un Expo, ci vogliono politiche internazionali per risolvere ill drammatico problema.

Il padiglione dell'Italia è un po' miserello e fra le "buone pratiche" da mostrare al mondo intero c'è anche il M.O.S.E. della mia città! No comment!

La Spagna, invece, ha sviluppato, IMHO, il miglior padiglione dell'Expo, con molti strumenti interattivi e una ricca panoramica degli interventi in corso (in patria e nel mondo) a salvaguardia dell'acqua, dei bacini idrologici e degli oceani.

Mio figlio si è divertito parecchio.

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Un po' perchè gli hanno dato un passaporto dell'Expo e lui si divertiva a raccogliere i visti in ogni padiglione, e un po' perchè c'erano anche spettacoli e parate varie che hanno reso la giornata (Straordinariamente calda) abbastanza piacevole.

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Mi chiedevo quale sarà ora il destino di tutte queste infrastrutture. Se da un lato ne beneficia una città e il paese organizzatore, esse hanno un costo di manutenzione e dovranno anche essere ridestinate ad altri usi.
Già pensavo a Milano 2015 e a quali benefici potrà ricavarne la città. E dentro di me saliva altissimo il sospetto: Vuoi vedere che ormai, l'Expo è solo una scusa per finanziare opere infrastrutturali? E così, fra me e me, tornavo indietro di 20 anni. E ricordavo ancora la grande occasione perduta.

p.s. qui il resto delle foto! e qui il blog dell'Expo!
Domani riposo e turismo aragonese :-)

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