16 giu 2008

Uomini di carne e caporali di ferro

Di Salvatore Valerio

Altri morti sul lavoro. Titoli sui giornali. Televisione. Inquadrature, fermo immagini.
Interrogazioni parlamentari. Costernazione. Indignazione. Funerali Addolorati. I Pianti e che Pianti.
Le Autorità. Gran Dignità. Impegni Solenni.
I Sindacati. Rivendicazioni. Rispetto. Le Leggi.

Una ripetizione di cose già viste. Un bollettino di guerra quotidiano. Un elenco di sconfitte.
Mò valerio, comincia un altro pistolotto pigliando come scusa questi poveri morti!

Vi chiedo scusa. Ma che volete. Che ci si può aspettare da me. Io sono figlio di operai, sono stato operaio e… ancora adesso, i miei fratelli, molti miei amici, operai. Che ci si può aspettare, da chi cresce in certi posti, pieni di operai, lavoratori, faticatori, uniti e resi compagni dal lavoro e dalla fatica.

Io dopo tutti questi morti, queste persone più o meno uguali a me. Più o meno uguali a voi che leggete. Potevo esserci io al loro posto. Al posto di quello nella bara. A posto di quello che lo porta a spalla. A posto di quell’altro, che sta lì come un ebete, che non piange e che non parla. Io voglio parlare. Io voglio che questi fatti abbiano un senso. Si deve capire perché ci sono tutti sti morti.

Dopo quest’altra infornata di morti, lascerò che siate voi che leggete e giudicate se parlo o meno di politica, se l’argomento sia politico, se la politica con questa strage quotidiana c’entri molto o poco.

Sulla busta paga di ogni operaio vengono trattenuti dei soldi. Una parte di questi soldi erano destinati per la formazione alla sicurezza degli operai. Questi soldi, i soldi di tutti questi operai, tutta questa gran quantità di soldi, con una “leggina”, passata sotto il più generale silenzio ha preso un’altra direzione. Per la formazione alla sicurezza sono stati lasciati solamente… le chiacchiere.

1 commento:

newmediologo ha detto...

SOno daccordo sul fatto che formazione è carente ma penso che ognuno dovrebbe essere responsabile della propria autosicurezza sia nei comportamenti che nell'uso degli equipaggiamenti che nell'esigere, ove possibile, che le norme vengano rispettate.. Alcuni incidenti sono delle fatalità, altri avrebbero potuto essere evitati con la prudenza, altri avrebbero potuto essere evitati direttamente dai lavoratori.. A non cadere da un poteggio o da un tetto bastano 2 metri di cima con un nodo savoia se esiste la volontà di essere in sicurezza comunque, un martello che cade dal quinto piano farà danni limitati a chi indossa il casco.. Diversamente i titoli sui giornali continueranno..