11 giu 2008

Prevenire è meglio che curare

Sono reduce da due giornate intense per conto del Formez in quel di Salerno, dove per il progetto Parsec ho avuto modo di intrattenermi in aula con diversi dipendenti delle amministrazioni pubbliche campane.
Oltre ai temi della cultura digitale, del web 2.o, delle intranet collaborative, ecc. si sono sfiorati anche i temi della cittadinanza digitale dell'identità, della privacy, dei diritti e dei doveri.

Un contradditorio molto acceso è stato quello sulla prevenzione. Ovviamente del web. Molti (ma per fortuna la minoranza) sono ancora convinti che è meglio prevenire l'uso distorto del web con dei filtri automatici (software o hardware per controllare gli accessi ai siti non ritenuti utili all'attività lavorativa) o con restrizioni temporali (la motivazione è spesso per ridurre il consumo di banda).

Fra i siti vietati da questi enti, c'erano youtube, twitter e la maggior parte dei social media (blog compresi).
A nulla è valso illustrare, con esempi concreti, come le maggiori istituzioni pubbliche mondiali utilizzino massicciamente questi servizi bonificando di fatto il mezzo con contenuti istituzionali di sicuro valore.




Ovviamente tutti i miei tentativi di persuasione erano basati sull'educazione alla cultura della rete e sul concetto che è meglio bonificare il mezzo piuttosto che proibirlo.

Peccato che la prevenzione, almeno a Napoli, abbia già vinto. All'educazione ci penseranno un altra volta.

(ANSA) - NAPOLI, 10 GIU - Al Comune di Napoli giro di vite alla navigazione su Internet. Perfino il sindaco e gli assessori si vedranno limitati l'accesso alla rete. E' la conseguenza di un'operazione decisa dall'Amministrazione comunale: d'ora in poi non si potra' andare oltre i 60 minuti su web. L'iniziativa tende a bloccare le navigazioni porno e scoraggiare i dipendenti fannulloni. E' emerso un vero e proprio boom di contatti a portali hard e scommesse sportive. Dai pc sono stati eliminati anche i videogiochi.


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2 commenti:

Sir Drake ha detto...

E tu vai a parlare di bonifica proprio a Napoli?
Ma cosa speri di ottenere?
:-)

D4rKr0W ha detto...

Il fatto è che la cultura digitale, qui in italia, è poco sviluppata, per non dire poco diffusa.
Ora come ora, secondo me, non si può far altro che bloccare selvaggiamente i time-wasters.
L'idea migliore sarebbe quella di permettere la fruizione di alcuni di questi servizi per un numero limitato di volte durante la giornata. In america, per esempio, chi lavora in ufficio può controllare la propria e-mail personale x volte, non più.
Questo proprio perchè il danno non deriva dall'uso di certi servizi, ma dall'abuso di essi.