05 giu 2008

Office Live a confronto

Dopo il mio articolo del mese scorso, nel quale analizzavo le suite di "Office as a service" (sostanzialmente Microsoft e Google), mi stavo approcciando a scrivere un approfondimento nel mentre Adobe inaugurava il suo servizio di collaborazione su web.

Anche Adobe, quindi, entra prepotentemente in questo settore di mercato e lo fa agganciando i nuovi servizi di Office Automation/Collaboration al servizio di videoconference "Brio" che già aveva lanciato alcuni mesi orsono. Infatti, appena mi son collegato alla home page dei servizi on-line di Adobe: acrobat.com, il sistema ha riconosciuto le mie precedenti frequentazioni su Brio e mi ha proposto di iniziare una conferenza. Direi alquanto buffo come approccio.

Se devo essere sincero, l'aggregazione di più servizi su Adobe, mi ha lasciato un po' perplesso e la navigazione non è stata intuitiva. Direi che, come usabilità, l'approccio minimalista mi è sembrato alquanto negativo.

Comunque alla fine ho capito che:

  • Adobe Buzzword: è un editore di testi che consente anche di condividere gli stessi con altri utenti;
  • Adobe Connect Now: non è altro che l'evoluzione di Brio, quindi videoconferenza e application sharing, e un incentivo a passare alla versione unlimited di Acrobat connect;
  • Create PDF: consente di creare fino a un massimo di 5 PDF caricando documenti dal proprio disco o da files già precaricati su acrobat.com;
  • Share: è lo strumento di condivisione di file nonchè un potente visualizzare di documenti e video in linea;
  • My Files: è il servizio di storage gratuito, con limite di 5 giga (concorrente di SkyDrive), che però non permette l’upload di file multimediali (mp3 ad esempio) o eseguibili;

Domanda ad Adobe: Perchè Photoshop Express non è già integrato in acrobat.com?

Bene, dopo queste chiacchere introduttive per descrivere il nuovo arrivato, possiamo anche pensare che i tre colossi (Google, Microsoft e Adobe) si stiano facendo una guerra senza esclusione di colpi per spartirsi il mercato degli utenti finali. E delle aziende.

Provo a fare una tabella comparativa su alcuni elementi killer dell'offerta end-user:

Documenti on-line per end-user:
Google docs
Microsoft Office Live workspace
Adobe Acrobat.com

Salvataggio dei files in PDF o altri formati:
Google docs: pdf, doc, html (zippato), odf, rtf e txt
Microsoft Office Live workspace doc e docx
Adobe Acrobat.com (funzione Adobe Buzz Word) pdf, doc, docx, xml, html (zippato), rtf e txt

Possibilità di utilizzo off-line e successiva sincronizzazione:
Google Gears
Office Live update per lavorare con i client tradizionali di Office
Adobe NO!

Storage per i propri files:
Google NO!
Microsoft SkyDrive 5 Gb
Adobe Acrobat.com (funzione Adobe Share) 5 Gb


Se per gli end-user è abbastanza facile seguire i progressi di questi provider e, di volta in volta, provare la diversità di offerta, di funzionalità e di interfaccia. Diverso è il discorso per le aziende che, su questi scenari devono prendere delle decisioni importanti come ho già avuto modo di descrivere in questo
articolo.

Forse Microsoft è il palyer con un portafoglio più vasto e può muoversi con agilità sui tre/quattro fronti e determinare un offerta più ampia e più diversificata per i vari tipi di aziende:

  • Scatola con software (Office)
  • Ambiente di condivisione su server aziendali (Sharepoint, Exchange, OCS ecc.)
  • Ambiente di condivisione personale o di gruppo per end-user: Office Live workspace
  • Affitto di tutta la piattaforma server di collaboration Exchange, Sharepoint e OCS

Aggiungo, inoltre, che i modelli di business sembrano uguali per i vari competitori ma, mentre Google offre free of charge le Google Apps/docs e definisce ENTERPRISE le altre offerte mirate alle aziende (Google Apps for Enterprise appunto). Microsoft si presenta dapprima come un fornitore ENTERPRISE e poi stimola gli end-user a un approccio più orientato al live senza mai chiedergli espressamente di rinunciare al software in scatola.

Microsoft, secondo me, non rinuncerà mai a Office sul desktop dell'utente e, anzi, già lo rende interoperabile con le sue piattaforme Live perché ritiene che nessuna diversa tecnologia permetta una produttività ed una user experience, anche offline, paragonabile a quella in scatola e installata sul computer personale.

L'evidenza di questo ci permette di capire che Microsoft resta e sarà sempre un operatore di tecnologia al pari di altri competitor come oracle, IBM, SUN etc, mentre Google è più un operatore dell’ADVERTISING con tutt’altro modello di business e ovviamente non ricava sui servizi venduti ma sugli accessi alla propria piattaforma che non esclude utilizzi paralleli dei dati e delle informazioni in proprio possesso (leggere sempre molto attentamente i termini di utilizzo) …..con tutte le garanzie del caso !!

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