14 giu 2008

Condividere anche la fatica

di Gigi Cogo

Questo spazio tratta di condivisione e lo enuncia, enfatizzandolo, anche nel titolo stesso del blog. Più volte ho sottolineato come "condividere" costi fatica. Tanta fatica. Perchè "condividere" non è solo una forma mentis. Condividere si esplicita in azioni. Tante singole azioni che tendono a trasferire la conoscenza, anche con i mezzi del web 2.0. Ma non solo!

Queste considerazioni sono indirizzate espressamnte a Luigi con il quale vorrei intraprendere un percorso condiviso. Più o meno come avviene già con gli altri autori che, in questo spazio, trovano momenti di interazione e di contradittorio con i lettori che amano dialogare su questi temi.
Proprio perchè con Claudio, Salvatore e anche Caterina, stiamo cercando (nei limiti concessi dal nostro poco tempo) di fare di questo blog (e non solo di questo) un luogo dove tutti possono scrivere, voglio indirizzare l' immagine sottostante a Luigi perchè, secondo me, è molto significativa. Nessuno rischia di cadere se si collabora. La collaborazione è il sostegno ideale al trasferimento della conoscenza. Il guest-blogging può essere uno dei momenti dove tutto ciò si esplicita e determina valore.


7 commenti:

catepol ha detto...

Gigi, buongiorno innanzi tutto.

Che dire? Mi casa es tu casa, mi riferisco ai blog e a questo esperimento di collaborazione multiautore per rompere gli schemi del "Il mio blog è il mio blog, e il mio blog non si tocca"

Certo, ci vuole tempo per fare queste cose, ma il positivo che se ne ricava vale il tempo che ci perdiamo dietro. L'immagine è molto bella e credo che Luigi apprezzerà.

Il blog aperto ad altri contributi è un esperimento...vediamo dove ci porta.


:-)

Finalmente libero! ha detto...

Che fatica condividere, concordo!
Social network che non sono né social né network... allora perché la gente ci si iscrive?
Siamo un popolo di guardoni?
Nessuno ha voglia di aggiungere un bit di sé?
Faticaccia, si!

Flavia

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

L'apprezzo l'apprezzo la condivisione!
Non tanto la condivisione della fatica .. quanto la condivisione del rischio!!

Ho appena commentato un post precedente dove c'è quel che basta per capire l'importanza di condividere un rischio.

Aspetto da tempo di condividere un percorso che riduca il rischio di vivere in un contesto NON democratico, contribuendo alle azioni necessarie per l'acquisizione e il trasferimento delle conoscenze da mettere in gioco al momento opportuno.

Grazie Gigi!
Un abbraccio a Caterina.
Ciao Claudio e Salvatore.

claudio70 ha detto...

Una breve considerazione, in particolare per Luigi, che non conosco ma non è importante. Una grande critica che viene mossa nei confronti dello spazio virtuale è che spersonalizza, altera la comprensione del mondo e rea rapporti fittizi tra gli esseri umani. L'esperienza di Gigi (conosciuto prima di persona e poi sul web) mi ha dimostrato che non è così: anche sul web si possono creare rapporti umani intensi, si può diffondere la conoscenza, si possono condividere esperienze. Per questo l'opera sua, di Caterina e degli altri blogger è importante. Non aspira ad essere l'unica fonte relazionale, ma una delle fonti, che ciascuno è libero di scegliere o meno. Più sono condivisi i contenuti, maggiore sarà il valore del messaggio. Quindi forza, collaboriamo. E' bellssimo, in un mondo intriso di ipocrisia, toccare con mano il lavoro disinteressato.

catepol ha detto...

Luigi e Claudio70 collaborare in rete è comunque difficile e per tanti motivi. Non è facile, non è tutto rose e fiori. Come nelle relazioni sociali faccia a faccia. Difficile è fidarsi innanzitutto dell'altro. In rete sembra tutto bello tutto positivo e tutto possibile.

Gli strumenti a disposizione in effetti permettono questo TUTTO e la massima COLLABORAZIONE possibile.

Dietro però ci son sempre le persone.

Io Gigi lo leggevo ancor prima di conoscerlo e di relazionarmi a lui mediante la rete. E di solito quando si sceglie chi leggere in rete e cosa, si cercano persone e siti che in qualche modo si occupano delle stesse cose o hanno gli stessi interessi che abbiamo noi.

E' la prima selezione che si fa quando ci si relaziona con qualcuno in rete ed è il primo nucleo con cui costruire o provare a costruire delle relazioni sociali.

Provengo da una vita reale molto ma molto SOCIAL prima di essere social online. E credo anche Gigi.

Sicuramente l'online non è la mia unica fonte relazionale e spero non lo sia per nessuno, vorrebbe dire non essere social, ma nascondersi dietro uno schermo perchè delle relazioni reali si ha paura.

In rete comunque le relazioni sociali sono specchio della vita reale. Esistono persone non portate alla condivisione che non lo saranno neanche in rete. La doppia personalità è dura da gestire.
Ecco perchè scrivere sul blog altrui, idea malsana che c'è venuta in un momento di cazzeggio a Firenze, è un'idea strana, spiazzante...però ci diverte.

Presuppone fiducia, sicuramente. E collaborazione, perchè su alcune cose abbiamo idee simili se non addirittura comuni.

Presuppone un rompere il recinto del "Il blog è mio e me lo gestisco io"...è una prova, un esperimento, qualcosa che spiazza perchè non è una scelta redazionale come accade su altri blog multi autore.

Non è essere multiautore ma aprire nuovi spazi, nuove conversazioni, nuovi legami.
O magari è solo un modo diverso di cazzeggiare (diciamolo è molto divertente e l'aspetto ludico è importante).

Insomma invece di un commento potevo scrivere un altro post eh...

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Leggendo i commenti di Claudio e Caterina mi è tornata in mente un'esperienza di collaborazione, nella vita reale.

Erano gli ultimi anni pre-web. Eravamo un gruppo di persone di diversa nazionalità. Collaboravamo per proporre un approccio alla standardizzazione dei sistemi aperti. Avevamo solo l'email e il File Transfer ma riuscivamo a preparare i documenti necessari per le riunioni di lavoro a Bruxelles (sede di un Workshop poi soppresso) e a Gaithersburg (sede del NIST )

Sapevamo di lavorare a un compito molto arduo, ma lo spirito collaborativo era forte. Durante quell'esperienza non ho mai sospettato che il nostro impegno sarebbe andato deluso, anche se il rischio personale che stavo affrontando per il mio coinvolgimento (ero un consulente indipendente) era solo ed esclusivamente mio.

I due principali fattori dell'esito infausto di quell'esperienza - soprattutto per la piega che poi ha preso l'evoluzione dell'ICT in Italia - sono stati:
1) vested interests (conflitto d'interessi)
2) hidden agendas (secondi fini)

Mai, durante gli incontri faccia a faccia, le riunioni di lavoro, le cene e perfino le occasioni d'intrattenimento (feste, gite eccetera) .. ho potuto percepire quei due fattori d'insuccesso dietro i volti delle simpaticissime persone con le quali ho collaborato.

Perché, chiedo, ci si dovrebbe preoccupare della spersonalizzazione o della difficoltà delle relazioni online?

Mi ci vorrà ancora un po' .. prima di riuscire a produrre il primo post come ospite del Blog di Gigi.
Forse aspettavo da troppo tempo questa possibilità. Devo rilassarmi ;-)

Salvatore Valerio ha detto...

non ti preoccupare luigi
ricorda
la prima legge dei gruppi è:
gli uguali si attraggono