02 giu 2008

Ci sono poveri e poveri

Come avrete notato negli ultimi tempi ospito degli articoli terzi. Insomma, nè prodotti e nè pensati dal bloggante. Ed è con piacere che, dopo Salvatore Valerio, inizio da oggi ad ospitare anche Claudio Marino.

Se nel tempo questo che leggete diventasse un blog cooperativo? Diciamo che sarebbe tutto di guadagnato per il sottoscritto che, non ha certo piantato la bandiera dell'esclusiva su questo spazio. Quindi welcome anche a Claudio.

Ci sono poveri e poveri



E’ vero, dobbiamo tutti stringere la cinghia per far fronte alle necessità più impellenti del paese. Per questo, con il decreto-legge 27 maggio 2008 n. 93, il governo ha stabilito di operare un taglio lineare delle risorse messe a disposizione delle amministrazioni, inclusi i fondi per la lotta alla povertà. Tanto, a pensarci bene, questi fondi vanno sprecati perlopiù in passaggi di intermediazione, traffici poco chiari, operazioni di scarsa efficienza, come si dice in termini economici. Quindi, piuttosto che sorvegliare sul loro utilizzo, evitando che dei papponi facciano indigestione a spese di un bambino somalo, tanto vale tagliare questi “rami improduttivi”.

I risparmi ottenuti saranno proficuamente utilizzati per le più urgenti, importanti e prioritarie manovre: il taglio dell'ICI il salvataggio di Alitalia.

Facciamo due conti. Immagino di essere un lavoratore dipendente con 1.300 Euro di stipendio, con casa di proprietà, che andrà a risparmiare circa 8€ al mese di ICI: cavolo, questo si che si chiama sostegno all’economia! E se non ho una casa, cavoli miei, dovevo pensarci prima. Ma tant’è, non si possono deludere 20 milioni di acuti economisti italiani.

E poi, che soddisfazione contribuire al salvataggio di Alitalia! Immagino tutti i dipendenti che friggono aspettando di sapere il destino che un gruppo di banche (ma quali?) che, com’è noto, sono associazioni filantropiche, ha in serbo per loro. Loro che avevano timidamente espresso la volontà di entrare in Air France, cercando forse di sfuggire al sistema Italia, ma che sono stati sacrificati da due governi (il precedente e l’attuale) in nome della campagna elettorale, che sarà stata pure buonista, ma non certo con loro.

Resta, in ultimo, solo la soddisfazione di scongiurare il rischio di povertà dei vari manager Alitalia, evitata a suon di milioni di Euro che, probabilmente, i dipendenti Alitalia in autogestione avrebbero reso più produttivi.

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