27 mag 2008

Quante personalità convivono in noi?

Mi capita spesso di pagare in prima persona l'ostinato attaccamento alla "coerenza".
Eppure ho avuto la fortuna di studiare abbastanza sia comunicazione che negoziazione.
Il guaio è che ho ancora alcune convinzioni radicate. Troppo radicate.
Una di queste è "DIRE SEMPRE CIO' CHE PENSO"! Senza badare troppo all'interlocutore.
Lo so, lo so. Non paga. Non pagherà mai.

I grandi negoziatori sanno adattarsi alle circostanze e agli interlocutori e, in questo modo, traggono i massimi vantaggi.



Come sempre, dopo una tornata elettorale vedo divere persone cambiare tranquillamente casacca e rinnegare, come niente fosse, tutto il passato. Per carità, cambiare idea è sinonimo di intelligenza. Ma cambiarla spesso è sinonimo di opportunismo.

Il mio guaio è proprio questo. Ho una sola faccia, una sola espressione e una sola certezza: la coerenza.

4 commenti:

antoniovergara ha detto...

beh devi imparare. non sempre si può dire ciò che si pensa.

catepol ha detto...

Magari ciò che si pensa non sempre lo si deve dire (però si può sempre farlo capire in altri modi). Dipende dalle situazioni. Io penso che sia sempre meglio essere se stessi con pregi e difetti che uno qualunque che si illude di presentarsi al meglio.

claudio70 ha detto...

Bravo chi riesce a fingere, a simulare emozioni, competenze, convinzioni che non gli appartengono: avrà successo. Ma volete mettere chi non simula, non finge, non si adatta così camaleonticamente alle situazioni? avrà felicità (in base al detto: successo è ottenere ciò che si vuole, felicità è volere ciò che si ottiene). Comunque, una persona diretta e sincera può riscuotere poco consenso, ma di certo avrà rispetto e stima (al contrario di chi si comporta diversamente, che avrà seguaci interessati e non amici).

federico ha detto...

Gigi, Gigi, è vero, verissimo. Boccaccia statte zitta, diceva Totò.
Però concordo con claudio70, anch'io stimo chi ha coraggio e dice ciò che pensa.