22 apr 2008

Intervista problogging

Mi ha fatto grande piacere chiaccherare con gli amici di Problogging.
Non è sempre facile argomentare sui temi della PA perchè sono poco di "tendenza".

clipped from problogging.it
Brevemente: chi è e di cosa si occupa Gigi Cogo?

La mia professione attuale è quella di funzionario della Pubblica Amministrazione inserito in un Team Tecnologico che ho l’onore di coordinare In questo Team si cerca di trarre il massimo dalle tecnologie emergenti. Non solo tecnologie industriali ICT ma anche metodi, filosofie, visioni che permettano di lavorare meglio e poter dare ai cittadini dei servizi di eccellenza. Non è facile perché la resistenza al cambiamento è molto forte e le tecnologie vengono viste più come un gioco o una moda. Ma questo è un pretesto per scansarle e non riuscire a domarle per trarne vantaggi competitivi.
Si tratta quindi di accompagnare, facilitare, educare al cambiamento e provare a sdoganare la cultura digitale dal mondo dell’informatica e portarla verso quello dell’umanistica.
Ho la fortuna di avvalermi di molti giovani nel mio team e con loro progettiamo molti cambiamenti. Non tutti vanno in porto, perché come dicevo le resistenze son fortissime. Però è una sfida che ci piace. Quando le cose vanno bene cerco sempre di enfatizzarle per contaminare altre amministrazioni pubbliche. Ecco perché spesso partecipo a convegni, seminari, work-shop e anche momenti formativi per poter diffondere i cosiddetti “casi di successo”.

  • Lavora da molto tempo nella pubblica amministrazione. Quando è importante la digitalizzazione dell’intera PA e quali possono essere le ricadute positive per i cittadini italiani?

Ho avuto la fortuna di lavorare in altre amministrazioni pubbliche e anche nel privato come imprenditore individuale e presidente di una società. Penso che in entrambi i mondi la digitalizzazione dei processi sia fondamentale. Purtroppo viene perso troppo tempo nella gestione di processi “immutabili” e pochissimo nella progettazione di nuovi modelli che sostituiscano questi processi per dare più efficienza alla macchina. L’efficienza, poi, diventa servizio per il cittadino, quindi la digitalizzazione dei processi lascia più tempo all’amministrazione e ai suoi funzionari che possono dedicarsi a risolvere i problemi inserendoli in un ambito progettuale. Ogni progetto deve avere un obiettivo chiaro e tutte le energie possono convergere sulla soluzione di quell’obiettivo perché i processi, vengono delegati all’ICT che ne ottimizza i tempi.
Servire i cittadini significa capirne i fabbisogni. Purtroppo non è sempre così. La Pubblica amministrazione non ascolta, è poco assertiva. Gran parte del management pensa, suppone (anche con supponenza) di sapere cosa vogliono i cittadini e quindi non ne analizza a fondo i bisogni. Ecco perché il servizio non si vede. Il 90% dei progetti della PA servono alla PA stessa, alla sua macchina organizzativa. Non ai cittadini. Essere public servant oggi significa fare analisi dei fabbisogni e veicolare la progettualità nella soddisfazione di questi. I processi digitali sono quindi di supporto. Ma la loro comprensione è cultura. Cultura digitale che, purtroppo, è ancora scarsa.

  • Gigi Cogo, oltre che web manager e imprenditore, è anche blogger molto noto di webeconoscenza.blogspot.com. Cosa significa per lei avere un blog, e quali sono le ricadute che questo strumento ha avuto sulla sua vita professionale?

Il blog è innanzitutto divertimento puro. Riesco a scrivere quasi sempre alla sera o quando sono in giro per convegni (live-blogging). Però il blog mescola un po’ quello che trovo in rete e che mi sembra utile per il mio lavoro, quello che penso della PA e del suo possibile cambiamento, le conversazioni che faccio con altri blogger del settore e fa un po’ da disco fisso e da bookmark. Tendo a buttarci dentro tutto. Negli ultimi tempi sto letteralmente “ravanando” i miei archivi per metterci dentro tutto quello che ho fatto anche negli anni ‘90 quando scrivevo per riviste del settore articoli tecnici ecc. E’ questo che mi piace, mescolare tutto in un calderone che è lo specchio della mia vita ma soprattutto il posto dove mantenere le relazioni con gli altri.
Tutto è cominciato per gioco ma poi il numero dei lettori è aumentato e continua ad aumentare e questo mi preoccupa un po’. Non perché non sia abbastanza narciso, non perché il mio Ego non mi permetta sempre di avere qualche stupidaggine o delirio da mettere sul blog, ma perché, probabilmente, vorrebbero anche qualche esempio, soluzione, idea per la loro passione e professione. Quindi non vorrei creare aspettative. Per me il blog è condivisione e vorrei che i miei lettori potessero anche dare qualcosa a me.

blog it

2 commenti:

catepol ha detto...

cioè io sono stata a cena a casa di questo qui????
;-)

Antonio Consoli ha detto...

Il piacere è stato tutto mio, Gigi. Per parlare di PA e innovazione la porta di Problogging è sempre aperta. E grazie per aver segnalato l'intervista qui nel tuo blog.

A presto.
Antonio Consoli