05 mar 2008

Perchè ho un blog!

In questi giorni, anche se unplugged, sto seguendo la coda lunga delle conversazioni e lo spunto di Maxime mi permette di spendere ulteriori due cents.

Io trovo che in tutte le discussioni nate dopo la trasmissione di Vespa ci sia una difficoltà di fondo, e cioè quella di riuscire a definire una volta per tutte cosa cazzo sia un blog, in un modo chiaro e semplice che consenta anche a chi è al di fuori di questo mondo di comprenderne la filosofia, le dinamiche e le potenzialità.


blog it
L'affermazione "....fuori di questo mondo...." mi permette di esprimere alcuni concetti nei quali credo fermamente. Sarò lungo, mi dispiace. Ma ritengo che il momento lo richieda.

Perchè ho un blog?
Perchè è facile realizzarlo e mettere assieme un turbinio di idee, emozioni e relazioni.

Ovviamente sono un informatico e la mia visione del mondo è molto limitata. Il blog mi permette di ampliare la visuale e di condividere una serie di visioni che sono più afferibili anche al mondo della comunicazione e della cultura digitale. Che, senza blog, ovviamente non riuscirei ad esercitare.

Parto da lontano. In questi giorni sono ospite presso una delle più grandi aziende al mondo di ICT. Situazione che ho già vissuto grazie al mio lavoro e alle funzioni che mi permettono di interagire con dei veri guru del mondo dell'informatica. Vere stelle del firmamento tecnologico.
Attenzione, la stessa frase potrebbe scriverla un farmacista o un botanico.
Ci sono occasioni nelle quali si viene a contatto con la crema della ricerca, della conoscenza, della visione di come sarà il mondo nell'immediato futuro.

Anche in questi giorni noto che la maggior parte di questi guru non ha il tempo ne la voglia di aprirsi un blog. Poco sanno delle potenzialità di questo mezzo. La loro testa, le loro pubblicazioni, i loro studi sono il magma della conoscenza che circola, purtroppo, SOLO dentro precisi confini. Cluster di guru che vivono e abitano dei contesti che alle masse sono sconosciuti. Peccato.

Ho già avuto questa sensazione alcuni anni fa. Lavoravo in una società e in community con una ventina di guru, che poi son diventati professionisti seri, ma nessuno blogger.
Nel tempo, mi son reso conto che il sistema di lettura/scritturav (web 2.0?), permetteva di far circolare meglio la conoscenza e i benefici, per me, sarebbero stati rilevanti.

A dire il vero, oggi le aziende (io conosco quelle informatiche) se ne stanno rendendo conto.
Esempi:
ecc.

Quindi, tornando al perchè, "....mi sono aperto il blog per entrare in contatto con altra conoscenza possibile ma anche per stimolare, chi non condivide, a condividere"..... Mi spiego meglio e cerco di riprendere il discorso di Maxime.
Quei dieci firmatari della lettera a Vespa sono alcuni, pochi blogger che già hanno la conoscenza e la condivisione nel loro DNA. Ma sono inclusivi od esclusivi? Sono disposti a portare da Vespa un blogger che condivide ricerche sulle tecniche del rendering fotografico? Un blogger che tratta di fumetti manga? Un blogger che si occupa del recupero dei dialetti perduti? Un blogger che parla di come costruirsi un parapendio comprando i pezzi al Bricocenter?

La questio è questa: "...IMHO, non può essere rappresentato un universo non finito e non definibile....."
Non finito perchè è in continua crescita. Non definibile perchè i cluster non sono connessi fra di loro se non da alcuni algoritmi. Ai quali non tutti partecipano (wikio, blogbabel, blogitalia, technorati ecc.) e per i quali è necessaria una presenza e una costanza in rete impressionante e faticosa. Se, ad esempio, io continuerò a non scrivere sul blog per una settimana, la mia posizione su Blogbabel o su Wikio, scenderà. Ma per restare alto, influente, credibile devo scrivere molto. Anche cazzate? Anche rumore? Anche SOLO reazioni ad altri post come quella che sto scrivendo?
O posso essere più influente scrivendo solo quello in cui credo ma non fa tendenza e classifica?

Ulteriore ragionamento che sembra indotto da certe conversazioni è quello sulla webreputation. "...Chi più frequenta (abita) la rete, ha più visibilità, quindi più ceredibilità!...". What?
Nel senso, se le mie foto su Picasa, la mia authority su Technorati o la mia posizione su Blogbabel sono visibili, significa che ho reputazione? Che posso rappresentare qualcuno?

Mettiamo ad esempio questo signore. La sua web reputation è confrontabile con quella del giornalista italiano che per fare il figo si è aperto un blog? Parliamone. E rilegettevi questo post.

Fra l'altro, il rumore che il social software genera, secondo me, danneggia la webreputation in senso generale.
Se ogni mio twitt, ogni mia foto, ogni mio post sul blog genera prospettive da "comare", allora la blogosfera è davvero poca cosa. La web reputation non è solo visibilità. E' SOPRATTUTTO una conseguenza derivata dalla pubblicazione di contenuti condivisibili che stimolano conversazioni e valore.
L'articolo di Macchianera può essere visto come una simpatica parodia, ma anche come una perdita di tempo non comprensibile che la blogosfera spende, troppo spesso, nel parlare e sparlare di se stessa. Il rumore genera altro rumore. IMHO!

Io tengo aperto il blog per conversare con gli altri e per apprendere dalle conversazioni di valore.

Prossimi obiettivi:
Contaminare il venetoexpo con il venetobarcamp
Far aprire blog ai guru
Continuare a conversare con i creatori di valore
Annaffiare le mie relazioni in rete e nella real-life
Interagire con blog come questo, per la mia professione

Purtroppo, questa settimana, non potrò contribuire a "web to web" per distanza e situazione molto "unplugged". Ma non sono indispensabile, sono un blogger che rappresenta se stesso.
Caro Maxime, se chiedessero chi può rappresentarmi, direi solo me stesso. Ma non andrei a dirlo a Vespa, primo perchè non ho secondi fini nascosti derivanti dalla "funzione" di blogger, secondo perchè davvero credo nella "coda lunga".

5 commenti:

Frannie ha detto...

e infatti così è: racocntare, raccontarsi relazionarsi ma sempre esprimendo sè stessi.

Micaela ha detto...

Probabilmente il centro del discorso è proprio questo un blog è un mezzo per esprimere se stessi interagendo con altri. Il ranking, o il rating di un blog serve solo a capire dove si sta andando e con chi si sta parlando. Ovviamente può essere una gratifica importante trovarsi ai vertici delle classifiche ma è un effetto collaterale che si raggiunge mentre si dialoga con gli altri. L'obiettivo in questo caso non è arrivare primi ma andare avanti seguendo i propri interessi e trovare altre persone durante il cammino.

catepol ha detto...

gigi sai come la penso vero?
Che siam qui a cazzeggiare e conversare come dicevamo oggi su Twitter. Con uno strumento, il blog, che ci permette di prendere il caffè al bar (e quindi far discorsi più o meno seri con altre persone) senza vincoli di orari, pause caffè, metri quadri, lunghezza del bancone ecc.
Fuor di metafora, anche io penso che nessuno possa rappresentare la categoria blogger in una eventuale trasmissione televisiva. Io rappresenterei solo me stessa o al max quei pochissimi con cui ci sono varie affinità di interessi e di modi di essere, con cui non a caso i rispettivi blog ci hanno fatto incontrare sia virtualmente che anche nella vita reale.

(oddio però visto i complimenti, spero sinceri che mi son stati fatti per la trasmissione web a web di domenica scorsa, in TV ci posso andare anche a nome vostro, blogger, facciamo la scaletta di ciò che devo dire a nome di tutti e si fa! ma come la facciamo la scaletta partecipata che raccolga il parere più o meno unanime dei blogger che andrei a rappresentare? E qui si ritorna al punto uno.)

Fuori di metafora e un po' OT: ma cazzarola dovevo retrocedere di 180 posizioni giusto adesso??? LOL

Gigi Cogo ha detto...

grazie per i commenti.
In effetti, spessissimo, cerchiamo di emulare e di metterci al traino senza rendercene conto.
Magari se riflettessimo sul perchè lo abbiamo aperto in origine, troveremmo la risposta a tutto.
Non esiste un MODELLO e non esiste uno STANDARD.
La rete è anarchica da sempre. Preserviamo questo approccio senza appiattirci.
Se possibile.
Non esistono blogger grandi e blogger piccoli. Esposti o meno esposti. Influenti o meno influenti.
Esistono i blogger.

siskaceska ha detto...

Ho commentato prima qui da te (frannie) e poi ho sviluppato la riflessione da me http://www.francescaferrara.net/?p=184

domanda più che mai legittima dopo tutto questo postare...;-)