07 mar 2008

Ma la rete deve essere regolamentata?

Lo sviluppo ormai inarrestabile del social software e il suo "consumo", pongono sicuramente molti quesiti.
Alcuni sono relativi ai "comportamenti", altri alle "politiche di governo della rete", altri alla "tutela dei minori". Lecito discutere, lecito porsi anche obiettivi di sviluppo etico e consapevole.

Forse, però, se le multinazionali che ingegnerizzano questi social software, pensassero all'etica come presupposto di un modello, senza farsi distrarre SOLO dal business, allora certe riflessioni non sarebbero nemmeno necessarie.



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In occasione del Safer Internet Day e alla luce dei dati della ricerca Doxa, Save the
Children Italia ha avanzato la proposta di un tavolo multidisciplinare
che coinvolga fornitori, istituzioni, famiglia, scuola media, associazioni
per la tutela dei minori, finalizzato alla definizione di misure standard,
concordate e adottabili da tutti, che confluiscano in un Codice di Autoregolamentazione
per i fornitori di servizi di Social Network. La proposta è stata
positivamente raccolta da alcune tra le principali aziende chiamate in
causa: da Microsoft Italia, a MySpace Italia a Google a Studenti Media
Group.
Questi i punti che - ci dicono da Save the Children -
- assolutamente devono esserci:
Garantire la privacy degli utenti minorenni
- rendere il profilo del minore accessibile solo agli utenti autorizzati dal minore stesso
- limitare in fase di registrazione e compilazione del profilo la richiesta di informazioni che possono rendere identificabile il minore
- impedire la ricerca di utenti minorenni attraverso i sistemi di selezione interna
- monitorare i profili dei minori e rimuovere immagini/contenuti ritenuti inappropriati.
Informare ed educare i giovani sui comportamenti sicuri
- fornire informazioni con linguaggio semplice e chiaro nei posti chiave, in particolare in fase di registrazione, nella compilazione dei profili e durante l'upload di contenuti
- far capire chiaramente l'importanza di non rilasciare informazioni personali e inserire contenuti che possono avere conseguenze sulla propria reputazione o che incoraggiano contatti che possono mettere a rischio la propria sicurezza.
Assicurare un sistema di segnalazione efficace e garantire
- la presenza costante e visibile di bottoni di segnalazione ben identificabili
- la possibilità di segnalare diverse tipologie di abuso, fornendo consigli a monte su come segnalare, cosa segnalare e a chi segnalare, a seconda della tipologie di abuso
- presa in carico immediata delle denunce e informazione sugli esiti ai diretti interessati.

Da Save the Children Italia promettono che il prossimo Ministro delle Comunicazioni sarà tempestivamente chiamato a lavorare sulla proposta…


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