16 mar 2008

Ma il Dalai Lama è impazzito o venduto?

Non ho parole.
clipped from www.repubblica.it


Il Dalai Lama ha rifiutato di lanciare un appello per il boicottaggio dei giochi olimpici che si terranno in Cina in estate e che da più parti è stato auspicato dopo la repressione delle manifestazioni in Tibet. Nel corso di una conferenza stampa a Dharamsala, in India, trasmessa dalle televisioni, il capo spirituale dei buddhisti ha aggiunto che è al momento "impossibile l'armonia nella zona".


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Rispondendo anche al commento di Enrica sulla situazione in Tibet, sono sconvolto.
E' verissimo, stiamo assistendo a deportazioni di massa. Stiamo assistendo a un piano NAZISTA o STALINISTA che sia (entrambi li hanno applicati) di cancellazione dell'identità di un popolo.

E questo rappresentante del governo in esilio predica il buonismo?
Ma di cosa ha paura? Se è un monico, il corpo non conta. Se lo fa fuori la mafia cinese, sarà un eroe! Non capisco!

Il buonismo contro chi, come giustamente ammoniva Beppe Grillo, sventola la bandiera cinese invece che quella italiana. Il buonismo con chi abbassa le saracinesce a mezzanotte e continua a lavorare nello scantinato fino all'alba? E' questo che dobbiamo tacere?

Ed è altrettanto vero, come denunciava Newmediologo che in Africa si sperimentano le prime avvisaglie di ribellione al metodo cinese che pretende di far lavorare la gente a condizioni che nemmeno nelle colonie erano accettabili.

Persino in Sudamerica si ribellano alla schiavitù!

clipped from new.asianews.it
Nel campo estrattivo di Tarapoa i cinesi vivono in un fortino, protetto da guardie armate e recinzioni elettrificate. Si spostano in elicottero e trascorrono le ferie chiusi in un vicino albergo. Tuttavia, il petrolio è divenuta una necessità ed un affare che Pechino non intende farsi sfuggire, qualunque sia il costo da pagare.

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Cosa facciamo? Dobbiamo garantire gli introiti delle multinazionali americane che stanno scommettendo sul mercato cinese? Ma per piacere!


Gli investitori
stranieri all'interno degli USA, su tutti la Cina comunista, hanno sostenuto
i nostri massicci deficit commerciale e fiscale con i loro capitali.
Per tenerli buoni, i tassi di interesse – dopo sei anni di “credito
al risparmio” -- devono essere mantenuti relativamente alti. Altrimenti
i Cinesi, e non solo, potrebbero ritirare i capitali, portandoci a sostentarci
solo con la nostra economia ridotta a un guscio vuoto.


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Gli americani, ma anche gli Europei sono già ostaggio del nuovo capitalismo planetario. Quello senza regole. Quello che riempie le casse federali in cambio di concessioni industriali al di fuori di ogni regola?

Per quanto mi riguarda, grido forte. Boicottiamo le olimpiadi!

9 commenti:

Marco ha detto...

Anche io non capisco più l'atteggiamento del Dalai Lama. Non credo sia impazzito, immagino piuttosto che cerchi con questa tattica (fallimentare), di conservare un qualche spiraglio di trattativa con un Governo che alla trattativa preferisce le pallottole e i carri armati.

boh/Orientalia4All ha detto...

Dimenticate che il Dalai Lama è prima di tutto un capo spirituale, e buddhista.

Se avessi letto il mio ultimo post sapresti che da anni il Dalai Lama ripete che i cinesi facendo così in realtà nuocciono a sé stessi e fanno del bene ai tibetani, aumentando il loro Karman positivo.

E poi sopratutto che vuoi, che faccia trucidare dai cinesi un intero popolo? Il suo popolo?

mobileforce ha detto...

Credo che la Cina finirà presto, ovvero nel momento in cui il popolo bue si renderà conto che è fuori dalla redistribuzione degli utili capitalistici, forse si potrà incazzare e come in Romania, pretenderà un tenore di vita migliore in cambio dell'apporto che da alla economia..

Questo porterà al crollo della convenienza di acquistar cinese ovvero spendere soldi in spazzatura..

La Cina vuole un mondo di numeri senza qualità, noi la pensiamo all'opposto.. Chi vincerà..??

Se gli europei e gli americani saranno tanto superficiali da dare credito ai cinesi vinceranno loro, diversamente loro non reggeranno il confronto..

Autovetture cinesi che si sbriciolano nei crash-test, prodotti cinesi tossici, migliaia di morti sul lavoro al giorno, repressione, libertà negate e tutto il resto..

Come possiamo ancora prendere come attendibile il modello cinese..??

Sta a noi avere fermezza nel dire: "in questa maniera qui non si passa.."

Gilgamesh ha detto...

Concordo con Enrica, e penso che ci sia della superficialità in quello che hai scritto.

Il che non toglie che anche io pensi che sarebbe giusto fare pressione sul governo cinese minacciando di boicottare le Olimpiadi, prendendo spunto dalla repressione in Tibet per ottenere trattamenti più giusti anche verso i dissidenti e un maggior rispetto dei diritti umani.

Ma quel che hai scritto sul Dalai Lama lascia capire che non hai mai letto una riga di quanto da lui scritto, né mai ascoltato un suo discorso. E che della mentalità buddhista non conosci probabilmente molto, se non per sentito dire.

C'è una frase di Daniel J. Boorstin (era una persona saggia, e curava la biblioteca del Congresso a Washington quando era in vita) che ho scelto come "taglina" e che penso sia piuttosto appropriata in questo caso. Tradotta recita: "Il maggior ostacolo alla conoscenza non è l'ignoranza, ma la presunzione di sapere".

Questo per dirla in maniera urbana, se avessi dovuto dirla alla Totò, avrei fatto ricorso alla famosa frase "Lei è un cretino, si informi!" :) spesso ripresa da un noto docente universitario per stigmatizzare chi dissentiva dalle sue affermazioni.

federico ha detto...

Io invece non concordo un bel niente.
Cos'è questa storia del buddismo? Stiamo parlando di un governo in esilio o di una religione.
Il Dalai Lama sarà anche un capo religioso ma è anche il capo di un governo in esilio, riconosciuto da molti occidentali. O no?

E da quando in quà il capo di un governo in esilio non combatte la repressione con tutte le forze?
Ma dobbiamo sempre imparare noi dalle altre religioni?
Questa proprio non la capisco.
Non c'è nessuna presunzione di sapere, Gigi ha detto bene, qui si tratta di boicottare le Olimpiadi non di studiare il buddismo.

Impariamo a studiare noi stessi e le nostre culture prima di tutto e a non farci sommergere da questo capitalismo finto comunista.

Gilgamesh ha detto...

Non c'è nessuna presunzione di sapere?

Io vedo granitiche certezze e poco spazio per i dubbi, sulla base di informazioni incomplete e opinioni di seconda mano.

Vedo termini insultanti (è impazzito, è un venduto?) riferiti a una persona della quale non capite il comportamento e il modo di ragionare (e alla quale, qualcuno direbbe, non sareste degni nemmeno di allacciare i sandali: vi ricorda niente questa frase?)

E soprattutto, il capolavoro: "cosa c'entra il buddhismo"?

Cioè tu (Federico, ma anche Gigi) pretendi di solidarizzare con un popolo senza nemmeno provare a sforzarti di capirne la mentalità, improntata tra l'altro su una forma particolare di buddhismo com'è quella tibetana? Il buddhismo in questo caso c'entra tutto, perché aiuta a capire perché Tenzyn Gyatso, per i suoi seguaci "Oceano di saggezza", invita a non boicottare le Olimpiadi senza essere nè impazzito nè venduto (a chi, poi? Ai cinesi? ma fatemi il sacrosanto piacere...)

E poi ti chiedi (Federico) perché dobbiamo sempre imparare noi dalle altre religioni e inviti (tutti quanti immagino) a studiare prima la nostra cultura.

E questa io la chiamo superficialità e presunzione di sapere, che è grave ostacolo alla conoscenza.

Noto oltretutto negli altri commenti (mobileforce, essenzialmente) una serie di generalizzazioni e luoghi comuni sulla Cina da far paura, sembra quasi un'invettiva di Borghezio o una delle "lucide analisi" di Tremonti. Manca modo di argomentare, nello spazio angusto dei commenti, mi riservo di farlo eventualmente in un post.

Saluti

Gigi Cogo ha detto...

A prescindere dal fatto che in un ambiente libero come la rete (per lo meno da noi, visto che in oriente la rete non è libera) tutti possono esprimere liberamente la loro opinione, questo blog e il suo autore non danno lezioni, ma esprimono pareri.

Liberi di dissentire quindi? Tutti. Compreso l'autore stesso. O no?

Tornando al tema. Sarò anche il più grande ignorante della terra, ma non mi sembra di essere il solo che non ha capito l'atteggiamento del Dalai Lama. La rete pullula. Quindi la mamma dei cretini è sempre incinta.

Mi rimangono dei dubbi, e li ritengo leciti anche se non ho studiato il buddismo.

Posso non aver studiato il buddismo? O è una colpa, una macchia?

Posso alimentarmi di dubbi? Posso attingere a fonti non certificate e ragionare con la mia testa? Di Santi ne ho visti molti:
http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=1123

oppure

http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/don-gelmini-indagato/don-gelmini-indagato/don-gelmini-indagato.html

tanto per rimanere nell'ambito dei rumori della rete.

Ribadisco. Il mio titolo e il mio ragionamento è limpido e si basa su un dubbio!

Se poi vogliamo fare accademia, ok. Facciamola e diamoci dei cretini.

cit.....La legge del karma è quella legge che adatta saggiamente ed intelligentemente l'effetto e la sua causa. Tutto il bene ed il male che abbiamo fatto in una vita, ci porterà conseguenze buone o cattive per questa o la prossime esistenze.
Non dobbiamo dimenticare i proverbi Cristiani: "colui che semina fulmini, raccoglie tempeste"; "con il bastone con cui misuri sarai misurato e con vantaggio", "occhio per occhio e dente per dente", "colui che di ferro uccide di ferro muore"


E allora? Posso pensare ancora che, senza aspettare il regno dei cieli e il giudizio divino un capo di un governo in esilio si adoperi per osteggiare IN VITA i suoi carnefici?

O è troppo cretino come ragionamento?

In ultima, cari Dotti, il sottoscritto ha una sola certezza. Quella che deve morire. Il resto son solo dubbi.
E son sempre dell'idea che è meglio avere 1000 dubbi che un asola certezza.

Mentre, alcuni di voi, mi sembra che dall'alto delle loro certezze trattino i dubbi come delle cretinate.

IMHO

GinoTocchetti ha detto...

la questione non e' semplice, si puo' leggerla sotto diversi punti di vista, o cercare di considerarli tutti sintetizzando. Confrontarsi e' particolarmente utile, e non vedo nessuno che si tira in dietro. Solo il linguaggio e' poco adatto: talvolta contiene mancanza di rispetto per il pensiero diverso con cui si propone il confronto. Scatena piu' attacchi e difese emotivi, che non ascolto e obiezioni precise.

Io credo che se il Dalai Lama ha deciso di non appoggiare il boicottaggio avra' avuto le sue buone ragioni, e prima di dirmi in disaccordo cercherei di identificare quali sono. Senza considerare che talvolta si agisce secondo una logica che non puo' essere del tutto svelata a tutti (alla stampa).

Dalai Lama a parte, le olimpiadi stanno portando la questione tibetana a livelli di clamore internazionale mai visti prima, e l'immagine della Cina piu' in basso di quanto non lo sia stata fino a ieri. Il boicottaggio aumenterebbe questo clamore e porterebbe un ulteriore singificativo danno di immagine ?

Non sono forse gli interessi economici , in cui Cina e' in posizione di forza, che permettono a quel paese di continuare la propria linea di pulizia etnica e di sfruttamento ? Boicottare le olimpiadi porterebbe un danno economico sufficiente per essere percepito come minaccioso per l'egemonia cinese e il percorso su cui muove ?

Allora quale sarebbe il principale risultato del boicottaggio delle olimpiadi ? Proprio il Dalai Lama allude a quanto verrebbe tolto al popolo cinese.

E' un'occasione in cui la Cina si apre ai valori di rispetto per lo straniero, competizione regolata, valore dell'individuo, premiazione del talento, ... Sono tutti valori che il sistema ideologico cinese non riconosce, e per questo si traduce in sfruttamento e oppressione.

Le olimpiadi sono un'occasione in cui il popolo cinese percepisce che "un altro mondo e' possibile", un mondo che ancora oggi a molti cinesi non viene fatto conoscere, e probabilmente viene descritto propagandisticamente come peggiore e nemico.

Non solo, i cinesi si stanno accorgendo che lo smog delle loro citta' e' una cosa indecente per gli occidentali che verranno; che l'attenzione alla loro salute e' stata cosi' scarsa che ora e' necessario correre a rimedi di portata colossale; che la loro stessa educazione nelle relazioni interpersonali e' cosi' squalificata da richiedere corsi intensivi di galateo; e i trasporti, e i costumi, e i diritti civili della gente comune, ecc. ecc. ...

Dunque il boicottaggio porterebbe anche tutto questo in meno. Ne vale la pena ? Quando avranno i cinesi un'altra occasione simile, costretti tra il neocapitalismo cinese e quello occidentale, non privo di difetti e responsabilita', che ha permesso alla Cina di imboccare la strada di questi ultimi anni ?

Non conosco le motivazioni del Dalai Lama, che potrebbero anche essere tipicamente buddhiste (del resto gia' Ghandi... ), ma da laico penso che ha ragione.

Naturalmente con le olimpiadi in programma, e con tutta la ribalta che conquistano (soprattutto se non boicottate), le pressioni sul governo cinese possono e devono proseguire amplificate sia mediaticamente, che in occasione di accordi economici e politici mondiali.

ivan ha detto...

il Dalai Lama non è impazzito, è solo preoccupato. Ha detto l'unica cosa che poteva obiettivamente dire, è più realista del re.
Il boicottaggio delle Olimpiadi va usata come arma e quindi minacciato ma non da lui. Il grosso problema è che in questo periodo di recessione nessuno se la sente di isolare la Cina, anzi.
Io sono però convinto che noi dobbiamo sostenere la battaglia dei diritti civili, ma che la Cina non cambierà mai volontariamente. Ma dobbiamo tallonare la Cina , solo cosi difenderemo non solo i diritti civili ma anche i nostri commerci. Non possiamo infatti per nulla competere con una Cina cosi.