10 mar 2008

La reputazione on-line!

Si è iniziato a parlare di web reputation proprio ieri su "web to web".

A tale proposito, lascio alcuni indirizzi utili per la prossima puntata:
Canale
Aggregatore sociale



Alcune discussioni si sono aperte e questa, secondo me, è la cosidetta "coda lunga" della trasmissione.

Sul tema vorrei proporvi questa visione, ovviamente mediata dalla prospettiva americana sul tema. E' molto pratica, poco filosofica, ma resta un punto di partenza da cui analizzare il problema. Ovviamente tradotta liberamente dal sottoscritto :-)

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Sei felice dai risultati che ottieni quando la gente digita il tuo nome su su Google? Se non lo sei, ci sono dei modi molto semplici per controllare e veicolare le informazioni che vengono pubblicate on-line sul tuo conto.
Due anni fa abbiamo spiegato come avere una voce in capitolo su ciò che dice Google sul nostro conto e, più recentemente, e su come rintracciare le persone on-line.
Ultimamente sono apparsi molti "
supporti sociali" che forniscono ulteriori strumenti per aiutarti a gestire la tua reputazione on-line e diventare più rintracciabile.
Diamogli un'occhiata.

Perché la gestione della reputazione è importante?

Al giorno d'oggi, chiunque può pubblicare una pagina web che critica il tuo comportamento e il tuo rendimento in un azienda.
I siti web fanno emergere anche i dati peggiori e riescono, in questo modo, persino ad insultare i rappresentanti delle società. Ma non è sicuramente questo che vorreste dare in pasto a dei potenziali datori di lavoro che vi stanno cercando su Google vero?

Se avere una buona reputazione on-line, è per te una priorità, allora è giunto il momento di
adottare un approccio proattivo per far apparire il meglio di te quando viene richiesto il tuo nome sulla rete.

Come monitorare la tua reputazione online

Uno degli strumenti più facili per monitorare che cosa Google conosce di un argomento è Google Alert. Iscriviti a Google Alert e riceverai presto una e-mail di accettazione da parte di Google con la conferma della chiave di ricerca sottoscritta (ad esempio il tuo nome o quello della società).
Google Alert prende in esame notizie, commenti video, blog, pagine web trovate tramite semplici ricerche, e persino la mailinglist di Googl e Google Gruppi.

Però, stai attento: i termini di ricerca più popolari e comuni, produrranno solo un sacco di messaggistica inutile da parte di Google Alert.
Quindi, restringi i risultati o scegli di ricevere un riassunto giornaliero pittosto che settimanale.

Il motore di ricerca blog di Technorati traccia il "passaparola" della blogosfera (le conversazioni), indicizzando i blog in cui queste conversazioni sono pubblicate. Puoi sottoscrivere sul motore di Technorati una ricerca sul tuo nome e sul tuo prodotto e catturarla in un feed che potrai comodamente monitorare con il tuo aggregatore.

Se vuoi monitorare i commenti dei blog, prova co.mments che ti tiene informato sui dibattiti in corso. Per tutto ciò che è ancora 1.0, ti consiglio Tracker che indaga sulle conversazioni presenti nei forum di discussione e ti mantiene aggiornato.

Un aggregatore molto comodo, che tiene traccia dei dati provenienti da 22 fonti (fra cui quelle appena menzionate) è MonitorThis, davvero molto comodo. MonitorThis ti offrirà un file OPML che potrai importare nel tuo feedreader.

Controllare i contenuti

Una volta avviato il monitoraggio su ciò che si dice su di noi o sul nostro prodotto, si troveranno sicuramente delle imprecisioni o dei dati incompleti.
Ci sono un paio di modi con cui è possibile modificarle e rispondere in modo interattivo ad esse.
Ovviamente, il blog personale è il metodo più efficace per fare in modo che un messaggio sia visto e sentito forte e chiaro.

Ecco alcuni strumenti gratuiti per la creazione di un blog personale. Una volta che il tuo blog è installato e funzionante, riprendi gli argomenti che hai trovato sugli altri blog e continua a proporre argomenti con il tuo nome o con il marchio della tua azienda. Questo garantirà una esposizione molto alta nei motori di ricerca.
Suggerimento: Google ama i contenuti più freschi sul tema. Quelli NUOVI!

Quanto più aggiorni il tuo blog, meglio è. In questo modo le frasi "positive" che cerchi su Google saranno esposte nei primi risultati e, con molta probabilità, potrai trovare il tuo stesso nome in cima ai risultati stessi.

I siti di "social media" offrono innumerevoli modi per partecipare alle comunità online, e la maggior parte di questi favorisce l'esposizione sui motori di ricerca e aumenta la visibilità.

Flickr, YouTube, Digg, Wikipedia, Facebook, e Twitter sono i 6 principali mainstream di "social media" che garantiscono degli ottimi risultati quando si esegue una ricerca sul web. Essi sono indice di alta "autorità" e sono sfruttati da tutti i motori di ricerca come fonte autorevole.

Utilizzali tutti opportunamente, e assicurarti di enfatizzare le parole "chiave" (come ad esempio il tuo nome o il nome della tua azienda). Se riesci a collegare questi profili dei social media a cui sei iscritto, con il tuo blog personale, aggiungendo ai link il testo più appropriato, avrai ancora maggior visibilità sui motori di ricerca.

Ecco alcuni suggerimenti su come ottenere il massimo da questi profili:

  • Flickr (condivisione di foto): Usa il tuo nome come titolo e descrizione delle immagini. Su Flickr, puoi anche aggiungere link ai commenti e codice html. Inoltre, sfrutta appieno le etichette (tag)!
  • YouTube (condivisione video): Il titolo del video può aiutare molto. I video più visti, spesso, sono posizionati in alto nei risultati di ricerca.
  • Digg (notizie sociali): Digg, e altri siti di notizie sociali, permettono di personalizzare il tuo profilo con le informazioni personali e dei tuoi siti web affiliati. Digg offre anche uno spazio per una breve biografia dove si possono sottolineare le parole chiave desiderate.
  • Wikipedia (enciclopedia collaborativa): Wikipedia è un discorso a parte e più delicato. Infatti non hai diritto, secondo le politiche del servizio, di modificare la tua pagina o quella della tua azienda. Tuttavia, è possibile contribuire a Wikipedia, utilizzando il Talk: la pagina con la quale aprire un dibattito.
  • Facebook (comunità): Per poter visualizzare il tuo profilo su Facebook nei risultati di Google, è necessario cambiare le impostazioni della tua privacy.
  • Twitter (micro-blogging): Sottoscrivi un account con il tuo nome su Twitter prima che qualcun altro lo faccia e riempia una breve biografia.

Puoi fare tutto ciò individualmente, ma il web è fatto di interconnessioni, quindi il passo successivo è quello di entrare a far parte di una comunità. Prova a sviluppare reti di persone con i tuoi stessi interessi.
Se sei appassionato di scienza e di amore nello scrivere, contattatta un altro blogger che tratta quel tema e chiedigli di poter inserire un articolo (come ospite) nel suo blog.
Anima le reti sociali e partecipa ai forum di discussione.
Se non ti piace ciò che gli altri utenti stanno dicendo sulla tua azienda, accetta le critiche e partecipa in modo costruttivo.
Una delle cose più importanti che puoi fare, per controllare i contenuti in rete che ti riguardano, è quello di approfondire la fonte e contattare in forma diretta l'editore della stessa. Tuttavia, questa opzione non è sempre praticabile

Su internet a volte bisogna avere la scorza dura, per sopportare certi rompiscatole.
Quando i metodi diretti non sortiscono effetto, resta comunque la possibilità, proattiva, che permette ancora di creare pagine web e partecipare ai social media. In questo modo i risultati negativi, nei motori di ricerca, verranno spinti sempre più in basso.

Se hai altri metodi efficaci per gestire la tua reputazione online, ci piacerebbe conoscere le tue osservazioni.

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Ora che ho tradotto tutto questo articolo e ho affrontato l'argomento dal punto di vista tecnologico e di opportunità, come d'altronde espresso nel video che ho proposto ieri sera, mi aspetto che la coda lunga sortisca i suoi effetti e che la mia reputazione.....o la mia esposizione? Salga, salga, salga, salgaaaaaaaaaaaa! :-) Ego, Ego. Sali sali! :-)

6 commenti:

Maurizio Goetz ha detto...

Alcuni miei vecchi contributi per alimentare la discussione

http://marketingusabile.blogspot.com/2007/09/popolarit-reputazione-e-rampicanti.html

Qui parlo invece dell'ambito delle aziende in termini di credibilità/reputazione

http://marketingusabile.blogspot.com/2006/09/ci-si-pu-fidare-di-un-brand-parte_17.html

http://marketingusabile.blogspot.com/2006/09/ci-si-pu-fidare-di-un-brand-parte-terza.html

http://marketingusabile.blogspot.com/2006/09/ci-si-pu-fidare-di-un-brand-parte-prima.html#links

Sono temi tra loro correlati

catepol ha detto...

non vi posso lasciare qualche ora che al ritorno c'è tanto da leggere e rileggere. Gigi era un post che avevo letto in originale e che mi ripromettevo di tradurre prima o poi. Grazie per averlo fatto e condiviso tu.

Un po' come nel mio video è quello che cercavo di spiegare. La reputazione sicuramente possiamo contribuire a costruirla, la nostra. Di contro, mi viene da pensare a politici o aziende non presenti nella grande conversazione, che si possono ritrovare web reputation cattive determinate da quello che si dice di loro in rete.

Da approfondire tutto. Datemi il tempo di leggere.

Maurizio Goetz ha detto...

Ho voluto fare un salto avanti, illustrando il caso di alcune aziende che creano reputazione attraversi progetti collaborativi di tipo win win che portano valore a tutti i partecipanti, dimostrando che logiche individuali e quelle individuali possono condividere.

http://marketingusabile.blogspot.com/2008/03/quando-le-aziende-creano-valore-in-rete.html#links

Che ne dite?

maialino rosa ha detto...

Stupendo articolo.
Ho capito un sacco di cose sul web 2.0 e sulla visibilità in rete.
Resta un dibbio. E' così importante essere visibili? Che differenza c'è fra visibili e autorevoli?

Gigi Cogo ha detto...

@maialino rosa

proprio qui sta la questione, IMHO, confusione totale, fra visibilità e autorevolezza!

Francesco ha detto...

Web Reputation, ne parlavo anche io sul mio blog proprio in questi giorni.

La differenza fra autorevolezza e visibilità? Bè dipende da quali sono i termini che giocano un ruolo in questa vicenda. Diciamo che se fosse una conversazione uno ad uno, io e te, ne verremmo presto a capo, deciderei in base al buonsenso (il mio).

Ma poichè a parlare siamo in tre, io, te e il motore di ricerca (che ti presenta a me), direi che l'autorevolezza è (almeno inizialmente) subordinata alla visibilità.
Se google ti rende visibile sei almeno inizialmente autorevole, poi sta a te confermare la tua autorevolezza.