20 feb 2008

Sui MEME e sulle conversazioni

Caterina mi segnala un altra discussione sulle dinamiche dei MEME che già avevo affrontato alcuni gioni fa. La mancanza di discussioni che nascono da DENTRO la blogosfera è davvero drammatica.

Rilancio alcuni esempi tratti dall'articolo di Levysoft, che sembrano rivedere ancora più in negativo il mio precedente articolo.

clipped from www.levysoft.it
  • La maggior parte delle discussioni deriva da un articolo del Corriere della Sera o di Repubblica
  • Un’altra consistente fetta di discussione sono incentrate su BlogBeer, AperitìBlog, BlogDinner, BarCamp e quant’altro

  • blog it

    La conclusione è amara, ma pienamente condivisibile:

    clipped from www.levysoft.it

    Insomma, se all’inizio sembra interessante tastare il polso della blogosfera italiana per capire quali sono i temi caldi delle ultime 48 ore, alla fine mi sembra di rimanere più con un pugno di mosche perché, cliccando sui vari blog non vedo evolversi una vera discussione, un vero passaggio di idee ma semplicemente dei riferimenti amorfi e vuoti di significato.


    blog it

    L'incapacità di generare conversazioni è dovuta, forse, all'approccio da PRESTAZIONE. Di questa infausta "scelta", parla proprio oggi Marco Freccero. La sua analisi parte da un concetto di marketing ma tocca la competizione blogosferica che, sembra l'unico valore del sistema blog italiano.

    Potete abbassare i prezzi, e tenerli sempre bassi (pubblicare contenuti facili, sugli argomenti di cui tutti parlano).
    E' un sistema: purtroppo per voi, tutti gli altri la pensano allo stesso modo, e agiscono nella stessa, identica maniera.

    Non dovete frequentare le strade affollate: oltre a dover sgomitare come dei dannati, il rischio è di sprecare tempo ed energie per ricavare dei benefici destinati a durare molto poco.

    blog it
    Mi riallaccio, infine ad alcuni commenti di Caterina al Blog di Marco.:
    "....al di là di quella piccola fettina di blogosfera che segue le vicissitudini della classifica (che include forse solo il 5 percento dei blog italiani e che non sa e non può misurare obiettivamente nulla) c'è tutto un mondo in rete con numeri così grossi oramai che i blog sono tantissimi
    e che ogni blog è diverso da un altro.
    Nessuno di noi fa col blog la stessa cosa di un'altra persona. Eppure la tendenza blogbabeliana è quella di farci appartenere ad un gruppo che fa le stesse cose, per misurarne le dinamiche. Il discorso si perde qui.
    Dicevemo ieri sera proprio questo: nè io nè granieri nè altri in cima a quella classifica abbiamo tantissimi lettori. Io consideravo che ho più reazioni, commenti e lettori quando scrivo nella nicchia e-learning (gente che mi scrive anche in privato, per capirci, gente che mi segue dagli albori del blog ecc...)"

    A me succede il contrario. Da quando seguo meno i MEME, i lettori aumentano. Sia lettori unici che provengono da web, che sottoscrittori del feed.
    Ora è difficile immaginare che tutti i sottoscrittori del feed siano poi lettori ma, IMHO ha ragione Marco. "Forse è meglio guardare alle persone come un capitale da accrescere e migliorare".

    9 commenti:

    catepol ha detto...

    è bello vedere che gli assist che ti passo da leggere diventano post :-)

    Felter Roberto ha detto...

    A mio parere si sono sbagliati i presupposti di base per esaminare l'argomento.
    E' come se si dicesse "voglio vedere cosa mangiano gli italiani" e si andasse a guardare cosa ordinano nei fast food. E poi si concludesse "che schifo. Gli italiani mangiano principalmente panini e patatine!".
    Blogbabel porta in cima al memetracker la quantità, ed è ovvio che la quantità si ottenga spesso a scapito della qualità. Da qui ad affermare che la qualità non ci sia ci vuole dell'altro.

    Gigi Cogo ha detto...

    @catepol
    abbiamo qualcosa di simile nel DNA :-)

    caro @felter
    E' altrettanto cristallina la tua affermazione.
    Mi preme sottolineare che, alcune conversazioni, che si stanno sviluppando su questo e altri temi tendono solo a evidenziare che non può esserci SOLO la misura della quantità come indice. Come d'altronde dici tu.
    I post dei vari blogger che ho citato, e anche i miei, probabilmente cercano di collegarsi fra loro per far aumentare la "qualità". Non con i nostri contenuti, sia chiaro. MA con la scoperta di nuove dinamiche.
    La nostra è una paura, in fondo, di non riuscire a catturare le conversazioni che offrono contenuti di qualità.
    Avremo modo, spero, di parlarne ancora.
    Grazie

    newmediologo ha detto...

    @gigicogo,@catepol

    Sono tutti ripigasti sul mezzo piuttosto che sul fine.. Questa sera ho avuto una bellissima e fattiva discussione con uno che ha un bel blog di quartiere ceh riesce ad incidere nei fatti sulla realtà locale..

    Trovo questo mille più prezioso di mille blogbabel del cacchio a meno che da questo tipo di impostazione non escano molti quattrini..

    Siccome non è così mi trovo a riflettere sulla fuffosità della cosa (blogopalla) e sulla necessità di uscire da questo loop che potrebbe stroncare le cose sul nascere..

    Ai BarCamp preferisco i bar..:-))

    Levysoft ha detto...

    Sono contento che il post abbia sollevato questa interessante critica costruttiva! :)
    Dai commenti che sono arrivati anche sul mio sito si è evidenziato anche il fatto che forse manca uno strumento che metta davvero in risalto i contenuti di qualità da quelli meramente popolari o ad alta esposizione mediatica (un po' come l'auditel che non fa distinzione tra le due categorie).
    La mia domanda, allora, è la seguente: il problema è trovare uno strumento adeguato oppure è la stessa blogosfera italiana ad essere ancora immatura?

    Ciao
    e complimenti per l'articolo.

    Antonio

    Felter Roberto ha detto...

    @levysoft misurare la qualità di un contenuto è come discutere del sesso degli angeli.
    @newmediologo ad esempio cita come contenuto di qualità quello di un blog di quartiere. Ma è un blog di qualità per quelli di quel quartiere, anzi magari indispensabile, e a me invece dei contenuti di quel blog può non interessare nulla.
    Allora come la mettiamo?
    Ci lamentiamo dei contenuti dei giornali e diciamo che le notizie che mi interessano me le trovo da solo e poi pretendiamo che nella rete la qualità me la trovi qualcun altro?
    A mio parere bisognerà imparare a smettere di guardare i contenuti e ad iniziare a guardare i fruitori di questi contenuti.
    Quanti di questi sono soddisfatti di quello che trovano? Cosa gli manca? Questa dovrebbe essere la nuova sfida.
    Mi sto dilungando troppo, vedrò magari di farci anche io un post in cui essere un po più chiaro.
    Solo per chiudere, non è importante di che sesso siano gli angeli, l'importante è che ... non scopino.

    Senzastile ha detto...

    In Italia i blog si aprono per produrre contenuti? Sono in pochi coloro che lo fanno davvero, come si possono sviluppare conversazioni con queste premesse?

    Gigi Cogo ha detto...

    @Levysoft
    cerchiamo conversazioni, condividiamo conversazioni, linkiamo SOLO conversazioni e blog che conversano.
    Il resto, converrai che è solo rumore e, forse, i lettori non lo amano molto.
    Però, fra i lettori ci sono i blogger. E molti blogger rendono questo rumore, assordante.


    @felter
    Madonna, Roberto, questa degli angeli me la devi spiegare bene in una mail o in un post, come hai promesso.
    Sugli angeli ne so tante, ma messa in fondo al tuo ragionamento mi sa che gli angeli sono i........

    @Senzastile
    proprio per questo cerchiamo di dare un piccolo contributo sviluppando temi e non sviluppando catene di link.
    Le catene di link danno visibilità.
    I temi ne danno meno, ma sviluppano reti di blog che conversano.
    Il mio sforzo, d'ora in poi, sarà trovare blog che sviluppano temi, e conversare con loro.

    catepol ha detto...

    premesso che, lo dico da sempre, ognuno di noi col blog deve continuare a farci quello che vuole, aggiungo alla discussione questo:
    i blog che producono contenuti non sono tanti o meglio, ci sono ma spesos non entrano nel giro dei blog più conosciuti.
    Con contenuti intendo qualunque cosa che non sia fuffa ma che coinvolga o interessi un po' di persone. Quindi si va dagli esercizi di scrittura ai racconti, alle guide che spiegano come usare uno strumento o una tecnologia, alle riflessioni politiche, ad argomenti di nicchia ecc.
    Con blog più conosciuti intendo quelli che sono presenti nelle prime 100 posizioni di quella benedetta classifica imparzialissima e non obiettiva, gestita praticamente a mano e ad personam che tutti conosciamo.

    Mi posso permettere di dire che la fuffa e il rumore servono per scalare la classifica. Fino a che non dai fastidio.

    Però se scrivi cose interessanti per qualcuno, i lettori tornano, al di là della posizione in classifica. I lettori tornano e discutono con te. anche quelli che ti hanno conosciuto grazie alla posizione in classifica. perchè la posizione in classifica porta interviste, porta inviti a testare cose, porta inviti a pubblicizzare qualcosa ecc.

    Se oltre le catene di link nel tuo blog non c'è altro, la notorietà del blog è effimera.

    I meme in home su BB vengono fuori da una macchina che conta link, tante cose interessanti, perchè non linkate da nessuno non vengono fuori.