07 feb 2008

Non tirateci per la giacca

Premessa d'obbligo. Questo Papa non mi è simpatico. Punto!

Considerazioni sui bacia pile (teocon o teodem) ne ho già fatte. Mi tengo le mie idee e, come cattolico, non credo che la fede vada sovraesposta politicizzando le proprie convinzioni. Sandra Mastella, e la sua corte di Versailles, può sbandierare quello che vuole. Non mi tocca. Ferrara può ergersi a portavoce delle gerarchie ecclesiastiche. Non mi tocca.

Mi piace leggere anche il punto di vista dei fieri antagonisti a questo ordine ecclesiastico. Li stimo per la chiarezza delle loro idee, e so che accettano il contradittorio volentieri. Io stesso non amo queste gerarchie ma accetto di analizzare il perchè di questa "politica ecclesiastica". Magari anteponendo le mie tesi in un contradittorio senza pregiudiziali.

Non mi piace il senso di onnipotenza di certi blogger/giornalisti che provano a semplificare concetti troppo profondi per le loro limitate visuali. Fra l'altro non esprimendosi mai nel contradittorio.

Ribadisco, IMHO:
La gerarchia ecclesiastica è una cosa.
La Chiesa è un altra cosa. E' la comunità dei cristiani ......"Nel greco classico il termine chiesa indica l'assemblea della popolazione (il demos) di una città libera".....
La fede in Dio è un' altra cosa ancora.

Per fortuna i cattolici dibattono in tutte le sedi. Non so se nella redazione dell'Espresso o del Foglio si faccia lo stesso. Forse Giglioli è abituato alle dinamiche del politburo. Si accetta l'indirizzo dell'editore. Supinamente. Non si entra mai nel contradittorio.
Giglioli è più dogmatico delle alte sfere ecclesiatiche. Lui pronuncia il verbo e la sua corte dice: "sono d'accordo". Peccato che contesti le stesse identiche cose a Beppe Grillo.
Inoltre, tentare di apparentare le idee progressiste ad esclusivo patrimonio degli atei come lui, è davvero penoso. Le azioni e le proposte della sinistra cristiana, e le migliaia di parroci, di missionari (religiosi e laici) che si battono ogni giorno a tutela dei più deboli, sono sotto gli occhi di tutti. E non hanno bisogno di un blog che istiga alla contrapposizione muscolare solo per scalare le classifiche e raggiungere le posizioni di Beppe Grillo. La furbizia non alberga da quelle parti. Si usa il basso profilo. Per fortuna.

Non tirateci per la giacca. Non ci faremo influenzare. La fede è una sentimento troppo complesso per chi si pronuncia solo con degli slogan.

3 commenti:

Biagio Raucci ha detto...

Tolleranza e democrazia devono sapersi difendere da quanto li minacci: essere intolleranti con gli intolleranti è solo un apparente paradosso, costruito ad arte da chi ha qualche interesse a legittimare la sua intolleranza verso chiunque non la pensi come lui. Non sopporto i dogmatismi ( «maggiore é l'ignoranza, maggiore il dogmatismo», amava ripetere Sir William Osler) e quindi figuriamoci se mi azzardo a produrmi in dogmatismi di segno opposto. Per quel che mi riguarda, faccio mia la massima attribuita (forse erroneamente) a Voltaire (quella che dice più o meno – qui riferisco la versione più cruenta che conosco – non sono d’accordo con te anche se sarei disposto a dare la mia vita perché tu possa esprimere le tue opinioni) e posso – guarda quanto sono magnanimo – anche spingermi ad affermare – ma devo ammettere e convincermi, chiaramente, di aver torto marcio – che sono disposto a fare eventualmente prevalere le idee del mio avversario rispetto alle mie, per forza degli argomenti o del numero; ma, se esse non contemplano un analogo sacrificio, lotto come un toro accecato dal suo stesso sangue che sgorga dalle picche che il torero gli ha conficcato tra le corna. E mi pare che con certi chierici (ma anche con certi giornalisti elefantiformi) occorre comportarsi in questo modo. A muso duro. Penserà qualcuno che sono so’ cattivo, strepiteranno in molti che sono giacobino o che sto portando al fanatismo repressivo la mia idea di libertà? Fa niente: me ne fotto!
Ritornando però al tuo post non posso che darti ragione: qui non è questione di fede ma si tratta di squallida politica travestita da fede. Questo mi fa rivoltare le budella e questo vado sputtanando (come Vox clamantis in deserto ;) ) in certi miei post: al di la, sia ben chiaro, del “mio fiero” ateismo (ma questa è questione personale su cui non mi piace calcar troppo la mano). Quella di Gilioli è bieco opportunismo? «accetta l'indirizzo dell'editore»? non saprei dirti – leggo poco il suo blog. Quello che non capisco però sono i tanti commenti favorevoli che riesce a beccare su una considerazione banalotta come quella del post che hai linkato. Questo mi spaventa ché alla fine quei filibustieri neri vestiti questo cercano per cantar vittoria (Sapienza docet).

Anonimo ha detto...

Purtroppo la cecità, la sordità e la presunzione sono diffusi.
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Bravo l'utente che ha citato Voltaire. Amare il prossimo vuol dire soprattutto dargli ascolto.

maialino rosa ha detto...

Non sono credente ma ti stimo per l'onestà con la quali esponi il tuo pensiero e ti apri al dibattito.
Ho letto il blog che citi. Spocchioso e arrogante.