18 feb 2008

la cultura della politica o la politica della cultura?

Leggo alcune riflessioni di Gino Tocchetti che mi riportano indietro di qualche settimana, quando delle stesse argomentazioni si conversava amabilmente a cena con Lui ed altri blogger.
Il sistema Italia e la ricetta per l'innovazione. Ci vuole uno sforzo culturale e di sitema per cambiare?

Gino sostiene che che un cambio di rotta si può avere con... "la diffusione di valori sociali di "sistema" e non di "giungla", lo sviluppo (e l'attrazione) di competenze con interventi strutturali sul mercato del lavoro, sulle politiche giovanili, sulla qualita' della vita, sull'incentivazione della ricerca e della libera iniziativa" ...(ma vi raccomando di leggere tutto l'articolo).




Leggo, inoltre, un pezzo di Marco Dal Pozzo che si addentra in scenari da terza repubblica. Un analisi su come l'appertenenza a "sottoinsiemi blogosferici" (cluster di blog politici) possa determinare scostamenti dell'elettorato in vista delle prossime elezioni. Insomma la rete come fattore e incognita per la nascita della terza repubblica: ...."Ed ora vado a ruota libera in una fantastica fantablogosfera politica ponendomi delle domande: ma allora le elezioni davvero le vince chi riesce a connettersi al centro? Le può vincere chi riesce ad verso quel meanstream media di cui Rand parla? Oppure (forse sarebbe meglio dire anche) acquisire nodichi riesce a colmare quel vuoto informativo dando sul proprio spazio risposte agli argomenti di interesse per quei nodi cui non si è ancora connessi attravero una vera e propria opera di link baiting (fraudolento quando in quel post si mente)?...." (anche in questo caso consiglio di leggere tutto il pezzo).

Mi sto chiedendo, in estrema sintesi. Se sia la politica dell'innovazione da perseguire, oppure l'innovazione della politica.
Da entrambi i pezzi, emerge un ruolo importante da parte di chi si trova a proprio agio con questa nuova "cultura digitale" e con il life-stream.

Non sono solo giri di parole. La nostra cultura digitale ci offre queste conversazioni che, sicuramente, ci stimolano. Ma l'azione vera quale deve essere?
Ok, mi sbilancio: E' la politica che va innovata!. IMHO. Solo dopo questo processo di rinnovamento della politica potremo avere delle "politiche innovative" della società, dei costumi e dell'economia degne di questo nome e, soprattutto, delle vere "politiche di sistema".

p.s. per i piccoli cluster della terza repubblica, il PD si sta organizzando. Aspettiamo la contromossa della PDL.



Per chi è curioso di seguire le conversazioni di un "sottoinsieme di blog" che nella mia mente bacata ho catalogato come: conversazioni......, è sufficente aggregare questo feed.



1 commento:

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Secondo me (IMHO,naturalmente) le "conversazioni" stanno al nostro Sistema Paese, in questo momento, come gli "Standard Funzionali (o Profili) Internazionali degli Open Systems" stavano all'industria informatica europea 20 anni fa.

Per l'Olivetti e i suoi partner del BISON, quei profili sono stati una buccia di banana, non del tutto inevitabile, che non fu evitata ... come stanno per esserlo le "conversazioni" per l'Italia del dopo elezioni.

Suona astruso? Assurdo? How dare "I" say such a preposterous thing?
Giriamo la domanda al Sole 24 Ore o sviluppiamo questa azzardata ipotesi a colpi di Twitter?