20 feb 2008

L'egovernment è una filosofia di servizio che si concretizza con azioni concrete

Via Marketingblog leggo un articolo che PierLuca aveva anticipato ieri in un suo commento su questo blog.
L'analisi prende in considerazione un rapporto delle Nazioni Unite sull'eGovernment.
Dal rapporto emerge che le nuove dinamiche spinte dal KM e dalla cultura digitale diffusa, portano a sensibili benefici per i cittadini.

Il rapporto, che non ho ancora letto completamente, sciorina anche i soliti dati che, tafazianamente, ci spingono sempre più in basso.
Anche da questa prospettiva il nostro paese mostra una tendenza negativa passando dal 25° al 27° posto mentre la Spagna [a proposito dei sorpassi che hanno riempito le pagine dei giornali di qualche mese fa] si classifica al primo posto dell’ Europa del Sud passando dal 39° al 20° posto della classifica mondiale.

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Descritto questo contesto, son chiamato a dire la mia e, volentieri, mi accingo a farlo, premettendo che sono un informatico e opero nel settore ICT.
Perchè accentuo questa premessa. Perchè sempre più, nel nostro paese, si tende a pensare che la governance sull' eGov sia ad appannaggio dei soli economisti, sociologhi o politici.

L'analisi del rapporto evidenzia, invece, come le dinamiche riferibili alla rivoluzione favorita dal social software e dalla ePartecipation, sono altrettanto importanti.

Troppo spesso si tende a pensare che la soluzione informatica sia solo funzionale. Oggi non è così. Lo riaffermo con grande enfasi e passione. La conoscenza del social software, e la destrezza nel suo uso, permette di trovare soluzioni rapidissime a progetti di eGovernment che si stanno arrovellando su se stessi. L'ICT può tornare strategico!

Non cito il solito esempio di Italia.it perchè è inflazionato. Ma quante volte un semplice mash-up o la corretta esposizione di un web service, avrebbe evitato una noiosa analisi funzionale, applicativa e di processo che tipicamente blocca i progetti?

Purtroppo non è così semplice. Gli interessi politico/industriali che stanno all'origine della grande enfasi che viene data ai progetti di eGov, allontanano le azioni all'infinito.
Bisogna prima soddisfare tutti gli attori (consulenti, predicatori da convegno, monitori e analisti di progetto, rendicontatori e balle varie).
Alla fine si è speso l'80% del budget nel fare comunicazione, pre-analisi e altre discipline di supporto al progetto. All'informatica, che deve fare l'azione, restano le bricciole.

E se non son proprio briccioline, allora scatetano gli appetiti delle grosse multinazionali che a tutto mirano, tranne che all'interesse diretto del cittadino/utente.

Quante volte abbiamo assistito alla genesi di mega progetti che prevedevano altrettanti mega-portali di servizi? Costosissimi, ovviamente. Quando magari costava meno portare il moduletto da riempire, direttamente a casa del cittadino con un messo comunale?
Insomma, chi fa, oggi in Italia, vera analisi dei fabbisogni?

Governance dell'eGov agli informatici. Why not? Peggio di così non si può andare, perchè non provarci?

Comunque questa è una provocazione che analizza UNO dei molteplici aspetti legati all'eGov. Ma ho ben colto uno spunto lanciato dal rapporto:

A key element of connected governance is the ICT-enabled ability to respond instantaneously with information from across several government agencies, multiplying manifold the government’s ability to respond to crisis. Connected governance also allows for the close collaboration in information sharing between governmental agencies such as for instance, between disaster relief agencies with housing and health agencies. Further, a connected governance approach incorporates the compatibility of systems, security and privacy through common standards towards a seamless service provision. With the sharing of data and information it is possible to achieve greater policy coordination between several governmental agencies and a more timely and effective implementation of government policy decisions. Often government policy formulation cuts across several agencies and departments. Connected governance allows for malleable organizational boundaries towards a holistic policy development and an integrated policy implementation. Finally, an integral part of successful e-government around the world implies the provision of an effective platform of e-participation. Citizen involvement in public policymaking is requiring governments to engage in multi-stakeholder citizen engagement. As more governmental agencies become involved this will lead to the need for a common language clarifying expectations and agreeing on dispute resolution processes through the framework of connected governance.

E una slide esplicativa:

1 commento:

Pier Luca ha detto...

Caro Gigi,
Le competenze -come noto -non sono un optional ed evidentemente possedere un know how tecnico a parità di condizione è assolutamente facilitante anche rispetto alle dinamiche di e government.
Oltre all'immobilismo e all'incompetenza generale della PA si nutre l'impressione che questo avvenga per paura delle implicazioni legate alla democrazia elettronica.
Procederò anche nei prossimi giorni su qs tema che potremo così - spero - riprendere ed ampliare.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro