25 feb 2008

Il futuro delle reti sociali

L'argomento è sicuramente tosto. Mi viene offerta l'occasione di parlarne dopo la lettura di un articolo de "il Venerdì di Repubblica" di questa settimana.

L'articolo a firma di (an.lo.) ???? Un giorno qualcuno mi spiegherà cosa sta dietro a questo risparmio di inchiostro..........cerca di analizzare lo sviluppo delle reti sociali basandosi su un report dell'American Social Review.
Lo studio che sta alla base del report, analizza le piattaforme e il tempo passato (in milioni di ore???) dai frequentanti, divisi per piattaforma e continente.

Ho fatto una pessima scansione del grafico pubblicato da "il Venerdì" perchè in rete non ho trovato nulla. Forse ho cercato male, non son capace di cercare con i motori tradizionali. Fattostà che sul web non trovo nulla. Forse esiste solo un documento cartaceo, fattostà che trovo solamente l' American Sociological Association (che pubblica un bollettino "American Sociological Review) dove, non vi è traccia della ricerca.




OK, sono un rompiballe, ma mi piacerebbe sapere su quale base scientifica di ricerca si basa questo grafico. Ad esempio, l'anno scorso, avevo letto un report simile su Blogosfere, ma la fonte era visibile e certa.
Nell'articolo si sciorinano numeri di utenti (di solito gonfiati dalle aziende proprietarie dei social network per attirare pubblicità) e poi si citano le ore passate on-line dagli utenti. Questa proprio mi sfugge. Come cavolo si può calcolare il tempo speso in un social network. Si calcolano le pagine sfogliate? Il tempo in chat? Il tempo passato a scorrere le foto sulla stessa pagina? Il tempo passato a trasferire un file? Il tempo passato ad ascoltare la musica offerta da un amico in rete? Il tempo passato ad aggiungere e cancellare amici? Il tempo passato a scrivere sul blog del SN? Il tempo passato a descrivere il profilo?
Ma come si calcola?

Ok, la rivista che ho sottomano sarà anche generalista, cita la fonte ma, IMHO, non vi è certezza dei dati proposti e disegnati nel grafico.
Andiamo oltre.

Si mettono insieme questi dati ed ecco che, ora, sappiamo che My Space conta 212 milioni di utenti, seguita da Orkut con 64 e da Facebook con 58. Seguono Hi5 con 50, Bebo e Spaces con 40, Netlog 28, Cyword 21, Skyrock 20, Cyword 21 e Livejournal 14.

Ovviamente non si menzionano le reti professionali come Linkedin o quelle tematiche come Last.fm, solo per citarne una basata sulla condivisione della musica.
L'articolo, poi, cade nel solito filantropismo e nel peccato da "luogo cumunismo :-) " perchè si preoccupa di quanto le persone stiano perdendo i veri amici della vita reale e di come gli amori nascano in rete. Bla bla bla.
Ok, basta non sparo più a zero sulla stampa generalista.

Però, son memore della chiaccherata di ieri sera dove si cercava un punto comune, una "convergenza" fra la stampa generalista e il blogger.
Mettiamola così allora.
La capacità del blogger è quella di analizzare un problema (anche di nicchia), far decollare una discussione, metterla in relazione con altri blog e, grazie allo spirito di "conversazione" e di "contradittorio permanente" generare una coda lunga su temi emergenti che, poi, possono determinare anche nuovi comportamenti e nuove tendenze.
Attenzione. Non sto parlando di passaparola. Di buzz marketing, ma di vera rete sociale aggregata su temi, non su palinsesti.




Quello che ancora è cieco (più o meno volutamente ai più) è che le reti sociali si aggregano anche su temi, non solo su palinsesti.

Aggregazione per palinsesto:
Il palinsesto, di solito è generalista. Poco spesso è monotematico o di nicchia. Raramente è basato sul contesto (Ning.com).
Favorisce un approccio generalista. Entro nel palinsesto, aggiungo amici o amici di amici. Sfrutto la dinamica dell'invito. Poi navigo fra le funzionalità che cercano di stimolre un uso più o meno condiviso (carico foto, chatto, carico e ascolto musica, condivido applicazioni scritte per quel SN, arricchisco il profilo, bloggo ecc. ecc.). Quasi mai si arriva al contatto reale. Mai alla conoscenza reciproca in un ambiente reale, NON MEDIATO DAL MEZZO.

Aggregazione per tema:
Dovrebbe essere quello che accade con i blog e con i wiki. Si sviluppa un tema. Si sfrutta il MEMETRACKER e si entra in condivisione, approfondimento, contradittorio. Sfruttando, se possibile, altri metodi. Metodi MENO MEDIATI, come lo streaming web tv con annessa chat, il microblogging, e come il Barcamp o la Blogdinner o Blogbeeer dove ci si trova a parlare di persona di molti dei temi trattati negli articoli. E, si parla molto di persone. Di solito altri blogger. Simpatici, antipatici, dotti o ignoranti. E' come la rappresentazione della vita reale. Si fa lo stesso. O no?
E' lo sviluppo ulteriore di tematiche NON MEDIATO DAL MEZZO. Ciò favorisce la "coda lunga" sui temi, cosa che i palinsesti non riescono a fare. IMHO.

Il futuro?
Dipende! Ieri leggevo i commenti a un blog politico. Quello di Miccichè, perchè volevo approfondire alcuni punti di vista sulle candidature in Sicilia. Al di là dell'appartenenza politica o ideologica, riusciva ad aggregare migliaia di persone su un "tema" che probabilmente è molto sentito in Sicilia. 800 commenti all'ultimo articolo e 1600 a quello precedente. Ma la cosa evidente che traspare nel leggere i commenti, è che le persone che scrivono si conoscono, frequentano circoli politici reali.

So che molti non saranno daccordo su questa mia conclusione. Ma analogamente a Beppe Grillo, anche il Blog di Miccichè sembra destinato a continuare nella vita reale. A creare dei simil Metup. La maggior parte dei blogger italiani non sopporta Beppe Grillo, ma non voglio entrare in questo contradittorio. Non è sul tema e sulla provocazione che propone che mi voglio concentrare. Bensì sul MODO. Sia lui che Miccichè, aggregano reti di persone vere. Che si ritrovano anche fuori dal circuito MEDIATO e continuano la relazione.
Stessa cosa che avviene, in modo più marginale con i Barcamp, le Blogbeer ecc.
That' all. La rete sociale esiste perchè esiste la rete reale.
Se la rete reale non esiste prima o dopo il TEMA SU CUI SI AGGREGA, allora continuiamo a parlare solo di PALINSESTI DIGITALI A SUPPORTO DELLE PERSONE.

7 commenti:

Melina2811 ha detto...

Molto bello questo blog, ciao da Maria

Mushin ha detto...

Ho notato anch'io il grafico, il pezzo va nella top ten del cattivo giornalismo: non viene citata la fonte. Ed il motivo è che lo studio è fatto per Le Monde, al Venerdì si sono limitati ad incollare i dati su una nuova cartina. Indecente.
Qui l'originale: http://www.lemonde.fr/web/infog/0,47-0@2-651865,54-999097@51-999297,0.html

Non capisco perché non possa essere pagato io ed essere chiamato giornalista, dato che copia&incolla lo so fare, e di blogger ne so più di un sociologo del cacchio.

Gigi Cogo ha detto...

@mushin,
grazie.
Difatti l'ho scoperto anch'io. Mezzora ho pubblicato un altro articolo con la fonte e con un altro grafico che ho scovato.
Vedi che noi blogger siamo sulle "fonti" :-)

Mushin ha detto...

Sei più veloce del feed RSS! Quello me lo dava come ultimo articolo... :D

swedish-chef ha detto...

mah...da quel che vedo io come operatore del settore direi che i numeri di questa ricerca sono appunto quelli 'promozionali'...quindi come fonte ci metterei più le relative cartelle stampa che delle società statistiche temo...

Senza contare appunto che non i protagonisti ok, ma dei comprimari di riferimento come ad esempio il citato last.fm, mancano sicuramente. Last.fm per esempio che tra l'altro per la tipologia di servizio e di erogazione dei contenuti, anche senza mettermi con il cronometro in mano ho idea che a dispetto di un utenza indubbiamente inferiori ai giganti facebook/myspace, impegni l'utente molto più tempo di una pagina facebook.

maialino rosa ha detto...

Se dico.......esemplare?
Davvero! Senza le persone, i palinsesti sono solo aria fritta.
Buoni per i ragazzini che cazzeggiano sulla rete.

catepol ha detto...

non si può mancare meno di 24 che mettete tanta carne al fuoco di quelle cose che son da leggere, commentare, discutere ecc. Mi spiace aver dato forfait ieri sera per la trasmissione Web a Web. Ma ci saranno altre occasioni per far parte del palinsesto.

Aggiungo solo che le tecnologie sono solo mezzi, strumenti, giocattolini. Se non ci fossero le persone dietro a che servirebbero?

I numeri dei scial network saranno basati sul numero degli account aperti, magari degli acocunt attivi. Come misurare il tempo che uno ci passa sopra mi sembra un grande azzardo. Dal momento che si può stare su un blog anche quando siamo offline (tipo quando scrivi un post sulla moleskine o come facico io a volte nel tool note del mio nokia...)
Oppure puoi stare su flickr ore e ore a guardare e ammirare foto in serendipity senza mai commentare.

Il numero di caratteri utilizzati nei commenti e misurabile. La qualità di un commento no. Un commento di 3 parole può avere un valore altissimo e richiederti anche ore di elaborazione di quelle giuste, pensate, ponderate tre parole. Eppure tre parole si scrivono in un attimo no? Che ne può sapere una macchina che misura??
Cosa misura?

Vabbè..dietro ogni tecnologia se non c'è lo Human touch (che poi molto spesso è un social touch) non c'è molto altro.