06 feb 2008

Che si dice a Redmond?

Chi mi legge sa di cosa mi occupo. La mia matrice è IT, non comunicativa. Per farla breve sono un "informatico". Ovviamente, negli ultimi anni, ho cercato di smettere il camice bianco e di avvicinarmi alle tematiche della comunicazione e della conoscenza per un semplice motivo: "volevo capire come gli utenti vedono la tecnologia dal di fuori e cosa vorrebbero da chi dovrebbe soddisfare i loro bisogni".

La fortuna di lavorare sulle tecnologie innovative, mi ha permesso di entrare in contatto con molti player di mercato che cercano, con le loro soluzioni, di aiutare le aziende e gli enti nella continua ricerca della quadratura del cerchio: "raggiugere i risultati, snellendo i processi".

Come architetto ICT ho potuto provare molte soluzioni. Alcune, ovviamente, non erano adeguate ai contesti per le quali erano state scelte. Succede!

Succede troppo spesso. IMHO. La tecnologia è sicuramente abilitante. Le applicazioni e i servizi basati sulle nuove tecnologie sono, molto spesso, di aiuto. Ma altrettanto spesso sono fuori dal contesto in cui la partita si gioca.

La complessità di determinati ambienti (aziendali, ma anche sociali) prevede un grande lavoro di analisi e di progettazione che dovrebbe essere fatto SEMPRE prima di acquisire una soluzione.

Purtroppo, molto spesso, si fa l'errore di acquisire la soluzione prima di capire il reale fabisogno e si tende a forzarla, poi, sul contesto per non perdere il valore dell'investimento.

La cultura digitale in Italia è molto scarsa. Purtroppo.
Spesso gli acquisti informatici vengono fatti sulle economie dei prezzi al ribasso per poi trovarsi a spendere follie nella ricerca (spesso vana) di dare valore agli acquisti sbagliati.

E' la scarsa propensione ad adottare le logiche del TCO. Spendere poco subito e poi molto, ma molto ancora, nel tempo. Lasciando i debiti a chi viene dopo.

Ed è la logica con la quale, purtroppo, molti scrittori del web si approcciano in modo religioso a certe tecnologie. Buone subito. Scaricabili gratuitamente. Gestibili in proprio grazie allo skill dedicato. Il proprio. E al tempo dedicato. Sempre il proprio.

Molte soluzioni applicative di cui parlavo in un mio precedente articolo, sono sconosciute ai più. O rifiutate perchè hanno un costo di licenza e di manutenzione molto alto.

Premetto, per onestà intellettuale, che le soluzioni addottate presso l'Ente dove lavoro sono le più svariate. Open, proprietarie, self-made, ecc.

Fra l'altro le soluzioni open sono di gran lunga maggiori di quelle proprietarie. Nel mondo degli application server Internet quasi tutto gira su pile sistemistiche Red Hat e tre livelli: Apache, Application X, Y o Z e My Sql.

Nel mondo della collaborazione fra partecipanti ai processi (circa 4000 utenti) si son scelte, da tempo, soluzioni proprietarie. Un po' Microsoft, un po' Google. Ma anche self-made.

L'altra sera ho avuto modo di discutere di questo con diversi manager di Microsoft Italia. Ho ribadito la disponibilità a fare da testimonial sulle moltissime soluzioni che hanno dato benefici ai nostri processi. Ho anche criticato diverse soluzioni (quasi sempre acquisizioni sbagliate) che hanno creato disagi nel momento della messa in opera.

Durante la serata erano presenti molti blogger e Microsoft Italia ha voluto presentare una soluzione di corporate/collaborative blogging sulla quale si stanno cimentando alcuni neo-blogger di Microsoft Italia: MClips!

La cosa mi ha fatto piacere, anche perchè con la divisione Servizi di Microsoft Italia, sto sviluppando un progetto basato su MOSS che il mio Ente ha acquisito. Questo progetto prevede anche la diffusione del cooperative blogging e la gestione del corporate blogging dentro ambienti di collaborazione e partecipazione su processi digitali. La ePartecipation come qualcuno l'ha definita.
Molti "talebani" non sanno quanto Microsoft si sia già spesa nel cercare di portare la collaborazione e la partecipazine negli strumenti di accompagnamento alla produttività individuale e di gruppo.
Vi invito a visionare alcune screen-shot pubbliche sulla nostra esperienza con SharePoint:

Questo è quanto facciamo con wiki, rss, mash-up, ecc. con un prodotto di Microsoft.
Ora, alcuni temi delle discussioni durante la serata di lunedì, erano anche rivolti alla disponibilità di Microsoft di rilasciare queste applicazioni, o queste filosofie, in ambienti social. E forse l'acquisizione di Yahoo va proprio in questa direzione. Forse! Anche se i talebani non la pensano così!

Va detto che le paure sugli standard, sulla proprietà del software e quant'altro hanno, comunque, animato la serata. Perchè molti si aspettavano risposte che, forse, solo a Redmond potevano dare. Invece, i manager di Microsoft Italia si sono posti nella modalità assertiva che ha favorito un tranquillo e sereno scambio di idee. Ed è proprio questo che un azienda "potente" deve fare sempre più spesso, per capire perchè si è inimicata parte dell'utenza internet e perchè ha perseverato su errori strategici.....per es. la guerra dei browser o la mancata adesione a standard aperti.

Ora si tratta di far tesoro dei suggerimenti, delle prospettive diverse con cui alcuni blogger vedono il gigante di Redmond e provare a mantenere un profilo sociale aperto al dialogo.

Cosa che, a dire il vero, ho notato anche nella mia visita a Redmond.

Redmond campus

L'ambiente, anche presso il campus, era molto sereno e disponibile. Ogni manager con il quale sono entrato in contatto mi ha dedicato molto ascolto. Già a quel tempo, ad esempio, avevo suggerito di accettare lo standard aperto ODF per l'interoperabilità con i documenti. Proprio perchè pensavo che la forza di Office fosse nelle funzionalità, non nel formato. Oggi è realtà.

Un grazie a Zeno, che ha organizzato la piacevole serata!

3 commenti:

federico ha detto...

sei unico davvero

capobecchino ha detto...

io l'ho sempre detto che era unico ;) una voce fuori dal coro e che condivido tra l'altro molte delle cose che scrive ;)

Grande Gigi

zeno ha detto...

Ciao Gigi, grazie a te: è stato un piacere conoscerti. SPeriamo che le cose si evolvano per davvero. Adesso bisogna trasformare le intenzioni e le convinzioni in azione pratica.

a presto
z

PS parte del merito della serata e del resto va anche a Vincenzo