18 feb 2008

Anno sabbatico

Dopo aver letto e sedimentato tutto ciò, (ringraziando Pier Luca per la segnalazione) mi vien voglia di prendere un anno sabbatico.

La frustrazione è dovuta al fatto che, dentro le organizzazioni in cui opero, non se ne vuol sentir nemmeno parlare. Certi concetti e certe dinamiche sono tabù.
Mentre è concesso parlarne ai convegni di studio e alle presentazioni dei casi di successo, ecc.

Non so se l'anno sabbatico serva ad affievolire la frustrazione o a lasciar scorrere il tempo in modo che i sogni si realizzino per opera dello Spirito Santo.


clipped from www.complexlab.it
Il concetto dei mercati come conversazioni non è nuovo. Introdotto all’inizio del secolo dagli autori del Cluetrain Manifesto, diventa oggi una valida metafora anche per le nuove organizzazioni 2.0. Questo concetto è servito e serve a focalizzare l’attenzione dei manager d’azienda non soltanto sulla velocità con cui i mercati si adattano ai cambiamenti, ma anche sul nuovo ruolo che i dipendenti giocano, come parte integrante di una rete sconfinata di conversazioni che vedono impiegati, clienti, e fornitori comunicare tra loro. Conversazioni, che oggi sono rese praticabili e arricchite all’interno delle organizzazioni dalle nuove tecnologie sociali web 2.0 e enterprise 2.0 (blog, wiki, cms, VoIP, social media ecc.), e che favoriscono la produzione del valore intangibile di un’organizzazione, del suo capitale intellettuale e di conoscenza utile ad affrontare le difficoltà e a risolvere i problemi che si frappongono al raggiungimento degli obiettivi. Conversazioni che, all’interno delle organizzazioni, assumono un peso rilevante nei processi di scambio e in tutte le interrelazioni che caratterizzano le cosiddette strutture informali. E’ in queste strutture, o reti sociali semi-organizzate, che viene prodotta la conoscenza più pregiata, maturano legami relazionali e professionali forti, si sviluppano nuove energie e potenzialità innovative e si creano quelle sinergie e forme collaborative che solitamente non emergono nelle strutture e nei processi formali. Non è più soltanto la macchinetta del caffè del knowledge management a rendere produttiva la pausa caffè, ma anche il dialogo che avviene con il collega e con il cliente utilizzando le nuove tecnologie web 2.0 di tipo collaborativo. Nuove tecnologie che permettono di far funzionare meglio i team di progetto e di aumentare il livello di fiducia e di soddisfazione della clientela. In queste strutture informali e grazie alle conversazioni che in esse prosperano, la strategia aziendale riesce oggi più facilmente a trasformarsi in valore per l’azienda perché in grado di condizionare e produrre comportamenti e risultati. Il lato informale delle nuove strutture organizzative si concretizza in condizioni ambientali diverse da quelle tipicamente procedurali dettate dagli organigrammi....

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p.s. : ......e non solo per le aziende....non solo per le aziende, ma per gli enti, le associazioni, le comunità, le tribù......

3 commenti:

Pier Luca Santoro ha detto...

Caro Gigi,
.............mi sono "spostato di qua" per continuare la conversazione iniziata di là :-)
Domani o al più tardi dopodomani, rispetto a quanto richiami nel tuo articolo, parlerò di e-government......ti aspetto per un tuo qualificato contributo.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro

Gigi Cogo ha detto...

@pier luca,
argomento appetitoso :-)

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

@Gigi e Pier Luca

evitiamo, per carità, che i concetti pilota del momento, come cultura fattore critico per innovare o come le qui citate conversazioni dal basso diventino e rimangano .. solo slogan ..