10 gen 2008

Una voce fuori dal coro

La premessa è d'obbligo: Non sono "grillino" e frequento poco il suo blog.
Non sono un fan di Grillo e non sono un "fan", nel senso stretto di "fanatic", di nessuno!

La mia riflessione è sulle reazioni all'articolo di Gilioli che, per l'ennesima volta, hanno stimolato il coro dei blogger italiani, tutti in sintonia nell'affermare che Grillo non è un blogger.





Su questo dissento e mi metto a cantare la mia sinfonia. Nel senso che, pur riscontrando delle riflessioni intelligenti dissento fortemente dall'impostazione "talebana" di molti blogger italiani che, individuano in Grillo un blogger non "convenzionale". Dove per convenzione si pone l'accento su alcuni metodi largamente diffusi tipo quello di rispondere ai commenti e/o di entrare in un certo contradittorio più o meno "sociale".

Da un punto di vista "tecnico", ad esempio, aprire o chiudere i commenti, moderare i commenti, o ignorare i commenti è possibile. Quindi se la "piattaforma" del blog lo prevede uno si regola come vuole.

Il blog è un mezzo e come tale uno lo plasma a suo piacimento e ne fa quello che vuole. Grillo lo "sfrutta" per la sua missione. Condivisibile o no, è un altro discorso.

E' il suo palco. Vi è salito e moltissimi lo sostengono in questa sua visione di utilizzo della rete.
Non c'è un SOLO modo di usare o di partecipare la rete e questo, i miei amici blogger, dovrebbero saperlo. Ognuno si costruisce il suo.

Dal punto di vista dell' "appartenenza alla blogosfera" dissento ancora. Ci sono mille blogosfere. Non una. La maggior parte dei blogger cosiddetti "influenti" sono di sinistra o simpatizzano per la sinistra ma, pur elaborando tesi politiche di un certo rilievo, spessissimo non elaborano azioni possibili.

E' un tipico atteggiamento movimentista. Sono blogger di lotta ma non di governo. Si fermano all'accusa. Non formulano la proposta.
Grillo non appartiene a questa blogosfera. Lui ha la sua. Dove formula delle proposte. Condivisibili o no è un altro discorso. Propone delle azioni (i Vday sono un esempio, la consegna delle proposte di iniziativa popolare un altra).
Ripeto, condivisibili o no è un altra discorso.
Ma dire non sei dei nostri cosa esattamente vuol dire?

Dire non è un blogger! mi sembra davvero una forzatura.
Grillo sfrutta e usa il mezzo per la sua strategia. Come io posso usare un blog (inteso come piattaforma) per vendere il formaggio o i salumi di Pienza.

Sulla questione precisa della mancata intervista, intravedo invece una precisa strategia del Grillo stesso. Come ha dichiarato senza mai nasconderlo, il prossimo attacco sarà indirizzato alla stampa. Quindi giornalisti avvertiti.
Questo dice Lui, e questo ci dobbiamo aspettare.
In questo momento sta facendo come i campioni del contradittorio:
Berlusconi dalla Annunziata, Mastella da Santoro, ecc. Sfugge. Non accetta intromissioni sulla sua strategia. Discutibilissimo. Staremo a vedere.

Stimo molto i tanti giornalisti che si stanno facendo le ossa in rete e che stanno usando i blog in modo interattivo aprendosi al contradittorio e, soprattutto, alle altre verità possibili.
Penso, però, che Grillo, in questo momento, stia sfuggendo al contradittorio per non svelare la sua strategia.
Mi aspetto un grosso attacco ai giornalai curvati, ai servi dell'editore, ai mistificatori, ai passa veline che ancora continuano a DISINFORMARE.
Mi aspetto, invece, che i tanti bravi giornalisti sulla rete facciano davvero tanto e ancora di più per dimostrare proprio a Grillo che non si DEVE fare di ogni erba un fascio. Un giornalismo obbiettivo, reportistico o di frontiera è ancora possibile.
Un giornalismo interattivo e disponibile al contradittorio è appena sbocciato.

6 commenti:

Sir Drake ha detto...

Caro Gigi, a Grillo non interessa ulla che ci siano giornalisti seri.
Anzi, i giornalisti seri vanno a stravolgere la sua strategia: come farebbe a dire "vaffanculo" ai giornalisti in bocco, se qualcuno non se lo merita.
Se sia un blogger o meno, secondo me, è l'aspetto meno rilevante. Mi preoccupa, invece, il modello di società che Grillo ci sta proponendo: un Guro che parla senza contraddittorio e noi dietro a coprire le spalle.
Che tristezza!

Sir Drake ha detto...

Scusate per gli errori.

ulla=nulla
Guro=Guru

maialino rosa ha detto...

ho letto l'articolo sulla mancata intervista e credo che l'atteggiamento sia discutibile ma non censurabile.
Sembra un moda ma basta guardare cosa insegna Berlusconi. Bisogna mettersi daccordo prima per le domande e per le risposte.
Forse Grillo ha paura di trabocchetti, non lo so, non lo so.
Sui contenuti della battaglia lal stampa però ha ragione.
Ci sono troppo lustrascarpe e pochi giornalisti che fanno il loro lavoro alla Montanelli.
Giornalisti liberi, davvero pochi

ivan ha detto...

sono quasi pienamente in accordo con te. Grillo è sicuramente anche per me un blogger. Essere blogger per me vuol dire sopratutto diffondere dibattito, idee o conoscenza tramite la rete, chi più di Grillo vi riesce? Si può essere o non essere con lui, e io non lo sono, ma lui è un blogger. Il suo è un vero blog lo scriva lui o lo scrivano altri. Detto questo anche io sono convinto non voglia il dibattito , a lui non ne frega nulla anzi si è accorto che se ci fosse un confronto serio le sue tesi potrebbero essere a volte messe in seria discussione. Grillo è un massimalista per natura ed essendo qualunquista a volte assume posizioni di sinistra a volte di destra piacendo all'una ed all'altra. Non sono invece in sintonia con te quando mi dici che Grillo è propositivo, Grillo non propone nulla se non distruggere tutto quello che esiste e non gli piace. Dietro mi sembra di vedere solo il caos, che in se non è per forza il male, se qualcuno però riuriscirà a riparare anche i danni che inevitabilmente farà.

Sir Drake ha detto...

Io già trovo assurdo che un personaggio che va predicando l'autonomia della stampa pretenda di leggere prima le domande di un'intervista.
Ma quali trabocchetti? Giglioli aveva anche detto che gli avrebbe mandato a leggere il pezzo prima di pubblicarlo.
Neanche Stalin pretendeva tanto!
Ci sono tanti giornalisti lustrascarpe, ma anche tanti giornalisti seri.
Se in questo Paese cominciassimo a lamentarci di meno e a costruire qualcosa con le persone per bene, forse faremmo un passo avanti.

Marco ha detto...

Ognuno faccia quello che vuole. Che nessuno rilasci patenti a questo o quello. Sarebbe paradossale che il Web, il mezzo che dovrebbe permettere a chiunque di dire la sua senza alcuna restrizione, poi si trovi a dover stilare classifiche su chi è blogger, e chi non lo è.