05 gen 2008

Ti aspetto alzato.

Carissima befana,
anche quest'anno provo ad aspettarti alzato come facevo da bambino.




Proverò a farlo con mio figlio. Tanto crollerà dal sonno e tu ci befferai entrambi.
So che il fascino di questa notte, non è nemmeno paragonabile con quello che rappresentavi a Venezia (e forse in tutta Italia) negli anni '60.

Il Natale era in fondo una festa come le altre. La vera festa di noi bambini era la tua notte. La notte della Befana. Era, infatti, l'unico momento dell'anno in cui il mistero metteva anche un po' di paura.

Tu portavi i giocattoli e li lasciavi "vissin la stua" (vicino la stufa). Non avevo mai capito bene come facevi a scendere dai tubi della nostra stufa, ma i miei genitori erano bravissimi a sporcare il pavimento di fuliggine e a farmi credere che eri passata di là.

I giocattoli provenivano dal Cral aziendale. Era consuetudine di tutte la fabbriche di Marghera preparare un pacco dono per i figli degli operai. Insomma la Befana, nel mio caso si chiamava Vetrocoke!

La mattina dopo la tua venuta era sempre una grande festa. Tutti noi bambini passavamo ore a mostrarci i giocattoli ricevuti in dono con un orgoglio e una gelosia smisurate.
Quei giocattoli ci avrebbero accompagnato tutto l'anno. Perchè sicuramente non ne sarebbero arrivati altri, nemmeno il giorno del compleanno.

Sarà da allora che non ho mi amato troppo il Natale.
Sarà da quell'autunno caldo del 1969 quando gli operai, dopo mesi di scioperi, furono ridotti alla fame. Sarà da quella volta che i miei genitori furono costretti a rompere i salvadanai per tirare avanti.
Sarà da quell'inverno freddissimo quando la Befana del Cral non arrivò mai, che ho capito tutto e ho finito di sognare.

3 commenti:

Vittorio Pasteris ha detto...

Bellisimo ricordo
Grazie
VP

poa ha detto...

Cooosa?!

Alla tua eta' non credi piu' alla befana?
e neppure a BN, allora!!

Ma allora non hai visto con tuo figlio il film cartoon 'polar express'??

F.to
f(Luciano)=POA

Matteo D'Agord ha detto...

Bellissimo post.
Come disse qualcuno, non c'è niente di peggio che svegliarsi il giorno di Natale ed accorgersi di non essere più bambini.