30 gen 2008

Quando l'innovazione porta benessere e prosperità

Segnalatomi da Roberdan vi suggerisco questo studio.


Ho già espresso diverse volte il mio punto di vista. Non basta la tecnologia abilitante. Non basta un esercito di geek! Non basta il "consumo" tecnologico.

Se vogliamo che l'innovazione tecnologica entri nel ciclo produttivo e determini benessere, è necessario soddisfare bisogni reali. Ma, soprattutto, va capita, indirizzata e sfruttata per le sue reali potenzialità che, ripeto, non sono il mero consumo.

Lo studio si sofferma sull'analisi della connettività (ovviamente wired e wireless) e quindi sull'abbattimento del digital divide. E' un esempio tipico di come la larga banda DA SOLA non basti. La tecnologia non basta.

Le aziende devono CAMBIARE per essere più produttive. Spostare i processi in rete. Solo allora i benefici si vedranno.

Lo studio esamina anche l'alfebetizzazione e la conoscenza. Literacy e skill competence! Su questo stendo un velo pietoso. L'ho sempre detto. In Italia possiamo diffondere tecnologia a pioggia, ma se non accompagniamo la tecnologia con la cultura digitale, non andremo da nessuna parte.

8 commenti:

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

A proposito di quando concludi ..

.. se non accompagniamo la tecnologia con la cultura digitale, non andremo da nessuna parte.

mi sembra che i commenti sul post di Marco Dal Pozzo ... "italia(.it)- non siamo poi così male ... possano offrire qualche indizio di discussione sul modo di tradurre in pratica l'accompagnamento della tecnologia con la cultura digitale.

Il mettere in pratica quell'accomapagnamento potrebbe essere un tema da sviluppare anche con l'uso di Twitter ??

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Per chiedersi se .. per mettere in pratica l'accompagnamento della tecnologia con la cultura digitale .. si possa sviluppare un discorso gestibile anche con Twitter ... vedi anche il post di Enore Savoia su Cultura Digitale: t6c - ti sei connesso ..

Il mio commento a quel post rimanda qui ..

Mi cito:

Visto che la Scuola, la Famiglia e ... il Mercato .. non hanno avuto modo di fare niente di educativo, riguardo all'uso del Web .. leggo con sollievo che ..

.. il Ministero delle Comunicazioni, nell’ambito delle proprie politiche rivolte alla tutela dei minori, intende avvicinarsi alla quotidianità dei ragazzi con uno strumento pratico ed utile ..

Dubito però che ci si possa aspettare un'iniziativa di qualche altro Ministero (Cultura, Lavoro, Economia, Istruzione .. ) o della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che indirizzi noi adulti con un logo tipo

.. t6c8? - ti sei cotto? ..

per stimolarci a fare qualcosa, con la nostra connessione ... da utenti adulti ..., di abbastanza interessante per coinvolgere anche i giovani.

Credo piuttosto ... senza scherzi ... che un'iniziativa del genere debba nascere da una aggregazione spontanea di interessi .. rappresentativi di età, culture e competenze diverse ..

Credo che per avviarla si debbano usare strumenti graditi ai giovani, tipo Twitter, per scopi ulteriori, da definire insieme a loro, rispetto agli inflazionati "cazzeggio", "protesta", ... eccetera

Proverei a imbastire una proposta d'intervento, in questo senso, al TwitterCamp di Aprile .. magari sviluppando un discorso preliminare basato su commenti a post come questo o come quelli di Gigi su Quando l'innovazione porta benessere e prosperità e di Marco su italia(.it) - non siamo poi così male ..

Cosa ne dite Enore, Gigi, Marco ... Blogger del Veneto .. Blogger giovani e meno giovani di qualsiasi provenienza?

Ve lo chiede un "Over 65" ;-)

Gigi Cogo ha detto...

@luigi,
qualsiasi collaborazione per Aprile l'avrai.
Ho ricevuto diverse email su questo post. A giorni capirai.
C'è un certo interesse su questo tema anche a livello istituzionale.
Ora mi leggo con calma anche il post di Enore.
Ciao

Marco Dal Pozzo ha detto...

@Luigi
grazie per il "coinvolgimento"!

...magari qualche indicazione per un contributo costruttivo e critico ;)

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

@Marco e Gigi:

la possibilità di trovare collaborazione, contributi e critiche, è un'occasione da non perdere :)

Ringrazio e provo a mettere qualche paletto nel terreno, per chiarire il mio intento e sintonizzarmi con chi potrebbe trovarlo degno di attenzione.

Una proposta che viene dal basso, come quella di un nonno, non può più essere motivata dal desiderio di "mettersi in gioco", come potrebbe esserlo quella di un giovane.

Un nonno può solo desiderare di rimuovere un ostacolo alla possibilità, per i giovani, di trasformare il loro potenziale in energia.

Questo nonno, in particolare, vorrebbe contribuire a recuperare la possibilità di assimilare i concetti che ritiene più efficaci a sostenere la formazione di una cultura digitale; si tratta di concetti che NON si accompagnano necessariamente alla capacità di usare il web, o l'ICT in generale; sono concetti che diventano percepibili essenzialmente mettendosi in grado di gestire ambienti operativi condivisi, basati sulla disponibilià di risorse (finite).

Se questa può essere "l'intenzione" del nonno, come la si potrebbe tradurre in "comunicazione", individuando gli interlocutori e la modalità comunicativa che meglio potrebbero adeguarsi alla circostanza?

esav ha detto...

@Luigi .. scrivi : Se questa può essere "l'intenzione" del nonno, come la si potrebbe tradurre in "comunicazione", individuando gli interlocutori e la modalità comunicativa che meglio potrebbero adeguarsi alla circostanza?

rispondo : usando il web in maniera veramente sociale .. mi sembra che ci sia dia tutti un gran da fare in questa babele di intenti .. ma alla fine la decantata socialità del web si rivela un soffrire di solitudine !

Le piu belle cose per il tuo progetto .. c'è un estremo bisogno di dimensioni vere !

Enore

WAI2WAI - Luigi Bertuzzi ha detto...

Non parlerei ancora di "progetto" Enore.

Fermiamoci sul bisogno che hai detto tu stesso: usare il Web in maniera veramente sociale.

Per me questo signifca avviare e gestire relazioni - e le risorse che si rendono necessarie a permetterlo - tra chi avverte lo stesso bisogno, senza mettere davanti a tutto una scelta tecnologica, come "una piattaforma" e una definizione preventiva di come si deve fare ad ottenere il risultato necessario, come "un progetto".

Ma forse sto dicendo qualcosa di insensato, per la pratica comune.

esav ha detto...

@Luigi .. assolutamente si ! Ma purtroppo le scelte tecnologiche giocano un ruolo di base(per non dire vitale)..

sarebbe bello che i gestori delle blog community ampliassero le tecnologie in uso permettendo ai neofiti di creare contenuti qualitativi [web standards], per gli sviluppatori non penso che sia difficile modificare le impostazioni dell' editor di testo..

altrettanto positivo lo sviluppo di gruppi di lavoro sia professionali e non .. a seguire una many to many communication, senza prese di posizione alcune, ove l'esperto aiuta il neofita e dove i neofiti interoperano con l'intero sistema !

Se non sbaglio agli albori del web erano le basi della netiquette :-)

per concludere : una realtà ove ognuno deve avere il suo posto in base alle proprie competenze e non una babele di status mentis caratterizzata da caos e distorsione della conoscenza!

colgo anche l'occasione per salutare Gigi (scusami se non lo ho fatto prima) e rimanere sintonizzato in attesa del twitter camp !

enore