04 dic 2007

Lettera aperta a Luca Cordero di Montezemolo

Carissimo Presidente,

non ci conosciamo, ovviamente. Io sono un funzionario pubblico che ha la passione del blog. Non ho addetti stampa. Non ho agenzie di comunicazione che curano la mia immagine e non riesco a stare in sella a più di due cavalli. Il mio lavoro e il mio blog.






Essendo Lei inserito in decine e decine di consigli di amministrazione si sarà fatto senz'altro un idea di come va il mondo del lavoro. Specialmente per quanto riguarda la parte di retro sportello. Il back-office, si dice in gergo. Dove ci si sporca le mani tutti assieme operai, impiegati, funzionari, e dirigenti. Insomma dove non ci sono tempi per i salotti buoni. Quei salotti dove è facile pontificare e farsi applaudire dalla corte.
Lo si evince bene da queste Sue dichiarazioni.

Lei è senz'altro un campione e lo dimostra. Ogni sua dichiarazione viene presa come oro colato. Come quella che ha appena espresso. L'assenteismo vale un punto di PIL. Giusto, corretto. E poi continua: "l'assenteismo è più cristallizzato nella Pubblica Amministrazione che nel privato". Dipende. Dipende davvero!

Nessuna intenzione da parte mia di voler nascondere il problema. Sarebbe gravissimo. Ma fare di ogni erba un fascio deprime, amareggia e scoraggia quei pochi che dentro la Pubblica Amministrazione ci mettono impegno, abnegazione e coraggio. Tutti i giorni.

La qualità non è misurabile. Mentre per la quantità basta un cartellino da timbrare. Troppo poco, caro Presidente. Troppo poco. Guardi Presidente, di lavoratori che timbrano il cartellino son piene le aziende. Con regolarità. Nel pubblico come nel privato. Si è mai chiesto cosa fanno dopo? Se sono utili o se vengono utilizzati?

Guardi, Presidente, il privato virtuoso e coraggioso è un bel miraggio. Certo, esempi ce ne sono anche nel nostro paese. Ma Lei sa quanti privati cittadini sono arruolati liberamente nella Pubblica Amministrazione saltando procedure e normative? Se lo è mai chiesto? Ha mai avuto tempo di guardarsi "Report" in televisione? Ormai la Pubblica Amministrazione, specialmente quella centrale, è totalmente in mano a consulenti privati. Giuro che non penso male di Confindustria. Son sicuro che lì non avete nemmeno una testa di ponte, quando si parla di appalti miliardari.

Vede, caro Presidente, il libero mercato è una bella cosa ma bisogna accettare le regole che esso comporta.

E' troppo facile far eleggere un politico amico assicurandogli i voti, per poi fargli assumere tutti quei figuri che possono influenzare appalti certi e sicuri per alcune imprese. E spesso, queste imprese, sono proprio iscritte a Confindustria. Non sto parlando di comportamenti mafiosi. Mi creda, non è questa la questione. E' che tutto ciò è trasparente, sotto la luce del sole ed è pure etico. Ripeto guardi un po' "Report". Poverini quei giornalisti. Avrebbero bisogno anche del suo giudizio critico. Non crede?

Molti campioni di impresa della sua organizzazione non sanno cos'è il mercato. Sanno solo come fare profitto usando la Pubblica Amministrazione. E lei ci sputa sopra?

Guardi, Presidente, la vorrei davvero "in campo". Si scelga un ministero. Glielo offrirebbero destra e sinistra. Subito.

Poi faccia piazza pulita dei falsi consulenti (non quelli buoni, non i giovani talenti per piacere) e degli assenteisti. Pubblici e Privati. Sì privati , perchè ho la fortuna di lavorare in un complesso dove molte sono le ditte private presenti e le assicuro nessuno si fa mancare il caffettino e la sigarettina lunga. Nessuno proprio. E anche lì, i membri del CDA hanno le auto blu e il codazzo di sudditi al seguito. Facciamo di ogni erba un fascio?

Caro Presidente, ne prenda atto. Questo è un paese che NON VUOLE la competizione. Se ci fosse la competizione vera, i giovani non si farebbero proteggere dai politici per trovare lavoro. Cambierebbero lavoro ogni anno. E sicuri di trovarne uno migliore.
E' davvero un peccato che Lei non accenni mai alle consulenze d'oro e agli appalti pilotati. Davvero un peccato. Non posso pensare che il campione di Confindustria sia omertoso. No, non lo voglio pensare. E poi, che stupido che sono. Queste cose non incidono sul PIL!

E poi, provi un giorno a darci delle metriche sulla qualità. Sulla quantità ne abbiamo sentite troppe. E si ricordi sempre che Kennedy avrà avuto i suoi difetti ma ne ha detta una che la dovrebbe far riflettere: "Prima di chiederti cosa fa lo Stato per te, chiediti cosa fai tu per lo Stato".

Un cordiale saluto

15 commenti:

Federico ha detto...

comincio ad amarti, ma io sono un dipendente pubblico come te che ancora ci crede. Siamo rari @gigi

ivan ha detto...

io sono un dipendente pubblico e credo siano circa dieci che non mi assento per malattia.
Non mi piace fare di ogni erba un fascio ma spesso però mi guardo attorno e lo spettacolo è sconfortante non solo nelle aziende pubbliche. Ho una cert pratica di appalti e so per certo che quanto riferisci è la norma. Anche le aziende private digeriscono male il mercato, preferiscono il monopolio o la certezza, difficilmente preferiscono competere. Ho però un'impressione gigi ed è che, o complessivamente riusciremo a cambiare alcune situazioni o ci sarà il classico "bagno di sangue", nel senso che si farà di ogni erba, come al solito, un fascio e si getteranno alla fine i pannicelli assieme all'acqua calda.

capobecchino ha detto...

anche se non sono un dipendente pubblico ... apprezzo e faccio mia questa lettera aperta.

Caro Gigi hai proprio ragione quando dici che in questo paese NON SI VUOLE la concorrenza ;)

maialino rosa ha detto...

La questione è molto delicata. Il buon Luca sta tentando di cavalcare l'onda dell'antipolitica e di distaccarsi da destra e sinistra per costruire un partito di centro con lui al timone.
Catturare voti con il qualunquismo è lo stile di questo eterno giovanaotto che non so più quanti consigli di amministrazioen diriga senza aver mai lavorato in vita sua.

Biagio Raucci ha detto...

Concordo assolutamente. La mia idea è in piena sintonia con quella espressa - un paio di commenti più su - dal buon Ivan: il libero mercato è male digerito da tutti. Pubblico o privato.
Fare di ogni erba un fascio è cosa deplorevole ma haimé la situazione è quella che è (e non è una bella situazione). Purtroppo.

Gigi Cogo ha detto...

In effetti anche l'articolo di Ichino segnalato da @biagio, lascia aperta uan questione:

...."Da una parte c'è l'interesse dei nullafacenti a continuare a godere della rendita che finora è stata loro assicurata; dall'altra c'è l'interesse della maggioranza dei lavoratori pubblici—quelli veri—a una retribuzione adeguata, l'interesse dei precari a uscire dall'apartheid cui sono stati finora condannati, l'interesse della collettività a non veder tagliare gli investimenti necessari per lo sviluppo economico del Paese....."

ma questa risposta nemmeno Monty ce l'ha! O non la vuol dare.

ComeLaChiamiamoCosa ha detto...

Ormai è acqua passata .. ma a Montezemolo si potrebbe chiedere anche se è giusto passare sotto silenzio le responsabilità del privato nel fallimento di strategie come quelle di Olivetti informatica (sia pace all'anima sua) .. quanto è costato al paese e a ognuno di noi il fallimento di quelle strategie (PRIVATE)??

Quanto ci sono costati l'incalcolabile numero di inutili voli "business e non" ... al di la dei semplici ma non trascurabili costi di viaggio ... per andare a fare accordi strategici con fornitori USA come Oracle .. per portare a casa 50.000 miseri dollari di diritti di accesso a codice che doveva servire al "guarduma, pruvuma e poei cambiuma" (cioè la strategia dei furbetti canavesani) che ha contribuito a far sparire l'azienda dal mercarto ICT??

E i costi di gestione dell'Olivetti Advanced Technology Center di Cupertino .. li ha mai calcolati e citati nessuno ?? ..

E il danno causato dalla perdita dei manager con le palle .. che per sopravvivere alle strategie aziendali nazionali sono andati a fare i manager rampanti in USA .. oppure si sono licenziati per "rispetto di se stessi" .. come li quantifichiamo ??

Ce ne sarebbero di cose da chiedere a Monty & Zemolo ... prima di andare a prendersela con il settore pubblico .. ce ne sarebbero .. :-(

- luigi

catepol ha detto...

la cosa è complessa ...leggo con calma poi mi aggrego

par7133 ha detto...

Monezemelo sta tentando di cavalcare l'onda dell'antipolitica perchè gli fa comodo, davanti all' Italia intera. Confidustria dovrebbe risolvere la situazione economica del paese alla pari del governo, trattasi di stipendi, dietro il qual problema aziende, società, politica stanno coltivando fior di conseguenze (aime' li barconi costanno troppo soprattutto ora che bisogna pagarci le tasse)

Il libero mercato non lo dobbiamo digerire ma lo si deve sapere fare, senza rubare e speculare, possibilmente.

Prima volta che leggo di gente si è fatta da parte per "rispetto di se stessi": corretto e complimenti.

http://lorenzobaraldo.blog.kataweb.it/ ha detto...

Anche io penso che forse scendere in campo farebbe bene a molti... Ma si sa... questo è il paese dove piuttosot che guardare o costruire un conto economico si preferisce fare una telefonata per chiedere un favore... All'estero facciamo ridere...

Anonimo ha detto...

Esemplare, assolutamente.
Spero che tu riesca a trovare il modo di fargliela leggere, prova ad inviarla ai giornali,

Gigi Cogo ha detto...

Vi ringrazio tutti per i commenti.
La lettera ha girato parecchio anche su siti generalisti e altri blog.

Se può servire anche il "rumore di fondo" dei blog italiani penso sia sempre una cosa utile.

Se poi, riusciamo a convincere questi imprenditori industriali a pensare più al "sistema" che al profitto personale. Qui sono scettico ma non demordo.

Ho detto imprenditori? Forse dovevo dire "finanzieri".

sergio48 ha detto...

E' molto facile sparare nel mucchio, qualcuno prima o poi lo colpisci, è come se io, dipendente statale, dicessi che tutti gli imprenditori e i manager sono evasori fiscali e ce ne sono o no? Io, dipendente statale da 33 anni, in tanti anni di onorato servizio, in vacanza ci sono andato tre volte, non ho una casa di proprietà e arrivavo, prima, a fine mese a mala pena. Se faccio un conto delle mie assenze in 33 anni di anzianità credo che la media si aggiri su non più di 10 giorni all'anno. Per evitare che un tizio qualsiasi, magari pieno di soldi, magari evasore fiscale, magari vacanziere per gran parte dell'anno, dica che gli statali sono assenteisti, da anni mi riservo dieci quindici giorni di ferie estive, visto che non posso andare in vacanza, che sfrutto poi inn inverno per quando sono malato fino al 30 di aprile dell'anno successivo. Come me, ce ne sono tanti, non è che io sono un fenomeno, basta smetterla con il fare queste stupide statistiche che dicono tanto per non dire nulla. Vorrei far capire ai sapientoni che sanno tutto, che anche nella pubblica amministrazione vi sono donne che partoriscono, e, di norma e perchè la legge giustamente le obbliga, si assentano come minimo per 5 mesi, poi ci stanno i malati gravi, i beneficiari della L.104, gli ammalati terminali, tutta gente che vorrebbe stare bene e lavorare piuttosto che stare in un letto a soffrire o a morire. Perciò, prima di fare di tutta l'erba un fascio, sarebbe il caso di far funzionare il cervello prima ancora di mettere in funzione la bocca.

Anonimo ha detto...

marco da firenze

sono contentissimo che finalmente qualcuno abbia scoperchiato la pentola, si sia accorto di quanti Bluff ci sono da ambo le parti, pubblici e privati.
Soprattutto concordo nel dire che molti dipendenti pubblici sono sfrontati, arroganti nel lora far niente, anzi ritardare e nascondersi dietro a delle leggi che nessuno conosce o interpreta con loro.
Egregio presidente io le posso assicurare che ci sono anche persone brave, corrette e poco assenteiste, che lavorano sodo e con professionalita.....ma sono poche e vengono coperte dai tanti lavcativi. speriamo che un codice etico e la volonta di tutti li faccia ritrovare la produttivita
grazie presidente

Anonimo ha detto...

Egregio Presidente,
lei che interviene un po' su tutti problemi economici e dintorni, non ritiene che per miseri 17 € richiesti in più dai metalmeccanici, i padroni (pardon gli imprenditori) si comportano come il Re di Giuseppe Gioacchino Belli?
C'era na vorta(1) un Re cche dar palazzo
mannò(2) fora a li popoli st'editto:
io so io, e voi nun sete un cazzo,
sori vassalli buggiaroni(3) e zitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
Pozzo(4) vénneve(5) a ttutti a un tant'er mazzo(6):
Io, si ve fò impiccà nun ve strapazzo(7),
ché la vita e la robba Io ve l'affitto.
Chi abbita a sto monno senza titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd'Imperatore,
quello nun po' ave' mmai vosce in capitolo»(8)