5 nov 2007

Un paese che punta al 6 esistenziale!

Dopo il mio articolo di ieri sull'innovazione e dopo aver letto alcuni commenti dei lettori, mi sono imbattuto nell'editoriale che Marco Lodoli, su Repubblica del 2 novembre, scorso ha scritto a commento a supporto della tragedia che ha visto il suicidio di un ragazzino di 14 anni a Ischia. Il suicidio del bimbo SECCHIONE appunto.





Mi ha colpito un estratto che condivido in pieno e trasferisco su questo blog a supporto dell'articolo sulla stasi dell'innovazione e della creatività in Italia.


....... ciò che importa è quanto oggi crediamo al superamento dei nostri limiti, alla tensione verso il meglio, alla nostra possibile trasformazione in esseri nobili, valenti, impegnati a raggiungere la nostra vetta.

Sembra che oggi in Italia questa spinta a raddoppiare o triplicare i propri naturali talenti sia dimenticata: si punta alla sufficienza, al sei esistenziale, alla linea di galleggiamento. Certo, la vita è dura, faticosissima, è già mantenersi a galla è un´impresa: manca il lavoro, mancano le prospettive, le speranze.
Però è anche vero che ogni tentativo di dare di più, di uscire dalla palude tiepida e tranquilla è osteggiato. I ricercatori sono costretti a emigrare verso le università tedesche o americane, le menti più aperte e curiose devono andarsene, oppure accettare la mediocrità, la piccola raccomandazione, l´invito a non alzare troppo la cresta.

E chi a scuola vuole dare il massimo, rischia di venire sbeffeggiato e messo nell´angolo. Darsi da fare è inutile, se non nocivo. In fondo la televisione è piena di gente che non sa fare nulla e ottiene primi piani, denari a manciate, popolarità.

E la politica raccoglie tante mezzecalze che chiacchierano a vuoto e se la passano alla grande. Perché fare di più? Solo per umiliare i pigri, per sbattere in faccia agli inetti il proprio impegno? Attento, pigri e inetti sanno come vendicarsi, come ridicolizzare i tuoi sforzi
......

L'analisi è angosciante ma molto realistica. Spero serva a risvegliare il torpore e a stimolare la voglia di migliorarsi sempre.

5 commenti:

Massimo Danesin ha detto...

Angosciante panorama, ma reale.
La mediocrità sembra il segno distintivo di questo paese. Più sei mediocre più eccelli.

Andrea ha detto...

Incontro giorni fa una mia amica che insegna al Franchetti.
Mi raconta che i suoi alunni, se trovano difficoltà nei compiti, non vanno più avanti a cercare di risolverli, semplicemente non li portano a termine.
La sua definizione è "una generazione di sconfitti".
Ho paura che abbia ragione.

Marco ha detto...

Eppure non mi sento di essere completamente pessimista. Non sono così matto dal credere che il Web sia in grado di rimettere in pista il Paese. Di certo può spingere molte persone a ridare fiducia ed entusiasmo alle proprie qualità.

Matteo ha detto...

Il problema è complicato e si potrebbe parlarne a lungo.
Rimanendo nell'ambito scolastico, però, il problema del bullismo/emarginazione/come-si-voglia-chiamarlo c'è da sempre. Forse adesso è più sotto i riflettori dei media di quanto non lo fosse un tempo... o forse la facilità con cui girano le informazioni ha portato a nostra conoscenza anche episodi "minori" (con tutto il rispetto).
Io insomma non sarei così pessimista: durante il tempo della scuola e della formazione è molto importante essere accettati nel gruppo e spesso si è disposti a smussare alcuni tratti del nostro carattere. Ad esempio il sottoscritto (che oggi ha 30 anni) era considerato "sfigato" perché non voleva il motorino ma gli interessava il computer... e confesso che per me è stato un trauma.
Quando raggiungi la maturità sei contento di essere quello che sei, con le tue idiosincrasie.
Se il ragazzo in questione ha deciso di farla finita credo che le ragioni siano ben altre e l'ambiente scolastico possa essere la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma certo non la causa unica.

nemesis ha detto...

E se fosse sbagliato il metodo? E se un sistema educativo puramente nozionistico incentrato solo sull'imparare a memoria e sul ripercorrere fedelmente i passi fatti dai padri dei nostri padri non porti alcuna innovazione, anzi annoi semplicemente?
Ricordo che alcuni dei migliori matematici al mondo sono state persone con nessuna istruzione standard, ma che da soli sono riusciti a creare un sistema matematico fuori dagli schemi, e grazie questo hanno visto strade che gli altri semplicemente non vedevano a causa della loro dottrina.
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