01 nov 2007

E' facile esercitare il ruolo di critico

Attenzione: Il blog e il contenuto che state cercando è stato TRASFERITO qui:


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Lo spunto nasce dalla visione dell'ultimo film della Pixar/Disney: Ratatouille.

Non si tratta di recensione. Altri l'hanno già fatta e, per fortuna, non sono un critico cinematografico e non vi stresserò :-)




Si tratta, invece, di una mia riflessione sul monologo di Ego (miglior nome non potevano dare al personaggio del critico):

Innanzitutto, ringrazio Caterina che l'ha scovato in rete e me lo ha passato, in quanto lo cercavo in italiano ma ancora non trovo la traduzione. Lo passo, comunque, in lingua originale, ancora più affascinante e stimolante:

"...In many ways, the work of a critic is easy. We risk very little yet enjoy a position over those who offer up their work and their selves to our judgement. We thrive on negative criticism, which is fun to write and to read. But the bitter truth we critics must face is that, in the grand scheme of things, the average piece of junk is probably more meaningful than our criticism designating it so. But there are times when a critic truly risks something, and that is in the discovery and defense of the new. The world is often unkind to new talents — new creations. The new needs friends. Last night..........."

Anche il lavoro del blogger risulta facile perchè si svolge in un arena (quella del web) ricca di attori navigati e consumati.
Il piedistallo dal quale questo "Ego/Blogger" ogni giorno si rivolge ai suoi seguaci è, però, davvero fragile perchè la platea è poca cosa, sia nei numeri che nella qualità. E spesso ripetitiva e ridondante.

Sono i nuovi talenti che mancano. E son difficili da proporre e difendere. Il guru è sempre dietro l'angolo con la sua "clac" sempre pronta ad acclamarlo nella piaggeria più bieca.

Ecco perchè insisto sempre nel concetto di inclusione. Altri talenti son li fuori che aspettano di conoscere il mezzo. E non vedo l'ora che entrino.
Forza topini, il blog vi aspetta.

5 commenti:

catepol ha detto...

si si tini venite qui con noi...vi divrtirete. bel post :-) non avevo dubbi che avresti utilizzato al meglio la "recensione" di Ego...

Federico ha detto...

Si, a parte pochi blog che si distinguono, i soliti noti sono ormai penosi, c'è voglia di aria fresca.

Cate ha detto...

Squick!

Non so se l'hai visto, ma sei su la persona depressa!

Gpessia su jaiku aveva scovato una traduzione:

"In molti casi il lavoro del critico è facile. Noi rischiamo molto poco e ci avvaliamo di una posizione di privilegio. Noi godiamo delle critiche negative, che ci divertiamo a scrivere e a leggere. (...) Ma ci sono delle volte in cui un critico rischia veramente qualcosa, quando scopre e difende qualcosa di innovativo. L'altra sera ho fatto esperienza di qualcosa di nuovo, una cena eccezionale cucinata da mani inaspettate. (...) Non tutti possono diventare dei grandi artisti, ma un grande artista può nascondersi ovunque."
Anton Ego, critico gastronomico

L'ha presa da qui.
http://cinema.multiplayer.it/articoli.php?id=25167

Gigi Cogo ha detto...

Grazie @cate, molto utile la traduzione e il link.
Su LPD: sono un paio di volte che si diverte a citarmi.
Gli farò sapere che mio figlio ha un blog e non ha bisogno di telefono azzurro :-)

Ester Memoli ha detto...

Ego è risutato uno dei personaggi migliori del film (permettetemi di mettere Remi al primo posto) perché ha detto le cose più sagge, ha saputo cambiare "stile" di vita e alla fine è diventato colui che ha aiutato ragazzi e topo ad andare avanti, seguendo la loro passione.