04 ott 2007

Situazione in Birmania e Free-Burma day!

In questi giorni ho aderito con entusiasmo a tutte le iniziative sulla tematica e, nel mio piccolo, assieme ad altri blogger mi son dato da fare scrivendo i post che trovate su questo blog, preparando i banner che abbiamo messo nel gruppo di Flickr e predisponendo l'aggregatore di Pageflakes.

L'aggregatore l'ho messo in piedi perchè sono un pochino abile con quegli strumenti. Insomma non mi è costato tempo, è stato un lavoro di assemblaggio. Ma poi mi è sorto un dubbio guardano le immagini di ieri sera alla tv.

Stiamo facendo bene? E' giusto pubblicizzare foto, immagini e documenti? Anche altri blogger che con me si sono dati un pochino da fare su queste tematiche mi hanno posto il problema. Non è che la polizia Birmana utilizzi tutte le fonti per attuare una repressione ancora più feroce?

In effetti appena l'ambasciatore Onu se n'è andato (ieri) la repressione si è impennata e inferocita.

Sono un po confuso, lo ammetto. Noi blogger possiamo poco, pochissimo. Ma è indubbio che non possiamo rimanere indifferemti. Come al solito sarebbe necessario boicottare le multinazionali e i governi che sostengono quel regime. Quindi non basta un piccolo e insignificante blog come questo per analizzare un tema di politica e economia internazionale complesso come questo.

Intanto uomini e donne continuano ad essere torturati e uccisi.

4 commenti:

Riccardo ha detto...

Come sai anche io mi sono posto questa domanda (ma il post lo hai scritto prima che te lo dicessi via mail).

E non ho una risposta, soprattutto riguardo alla diffusione dei video e foto (che peraltro sono diffusi prima ancora che da noi, dai blog stessi dei Birmani o comunque da là). Ho fatto questa stessa domanda sul blog di un Birmano (fuoriuscito).

Certo un conto è per chi è "dentro" la rivoluzione, che già rischia di suo, spedire video e foto, un conto è per noi comodamente seduti dietro al nostro video.

Ripeto, non ho risposta, in quanto tacere è comunque sbagliato.

ivan ha detto...

Io mi sono già dato la risposta gigi.
la repressione ci sarebbe stata indipendentemente da quello che noi abbiamo fatto. Forse, dico forse, l'attenzione del mondo ha impedito che fosse più sanguinosa e violenta.
é certo però che fino a che Cina e Russia non capiranno che non è più conveniente appoggiare il governo Birmano non avremo a tempi brevi la libertà in birmania.

Spillolando ha detto...

Parliamo della repressione di Mastella nei confronti del blog mastellatiodio?

Inquietante.

Ciau

Marco ha detto...

La butto lì. Credo che ci si debba lasciare alle spalle la logica del grande numero e del potere, e pensare (o ripensare?), in termini di "valore".
In fondo questo strano mezzo che etichettiamo velocemente Web 2.0 mi pare che tenti (non so se con successo), di insegnare a ciascuno non il potere appunto, ma proprio il valore. Delle proprie idee, della propria persona.
Ecco: forse se esiste un senso a quello che stiamo facendo è questo: ognuno è importante. Poi è chiaro che esistono i regimi che in Birmania o Darfur uccidono e torturano. Ma immagino che la loro forza nasca anche dall'indifferenza che abbiamo per il valore della singola persona. E' lì il loro potere: purtroppo.