30 ott 2007

Orgoglio e pregiudizio

Ieri ho svolto attività di live blogging dal convegno di Bologna e mi è servito per illustrare, durante il mio intervento in tavola rotonda, la differenza fra utente e abitante della rete.
Ho sostenuto che abitare la rete aiuta a capirne le dinamiche dal di fuori e dal di dentro.

La platea era costituita da aziende, comunicatori free-lance, guru di vario tipo ma molti, moltissimi dipendenti pubblici.

Durante le presentazioni della mattina, un relatore ha sostenuto che il dipendente pubblico è un cittadino di serie B in quanto non può esercitare la sua funzione critica nei confronti della Pubblica Amministrazione. In pratica la tesi era, più o meno, basta sul concetto che "non si può sputare nel piatto dove si mangia".

Oggi, riflettendo e sedimentando sulla bella giornata di ieri, sono un po critico su questo paradigma e vorrei provare ad approfondirlo.

Vuol forse dire che se uno lavora alla Coca Cola non può dire che brucia il fegato?
Vuol forse dire che se uno lavora all'Alitalia non può dire che l'aereo era in ritardo?
Vuol forse dire che se uno lavora alla Parmalat non può dire che Tanzi è un furbacchione?





Mi viene difficile confondere il "senso di appartenenza" con l'"omertà".
Io sono orgoglioso di essere pubblico dipendente come sono orgoglioso di essere stato anche "imprenditore". Ma non riesco a sottrarmi alle critiche. Le critiche sono utili, non sono distruttive. Le critiche servono a correggere e a migliorare.

Il pregiudizio, forse, è che essendo la Pubblica Amministrazione sempre in difetto e in ritardo, lo sono di conseguenza anche TUTTI gli attori che la compongono.

Questa equazione non credo si regga, perchè non fondata su un criterio scientifico e perchè non c'è algoritmo che possa misurare la passione per il proprio lavoro.

7 commenti:

Federico ha detto...

Io ti seguo e ti commento perchè sono un dipendente pubblico. Hai ragione, ragione, ragione, ragione.

Stefigno ha detto...

Ho spesso criticato le pubbliche amministrazioni per presunta inefficenza o inaffidabilità.
Aggiungo in questo commento che non è davvero giusto fare di tutta un'erba un fascio, perchè perfortuna c'è ( come te ) chi svolge l'esercizio delle proprie mansioni con passione e impegno totali.

Marco ha detto...

Si è critici quando si ama la propria azienda, sia essa Stato, oppure appartenente ad un privato.
Si è omertosi quando della propria azienda non si ha alcuna cura, alcun rispetto.
Generalizzo? Può darsi.

Cate ha detto...

Forse c'è anche tanta invidia intorno, per posti di lavoro che vengono considerati roba da privilegiati.

E in alto gli esempi non sono tanto positivi.
Basti solo pensare che per ridurre l'organico dei ministri ci si affida al prossimo governo, e che alla poltrona nessuno rinuncia, benché sia ormai chiaro che si fanno due passi avanti e tre indietro.

L'autocritica individuale serve se l'individuo ha l'autorità per cambiare la testa di chi invece non vuole cambiare.

E molto spesso mancano i mezzi per stimolare questo cambiamento, per far contare l'opinione chi desidera migliorare il sistema.

Adriano ha detto...

Non per rompere, ma...
pare prorio che, di fatto, in italia sia vietato parlare e anche pensare male della propria azienda. la Corte di Cassazzione ha stabilito che la cosa non dipende dal contenuto di verità della critica, ma dal solo fatto che così facendo viene meno il rapporto di fiducia tra dipendente e azienda.

Qui un caso:
http://www.metaforum.it/forum/showthread.php?s=0f598b8b9ca7b17cfbc9ae07e2549ef2&p=62450#post62450
Ma non è l'unico. Io ne ho avuto esperienza diretta lavorando come consulente per le ferrovie qualche anno fa. Anche segnalare i problemi relativi alla sicurezza ha portato a ritorsioni e licenziamenti in quel contesto.

Insomma pare proprio che al dipendente Alitalia sia esplicitamete vietato (e per legge) di dire che l'aereo è in ritardo.

Cambiamo paese o cambiamo il paese?

Gigi Cogo ha detto...

@federico apriti un blog :-)

@stefigno giuro che siamo in molti ma non riusciamo a incidere per il cambiamento, comunque non molliamo

@marco non generalizzi

@cate purtroppo ci illudiamo che anche il rumore dal basso possa servire per far cambiare le cose.
Comunque gli esempi di chi sta in alto non devono deprimerci. Bisogna guardare avanti e fare. Son già troppi quelli che non fanno e pontificano.
La mia non vuol essere una predica, ma un sussulto di orgoglio :-)

@adriano, terribile. In effetti a volte mi vien voglia di scapapre ma anche gli altri paesi hanno difetti terribili e quindi faccio il codardo :-( e resto

CampoBaseWeb ha detto...

@adriano:
io sono perfino "tornato";
ho criticato un sistema aziendale fino a dover decidere di andarmene per protesta contro l'inutilità del mio lavoro; mi hanno detto "lei ha cercato di migliorare l'azienda" e mi hanno offerto dei soldi per dichiarare che me ne andavo felice e contento e ... mi son dato del coglione da solo (li ho rifutati).

Adesso critico quelli che son più bravi di me a fare Blog.

Come ho scritto in un commento a questo post di Marco, non capisco cosa aspettiamo a darci una mano l'un l'altra/o per sviluppare .. un'interfaccia che aiuti a disaccoppiare la comunicazione interpersonale dagli strumenti.

- luigi