6 ott 2007

Innovare con i giovani più "collavorativi"

Tutto nasce da una mia lettura su Marketingblog di PierLuca Santoro. L'articolo mi ha incuriosito immediatamente perchè tratta un tema tostissimo: La misurazione dell'autorevolezza in rete.

Diciamo che sono atterrato sul blog di Pier Luca subito dopo aver scritto il mio articolo sulle classifiche e sulle polemiche della blogosfera. Le ultime in ordine di tempo.

Leggendo in modo superficiale (ammetto, lo faccio anch'io a volte) mi imbatto in un refuso "collavorazione". Scrivo un email a Pier Luca che prontamente mi risponde segnalandomi la fondatezza del termine.

Per un curioso come me è un vero invito a nozze ed ecco che mi imbatto in questo articolo dove si cita l'ultima opera di Don Tapscott : Wikinomics. Dove l'autore sostiene che il paradigma del web 2.0 va ben oltre la condivisione del sapere, fino a delineare tutti gli elementi che portano a una internet collaborativa, creatrice di nuove idee, ma certa del suo sviluppo economico.
























Non sono concetti totalmente nuovi, ma è convincente la quantità di esempi che vengono forniti a supporto di questo modello socio-economico.
In particolare non rimane in secondo piano la particolare fiducia che Tapscott ripone nei giovani come fonte di innovazione, visti come gli unici soggetti capaci di indirizzare questa rivoluzione epocale.

"Loro utilizzano contemporaneamente molti tra periferiche e strumenti software, ma lo fanno senza pensare che stanno usando della tecnologia. Non vedono le interfacce, per loro sono come l’aria, trasparenti nelle loro moderne forme di comunicazione"

Che dire. Sono STRAMALEDETTAMENTE daccordo. Un paio di generazioni e questa cancrena di conservatori che frena l'innovazione sarà sconfitta. L'ho detto e scritto più volte e ci credo.
Molti detrattori mi impongono prudenza, misura, analisi più approfondita, ricerca della saggezza e della maturità. Ok, Ok! Va bene. Ma fino a quando?

Siamo ultimi in tutte le classifiche che misurano la capacità di innovare e di mettere la tecnologia dentro il canale produttivo. Aspettiamo ancora? O diamo spazio ai giovani "collavorativi"?

1 commento:

Pier Luca ha detto...

Caro Gigi,
Son passato a leggere, come da tua "indicazione", mettere al centro le idee; assolutamente d'accordo su classifiche ed affini.
Wikinomics è stata una delle mie letture estive e ha rinforzato in me la convinzione nella proposta di Marketing Agorà. Così dalla teoria mi sono/ ci siamo subito buttati nella pratica. Il progetto oltre agli obiettivi specifici sarà interessante anche per verificare la fondatezza delle teorie di Tapscott ai nostri lidi.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro