09 ott 2007

Il Nobel che passa inosservato ai nativi digitali

C'è un grande senso di orgoglio e di appartenenza nazionale ogni volta che nel nostro paese si arriva primi in qualcosa.
Stavolta è il nobel di Mario Renato Capecchi a catturare l'attenzione e scatenare il senso di orgoglio tutto italico, veneto e veronese.

Ma su questo blog si cerca di sviscerare la conoscenza e i fattori che possono favorirla. Non ultimi quelli tecnologici.

Bene, applausi al concittadino. Ma mi arrogo il diritto di richiamare un po di attenzione anche per Albert Fert e Peter Gruenberg.










La mia analisi meno provinciale e più globalizzata, nasce dalla consapevolezza che senza lo sviluppo delle memorie di massa tutta questa conoscenza messa in circolo non avrebbe potuto svilupparsi e farsi sistema.

Questi due signori, neo premi Nobel alla fisica, hanno messo a punto e sviluppato, in modo indipendente l'uno dall'altro, le basi teoriche che oggi permettono di immagazzinare grandissime quantità di informazioni sugli hard disk di tutto il mondo.

Vi immaginate OGGI un mondo senza le memorie di massa?

Vi immaginate (assieme alla potenza della rete e allo sviluppo dei processori) un mondo senza le enormi memorie di immagazzinamento?
Quante foto, documenti, mp3, filmati, programmi ecc. sono oggi sparsi per i notri dischi fissi, interni e esterni, i nostri CD, DVD, Divx, pendrive, carddrive, server di storage (SAN e NAS), dishi di rete e dischi web, cartelle condivise e cartelle crittografate, hosting e spazi per immagazzinare ogni sorta di documento digitale.

Tutto ormai resta in piedi se le memorie fisiche possono continuamente raddoppiare a dismisura. Giga, Tera, parole che nemmeno potevamo immaginare sono oggi alla portata di tutti.
Le NAS casalinghe sono già negli scaffali dei supermercati e i nativi digitali le trovano disponibili.




















Quindi grazie Albert, grazie Peter il bisogno di conservare, il bisogno di condividere, il bisogno di conoscere può essere supportato anche grazie alle vostre scoperte.

2 commenti:

gianfalco ha detto...

Beh, qua di italiano non c'è proprio niente, purtroppo...
Se fosse restato qui i suoi studi non avrebbe potuto nemmeno iniziarli.
Ciao

InuYaksa ha detto...

Che tristezza l'intervista che gli hanno fatto al tg1. Praticamennte, visto che è cresciuto in america da noi è solo nato, di italiano ha solo detto "bella Italia", mancava solo che dicesse "pizza, mandolino e spaghetti".
Un altro genio, vero italiano, che spesso dimentichiamo è Leonardo Chiariglione, il padre dell'mpeg.