05 ott 2007

I guasti della politica pesano più dei costi della politica

Nel deserto culturale, nell'ignoranza politica, nella arroganza istituzionale che in questi giorni regna sovrana, i mass-media cercano di convincerci che la politica si sta autodisciplinando e darà l'esempio agli italiani contenendo i costi. Diminuendo le rappresentanze e regolamentando le spese di rappresentanza.

E' una pura operazione di cosmetica.

Non sono i costi che pesano. I costi pesano anche! Ma sono i guasti che pesano di più.

Un piccolo esempio di GUASTO DELLA POLITICA. Uno dei tantissimi:
Ai nastri di partenza un giovane laureato, che si specializza con dottorato e magari si paga anche un master lavorando come precario.
Accanto a lui un giovane venditore di polpette alla festa dell'Unità o alla festa della Padania o qualsiasi altra festa. Attivista volantinante e attacchino di notte. Licenza media a stento. Cultura generale zero.

Il primo vince un concorso (si, non sono proprio tutti truccati). L'altro entra nella segreteria politica del nuovo Ministro, Assessore o Sindaco.

Il primo dovrà fare 10 c0ncorsi e forse, a 70 anni, diverrà dirigente. Sarà nuova classe dirigente a 70 anni!
Il secondo si presenterà in politica e verrà trombato dagli elettori.

Il primo continuerà a fare regolari concorsi fino a 70 anni.
Il secondo inizierà il suo cammino in tutti i consigli di amministrazione pubblici che il partito gli offrirà.





















Poi un giorno verrà assunto per "chiamata diretta" come Dirigente politico, in un Comune, in un Ministero. Quando il suo magnate cambierà profilo politico LUI, il campione partito per secondo, resterà negli organici. Non più segreteria politica ma struttura amministrativa o tecnica dell'Ente.

Questo è un solo, piccolo esempio di GUASTO DELLA POLITICA che mina alle radici l'efficenza dello Stato. L'impossibilità di cambiare la classe dirigente e quindi di innovare l'azione con più competenza e più efficacia.

Ora non so se i manifestanti di piazza del popolo con la maglietta di Che Guevara o le camicie verdi di Pontida siano a conoscenza di tutto ciò. Forse qualcuno dovrebbe dirglielo che questa è la strada per fare carriera.



















Ok, ora quelli più impegnati politicamente diranno che questo è qualunquismo. Non vogliono nemmeno credere a questo paradigma. Loro saranno eletti e cambieranno le cose. O, comunque, potranno lavorare in una segreteria politica.

9 commenti:

Biagio ha detto...

Da domani - maglietta rossa d'ordinanza - me ne vado a confezionare polpette in tutte le feste dell'Unità.
Romperò il tuo paradigma... anzi no, cercherò di fondere i due casi che hai citato. Hai visto mai che, in questo modo, riesca anch'io a trovar qualche occupazione decente :-)

klingsor ha detto...

strano che in un blog così prestigioso ci siano cadute di stile e qualunquistiche di questo genere. un volontario alle feste dell'unità, della padania, della parrocchia, NON è di certo un carrierista. anche il dottorando/dottorato, se NON è un genio fa carriera SOLO se è paraculato.
perchè scrivere quelle banalità?

Andrea Bichiri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea Bichiri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea Bichiri ha detto...

Ormai siamo alla frutta...basta vedere cosa è successo ieri sera da Santoro ad "Annozero". La gente calabrese in collegamento da Locri fischiava pesantemente un politico in studio che tentava di giustificare l'indagine interna nei confronti del giudice De Magistris reo di aver coinvolto un sacco di politici corrotti (tra i quali da indiscrezioni non confermate figurerebbe anche Prodi). Poi c'era un'intercettazione telefonica tra l'ex presidente della regione Calabria e un'altro esponente della margherita in cui il primo definiva "pagliaccio" il giudice e lo invitava ad essere più prudente se non voleva essere lasciato nelle mani della malavita (in pratica fatto fuori).

Gigi Cogo ha detto...

Dispiace contraddire @klingsor.
Ho la percezione, suffragata da diversi esempi, che molti giovani abbiano già capito come funziona la baracca.

Questo è quello che volevo dire. Uno dei MOLTISSIMI guasti della politica è proprio questo.

La seconda repubblica lo ha accentuato ancora di più.

Mentre prima DC e PCI, facevano almeno una scuola seria. E formavano, in parte, dei buoni dirigenti politici, oggi chiunque con un po di improvvisazione, ma la schiena ben piegata, può trovare una collocazione che da politica diventa poi di funzione tecnico/amministrativa.

La politica è il trampolino di lancio ANCHE per la carriera ordinaria.

Questo è il guasto. Prevale la scorciatoia rispetto alla giusta via.

Ovviamente nella libertà delle opinioni e del contradittorio. Questa è una prospettiva che noto e che, secondo me, è in crescita.

klingsor ha detto...

su questo già sono d'accordo.
il dramma vero e proprio è che la politica viene intesa ormai in senso familiaristico, dal basso fino ai quadri dirigenziali.
però devo ribadire: non è di certo una cosa da imputare a chi passa e passava WE a cuocere salsicce o spinare birra!

Anna ha detto...

Un giovanotto che lavora con me si è candidato per un partito di centro ed è stato trombato.
Poi ha detto "ho scelto il partito sbagliato, se mi candidavo con quell'altro, ora avrei un posto sicuro".
E' opportunismo puro. Nessuno si mette più al servizio della politica ma usa la politica al suo servizio.
Hai ragione, però direi a tutti quelli che vendono pane e mortadella alle feste politiche di non demordere e di provare a far qualcosa per cambiare.

ivan ha detto...

io sono stato impegnato politicamente e sindacalmente e queste cose le posso sapere ma tu sei indovino o le hai provate ?