02 ott 2007

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza



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Questo passo di Dante su Ulisse e l'Odissea che, fra l'altro, campeggia sul mio blog sin dal primo articolo che ho pubblicato, mi ha sempre stimolato come vero e proprio manifesto di incitamento alla curiosità.

Quel "bruti" mi ha sempre fatto venire i brividi. La vità è un lampo. Perchè non attingere a piene mani da tutto il sapere possibile? Perchè non sfruttare la superiorità rispetto agli altri esseri del pianeta (bruti)?

Il canto 26mo dell'inferno è un vero inno all' "importanza della conoscenza". Attraverso le parole di Ulisse si percepisce che la conoscenza non ha né età né limiti. Ulisse e i suoi sono ormai vecchi. Ma vale la pena ripartire. SEMPRE.

Il desiderio di conoscere di Ulisse è forse il segreto della sua fama. Nella sua odissea ha conosciuto cose che gli altri umani (poco disposti a intraprendere un viaggio pieno di incognite verso la conoscenza) non hanno saputo e voluto assaporare.















Nemmeno gli affetti più grandi, e intensi, sono riusciti a trattenere Ulisse perchè nel suo animo, il desiderio di conoscenza, era troppo grande.

E dopo queste considerazioni mi accorgo che ho un grandissimo difetto. Amo appofondire. Non va bene. No, oggi la superficialità la fa da padrone. Purtroppo!

Io amo conoscere e mi perdo come Ulisse. Ora ho ripreso gli studi abbandonati 20 anni fa. Ho già fatto 4 esami e me ne mancano 5. Ma non ho perso il vizio.
Come il vecchio Ulisse anch'io devo sempre approfondire, ostinarmi ad andare oltre a quello che prevede il programma dell'esame. E quindi mi inerpico in scalate ardue verso una conoscenza che non potrò mai avere.
Ma è così. E' dentro di me. La superficialità non mi basta.

Purtroppo amerei andare oltre la "conoscenza" perchè anche al conoscenza acquisita in fretta è superficiale. Vorrei, attraverso l'approfondimento e la verifica, arrivare alla competenza. Ma anche questo richiede tempo e, purtroppo, il distacco da interessi primari.

Ma non mollo. Odio vedere la superficialità delle analisi. Il copia e incolla continuo di questa società dell'informazione che ridonda ma non approfondisce i temi.

E poi mi perdo ancora con la conoscenza delle persone. Perchè amo capire di loro cosa c'è dietro l'apparenza e la superficie che manifestano.

E mi ritorna alla mente una frase di Italo Calvino:

La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso.

8 commenti:

Natascia ha detto...

Che dire...essendo anche io al secondo giro di laurea non posso che essere solidale con te.

Continua cosi!

Natascia

Stefigno ha detto...

é molto bella da parte tua riprendere gli studi, iniziati in passato ( lo avevo già letto dal tuo profilo linkedin), la ricerca della conoscenza e del sapere sono cose estremamente importanti.Ci perdiamo in tuuto il sapere disponibile ( sulla rete specialmente ) ma sopratutto veniamo anche "offuscati" da tanta "monezza" che ci gira intorno..
la superficialità è il male del nostro secolo , non credi ?

ivan ha detto...

Guarda che amare l'Odissea più dell'Iliade è già di per sè un segno di vecchiaia.
Ma anche per me rischia di essere così come tu dici e mi accorgo che la mia vita è una continua curiosità, è per me un continuo voler sapere senza mai stancarmi e fino a che mi interessa.
E a volte gigi ho più voglia di vivere ora che a 20 anni e forse è normale sia così, forse la vita la vuoi più intensa con più vedi che che passa.
Non lo so, ma di certo so che ho talmente amato la vita che a volte ho rischiato di bruciarla in un attimo, spesso per averla desiderata troppo intensamente proprio come i personaggi di jack Kerouac. Così io la voglio ancora la mia gigi, al di sopra delle righe sempre.
ciao e auguri per i tuoi studi.

Cate ha detto...

Oggi si deve saper essere superficiali per scremare le informazioni degne di essere approfondite.
Si può essere esperti solo in un campo specifico.
La conoscenza ai tempi di Dante era infinitesima rispetto a quella attuale.
E anche le fonti di conoscenza.

Claudio Vaccaro ha detto...

bravo gigi, ti seguo silenzioso ma ti stimo un bel po'. E questa è una riprova che avevo visto giusto ;) In bocca al lupo.

Marco ha detto...

Credo che uno degli aspetti positivi della nostra epoca è proprio questo: non esiste un'età né un motivo valido per tirarsi indietro. Ci sono e ci saranno sempre valide ragioni per essere sempre affamati di conoscenza.

catepol ha detto...

e bravo gigi che oltre ad aver studiato ci fa pure il compitino sul blog..scherzo...il post è molto bello

Non si finisce mai di imparare
Si impara da tutto e da tutti
La verità non la possediamo noi
Non esiste una sola verità

:-)

In bocca al lupo per gli esami

Sergio Campagner ha detto...

Sei uno dei pochi che si prende in giro e prende in giro i blog.
Sappi che molti blog italiani sono noiosissimi specialmente quelli che parlano di tecnologia. Ciao