04 set 2007

Urgente? No importante!

Cari lettori, non sto scherzando, non è una battuta.

Provate ad aiutarmi!



















E' più importante ciò che è urgente o è più urgente ciò che è importante?

Provate a riflettere e datemi una risposta.

13 commenti:

Sebastiano ha detto...

più semplice no?

Daniele Masè ha detto...

Caro Gigi, si parla anche di DITTATURA DEL BREVE PERIODO che fa perdere di vista le cose importanti e strutturali

markingegno ha detto...

Mi hai fatto venire mal di testa.
Comunque la mia risposta e':
Dipende.
Se la cosa importante e' piu' importante di quella urgente o se quella urgente e' piu' urgente di quella importante.

Ma dipende anche dalla supercazzola prematurata. Se lo scappellamento e' a sinistra e' un conto, ma se fosse a destra... beh, allora...
(cit.)

:p

[ral] ha detto...

alla fine è un po' la stessa cosa, basta che fai quello che sai che devi fare...

Nicola ha detto...

Marzullo style.
Sicuramente ciò che è importante è anche urgente, o almeno lo è rispetto a ciò che è meno importante.
Ciò che è urgente non è detto che sia importante.

Per quanto riguarda la supercazzola dipende anche se lo scappellamento è doppio.

ivan ha detto...

in linea di principio è più importante ciò che è urgente. In caso contrario, e ragionando per assurdo, si potrebbe rischiare di non aver più nulla di importante da fare.
Vi è però un rischio e cioè che si viva sempre e solo di urgenze perdendo di vista le cose veramente importanti, per cui è il metro di valutazione delle cose che è primario.

Nicola ha detto...

Rettifico tutto. E' più importante ciò che è urgente.

Adriano ha detto...

Vi racconto una storia (vera)
In un corso di formazione che ho tenuto per infermieri profesionali uno dei partecipanti mi ha detto di avere lavorato in africa in un villaggio nel quale era scoppiata una epidemia.
Medici e infermieri si agitavano nel tentivo di curare tutti e la mortalità era molto alta.
Hanno faato una ruinione nel quale hanno deciso di curare chi realisticamente poiteva farcela e di non curare gli altri.
La mortalità si subito abbassata di molto.

LaRadice ha detto...

come detto già su twitter , mi sono da sempre dato una regola base : nulla è importante tranne me stesso. Quindi nulla è importante e per quanto concerne l'urgenza c'è solo quando qualcosa riguarda la saluta di una persona cara altrimenti campacavallocalerbacresce.

;)

catepol ha detto...

è più urgente ciò che è importante ma spesso ciò che è urgente fa perdere di vista ciò che è importante veramente

Anonimo ha detto...

Sei un provocatore, per di piu' in giornata lavorativa...
Disegna un cerchio su un foglio di carta. Li' mettici le urgenze.
Disegna un altro cerchio. In quest'ultimo mettici le cose importanti.
Fa che i due disegni si intersechino. Nell'area comune ci stanno le cose urgenti e importanti.
Il resto mi pare venga da solo.
PS un grande aiuto arriva spesso dalla teoria degli insiemi, che altrettanto spesso ci permette di ridurre questioni da mal di testa a semplici problemini.
PS se invece i tuoi due termini sono sinonimi, allora la Question non esiste.
Ciao.

Anonimo ha detto...

Ah dimenticavo.
(Sono l'ultimo di prima)
Si possono per esercizio, disegnare altri due cerchi (insiemi).
Uno delle cose stupide e uno delle cose serie. E vedere come possono intersecare gli altri due gia' disegnati.
Suggerimento: questi ultimi non hanno punti in comune (mi auguro siate tutti d'accordo...)
;)

Riccardo ha detto...

Il "teorizzatore" dell'importanza e dell'urgenza (Stephen Covey) divide le attività in quattro quadranti ( http://tinyurl.com/yuzd2e ):
urgenti e importanti (pagare la bolletta, la ferita da medicare, lampadina bruciata...); importanti ma non (apparentemente) urgenti: le cose "strategiche" della vita: studiare, pianificare, fare sport, dormire (queste sono le cose che spesso rimandiamo perché non urgenti); urgenti ma non importanti (cose che potrebbe fare benissimo qualcun altro: le facciamo giusto per compiacere gli altri o perché non sappiamo dire di no; interruzioni...); non importanti e non urgenti ("passatempi" che ci vengono in mente proprio quando dovremmo fare dell'altro: navigare a casaccio, twitterare per cose da nulla). L'idea è che le cose importanti vanno ben fissate (a partire da lontano) in momenti precisi della settimana. E far di tutto per non rimandarle. E' così che si riesce a far sì che la cosa "non urgente" (ma importante) stia in piedi in mezzo a quelle urgenti (che siamo costretti a fare comunque). Impresa, a dire il vero, non sempre facile.