27 set 2007

Sbarramento e nuova legge elettorale.

Nel mio blog mi occupo di conoscenza e di innovazione quindi...........miseriaccia, vogliamo conoscere e capire perchè i partiti non vogliono una nuova legge elettorale. E proviamo a comprendere perchè lo sviluppo del paese e quindi l'innovazione necessaria per questo auspicato sviluppo non decollano?

Semplice, bastava ascoltare Di Pietro stamani nella sua chiaccherata con Corradino Mineo su RAI NEWS 24.
Il buon Tonino sosteneva, come già espresso nel suo blog, che il dimagrimento della politica è necessario. Metà ministri e metà sottosegretari. E sosteneva pure la volontà di farsi da parte e di lasciare il suo dicastero a Bianchi.



















Mineo sosteneva che i piccoli partiti senza visibilità (quindi cariche di governo) non hanno spazi di crescita.

Mannaggia, mannaggia, ma devono sparire, accorparsi. Altro chè crescita. Il problema è semplicissimo e di altrettanta facile lettura. Oggi fare un partito conviene. Anche se lo facciamo io la mia gatta e la casalinga di Voghera.
Messo su il partito facciamo una campagna elettorale da 15.000 Euro e incassiamo in contributi elettorali un milione di Euro! Perchè non farlo?

L'antidoto è semplice. Sbarramento al 5% e nessun finanziamento.
Certo le critiche, le solite:
  • Ma allora le minoranze
  • Ma allora si finanziano con le lobby solo i partiti grossi
  • ecc
E allora? Ma chi se ne frega.
Meglio che star fermi e non decollare mai?
Questo paese ha bisogno di essere INNOVATO anche nella politica con riforme STRUTTURALI. Quindi via, via per sempre il pantano dei partiti piccoli che bloccano l'attività governativa e lo sviluppo.
Vadano ad apparentarsi e a lottare per le loro giuste cause dentro i partiti maggiori.

Quindi Tonino, sparisci, evapora e con te tutti i partiti piccoli e vai a lottare dentro un partito grosso, urla, sbattiti, fai quello che vuoi. Ma fallo!

E con te Mastella, Storace, la Mussolini, Bossi, Follini, Boselli, Rotondi, Giordano, e chi più ne ha più ne metta tanto non si contano più!

O no?

4 commenti:

ivan ha detto...

mi sa gigi che se ne devono andare tutti sia quelli dei partiti minori che dei grossi partiti. Comincio anche io ad essere pessimista, c'è bisogno di fare piazza pulita e ricominciare da capo, abbiamo fatto piazza pulita solo di metà della prima repubblica ed è stato un male, ora dobbiamo fare piazza pulita di quelli rimasti.
Per buona parte sono vecchi ma non è questo il punto, il grave è che hanno idee vecchie (anche i nuovi) e queste sono troppo distanti dal resto del paese.

Biagio ha detto...

Problema abbastanza delicato: da una parte il diritto alla rappresentabilità e dall'altra quella della polverizzazione e degli inauditi sprechi. In linea di principio non sono affatto contrario alla presenza dei piccoli partiti (dar voce alle minoranze è un modo, democratico, di procedere). Il problema, a mio modo di vedere, sono i vari regolamenti interni (che sperperano risorse economiche inaudite per ridicoli gruppetti) e, soprattutto, i numeri risicatissimi che questo maledetto porcellum riesce a partorire. E' chiaro che i regolamenti interni rispecchiano la critica posizione di chi governa: concedo favori se ho bisogno di voti. Maggioranze decise (nei numeri) e compatte non hanno bisogno dei voti dei piccoli partitini e quindi non hanno bisogno di "lasciare la mancia" per assicurarsi un "buon servizio", la fedeltà...

Vadano ad apparentarsi e a lottare per le loro giuste cause dentro i partiti maggiori.

La proposta di Tonino da Montenero di Bisaccia si aggancia a quella del referendum (tanto odiato da Mastella da farlo financo "alleare" con Bossi) e l'idea che mi son fatto è che con questa proposta si rischia di ritrovarsi con, il solito, un nulla di fatto.
I micro-partiti farebbero solo più fatica a negoziare con i partiti più grandi le candidature sicure (che sono tali per la mancanza del voto di preferenza) in quelli che diventerebbero i due listoni in gara per accaparrarsi il premio di maggioranza. Il problema è che, ad elezioni avvenute, i regolamenti parlamentari (e le deroghe a questi) continuerebbero a consentire la formazione dei micro-gruppi (quelli, per intenderci, fatti con il gatto e la casalinga di Voghera). Morale della favola: usciti dalla porta, i piccoli partiti rientrerebbero dalla finestra con i loro simboli, i loro nomi e i loro ricatti. Quindi , il ministro di Pietro,può ben smetterla di battersi il petto con la sua (demagogica) proposta dello sbarramento... il problema è sempre lo stesso: fatta la legge, non è mica difficile trovare l'inganno...

kit ha detto...

mah...
io non saprei. Trovo che questo sbarramento sarebbe un limite troppo critico....
Anche perchè...se adesso la politica è uno schifo, t'immagini dopo, avendo come unici rappresentanti del volere popolare SOLO Silvio e Prodi?

Nono...non ci voglio pensare

Ciocci ha detto...

Io concordo in parte con te, per quello che riguarda le soglie di sbarramento, che non devono permettere a chi ha l'1.5% di andare in parlamento. Detto questo, però riteng comunque che la polica debba essere finanziata in maniera limpida e pubblica, per evitare strani connessioni che già si verificano, detto questo, questi finanziamenti però devono essere limpidi, come limpidi dovrebbero essere i bilanci dei partiti.