18 set 2007

Roma. Un incontro.............

E' successo la scorsa settimana.

L'autobus superava il Lungotevere Aventino mentre ricevo una telefonata da mia moglie. Un po impacciato a causa di una borsa a tracolla, uno shopper e la cravatta che, chissà perchè mi stavo infilando fra la giacca e la camicia proprio in quel momento.

Un anziano signore sorridendo si offre di aiutarmi per permettermi di ricevere la telefonata in una condizione più umana e meno acrobatica. Mi sorregge lo shopper e finita la telefonata, sorridende e compiaciuto, risponde ai miei ringraziamenti raccontandomi che era stato a Venezia molti anni fa.

Il mio accento dialettale, in effetti, non è mai stato corretto. Ma va bene così, e un po di orgoglio sulle origini proprie non fa male.

Scivoliamo lentamente in un appassionato colloquio che partendo dalle origini dei dialetti, attraversa lo studio delle lingue romanze, il "De vulgari eloquentia", la ricchezza della nostra lingua madre, le origini latine, l'orgoglio e l'amore per lo stile e per la grammatica. Passando poi alle considerazioni sul "deserto culturale" presente e futuro, colpa anche delle nuove tecnologie.

Ci stringiamo la mano ci salutiamo. Non lo rivedrò più. Prima di scendere tira fuori da una borsa questa poesia e me la regala autografata. Come se mi aspettasse o aspettasse altri come me, che avessero voglia di ascoltarlo e di inbastire un discorso.
Non la leggo subito perchè sono leggermente in ritardo all'appuntamento. Rimane nel mio zainetto e dopo un po di giorni la leggo. Terribile, sembra vestita su misura.

Ve la dono come Lui l'ha donata a me.






p.s. ho nascosto il nome e tagliato la firma. Per rispetto. Anche se le nuove tecnologie, forse, non gli avrebbero mai dato accesso a questo mio modestissimo tributo.

Per rispondere alle, giuste, richieste di alcuni lettori la inserisco in calce anche in formato testo:

Alere flammam

Riluce intesa fra di noi evidente:
ci fa più consapevoli, affiniamo,
quando esprimiamo, vicendevolmente,
parole nostre oppure commentiamo.

Confini non previsti dalla mente
inconsapevolmente superiamo.
La fiamma che arde i cuori è più fulgente.
Non poniamoci mete. Proseguiamo!

14 commenti:

catepol ha detto...

nulla accade per caso
:-)

kit ha detto...

che bella......poi queste cose fan davvero riflettere....

outer ha detto...

eggià, belle righe,
proseguiamo ...

Riccardo ha detto...

Ehi ma... è la "poesia del blogger"!

Potremmo prenderla come "sigla"... :)

Elena ha detto...

Sembra quasi un sogno ;)

Manfrys ha detto...

.. secondo me ... l'hai scritta tu!

stefigno ha detto...

la poesia è molto , ma molto bella.
in effetti sembrerebbe un pò , la poesia del blogger , fra virgolette eh ...
me la son scritta su di un pezzo di carta ;-)

Gigi Cogo ha detto...

Assolutamente no @manfrys!
Primo perchè sono INCAPACE di intendere e di volere e non potrei nemmeno pensare una cosa del genere.....

Secondo perchè è tutto verissimo!

E poi sono andato in giro per wikipedia e per Google per capire il senso di questa fiamma che arde o robe del genere!

ivan ha detto...

mi è piaciuta la poesia ma mi sei piaciuto anche tu mentre viaggi nella tua storia e così non ti conoscevo ancora.
ciao gigi prosegui

Sir Drake ha detto...

Sono d'accordo con Riccardo, è chiaro che parla dei blogger.
Lo dimostro:

"Riluce intesa fra di noi evidente"

Questo è un chiaro riferimento al monitor, che si interpone e al tempo stesso unisce i blogger. Per chi usa i nuovi MacBook Pro, potrebbe essere anche un riferimento alla tastiera retroilluminata...

"ci fa più consapevoli, affiniamo, quando esprimiamo, vicendevolmente, parole nostre oppure commentiamo".

Questi sono i post e i relativi commenti.

Confini non previsti dalla mente
inconsapevolmente superiamo.


Chi può negare che spesso i blogger oltrepassano i confini della mente? A volte anche i confini della decenza, ma questo è un altro problema.

La fiamma che arde i cuori è più fulgente.

Non ho mai avuto simpatia per la "fiamma", ma in questo caso potrebbe trattarsi di FIRE-fox.

Non poniamoci mete. Proseguiamo!

Ecco, questo mi piace di molti blog: non ci sono mete; si scrive quello che passa per la testa, senza preoccuparsi di dover stupire a tutti i costi.
Non tutti fanno così? Peggio per loro.
Noi proseguiamo.

Scusa, se ho barbaramente fatto a pezzi tutto il sentimento di questi versi, molto belli perchè parlano di rapporti umani. In una città come Roma, fa effetto trovare qualcuno che li abbia a cuore.

P.S. Ma era il nonno di Catepol quel signore? :P

Gigi Cogo ha detto...

Se qualche Blogger "romano" mi scrive in email privata, passo nome e cognome dell'anziano signore.
Non era un angelo, chissà che a ritrovarlo, non si capisca qualcosa di più di questo messaggio/segno!

clarita ha detto...

oh, mio dio... io c credo in queste cose... c credo negli angeli e nel destino...

Cate ha detto...

Da vecchi noi doneremo pennine usb...
Forse.
;)

catepol ha detto...

se assomigliava a questo qui (http://www.flickr.com/photos/catepol/406609952/in/set-72157600094696197/) forse era mio nonno davvero...

che in quanto a comunicazione sicuro ha fatot più storia di me

ripeto, nulla accade a caso, la poesia è bellissima
il commento di sirdrake ancora di pu...